Ho da poco letto la notizia riportata dal Blog iSpazio (link) del rilascio di Photoshop.com Mobile per iPhone. Applicazione gratuita e molto ben fatta, al momento disponibile solo per lo store americano (per dettagli sulla app, potete seguire i link su riportati).

Photoshop.com Mobile App for iPhone

Photoshop.com Mobile App for iPhone

Se da un lato non si può che essere soddisfatti dal crescente interesse delle maggiori software house del pianeta per il cellulare made in Apple, non si può non negare, di contro, un certo disinteresse verso le reali esigenze degli utenti. Mi riferisco al fatto che Apple ed Adobe, piuttosto che proporci questo nuovo simpatico gadget, dovrebbero concentrarsi a trovare un accordo per portare, prima possibile, la tecnologia Adobe Flash Player nei nostri iPhone. Parlo della possibilità di usufruire dei filmati Flash all'interno del browser (Safari o altro) e non di quell'altra trovata, di cui si è avuto notizia recentemente, che darà la possibilità agli sviluppatori di convertire i giochi realizzati con Flash CS5 in applicazioni per iPhone.

Il salto generazionale che si è avuto nel campo della telefonia mobile dopo l'avvento del melafonino è innegabile. E per questo tutti, anche gli altri produttori, dovrebbero ringraziare Apple. Però se l'iPhone e le sue App hanno reso possibile quasi ogni cosa pensabile per un terminale mobile (e forse anche l'impensabile), è anche vero che è decisamente penoso assistere alla navigazione web preclusa all'uso del Flash. Quanti siti risultano praticamente inservibili e quanti anche semplicemente monchi? Per di più su un dispositivo che oggi è il più usato a livello mondiale per la navigazione internet in mobilità.

Forse sono io ad essere un incontentabile rompiscatole ma, in casi come questi, non mi va proprio giù il comportamento di Apple e compari. Inizialmente da Cupertino ci hanno detto che Flash Player non era stato rilasciato per iPhone poiché troppo avido di risorse. Poi abbiamo avuto modo di vedere cosa è realmente capace di fare l'hardware di questo terminale (soprattutto nella versione 3GS) e un po' tutti ci siamo chiesti quanto, realmente, Flash possa essere più "pesante" degli attuali giochi in 3d, con la loro grafica mozzafiato.

Allora qual è la verità? Come sempre, si tratta di interessi e di business. Sappiamo tutti che la politica di Apple è quella di dare molto ai propri utenti, ma di richiedere in cambio fedeltà e consumo, basti vedere iTunes Store ed App Store. E la Apple non nega che sia così. Quando poche settimane fa ha abbassato il costo dell'iPod Touch da 8GB a 189€, Steve Jobs ha dichiarato che l'obiettivo era quello di dare a tutti la possibilità di accedere all'App Store... per comprare chiaramente. Lecito, per carità. Finché si offre un corrispettivo all'altezza (e la possibilità di accedere a quell'incredibile parco software lo è), la politica del do-ut-des funziona. Ma nel caso del Flash Player, si tratta solo di interessi.

Cosa comporterebbe il Flash Player su iPhone?
Per i possessori di un iPhone significherebbe poter accedere ad un'esperienza di navigazione più completa, ma anche aprirsi ad infinite nuove possibilità. Uno sviluppatore indipendente potrebbe ad esempio realizzare un gioco — o più in generale un programma — con questa tecnologia e, qualora decidesse di farlo pagare, potrebbe incassare il 100% degli introiti (meno le tasse). Oppure potrebbe distribuire applicazioni i cui contenuti non siano di gradimento alla Apple. Tutto questo oggi non è possibile. Per sviluppare su iPhone, oltre alle possibilità offerte dall'HTML e dal javascript tramite pagine web, l'unica chance è quella di sottoporsi all'insindacabile approvazione di Apple, che gestirà le vendite tramite l'App Store e si prenderà una percentuale.

Non fraintendiamo: l'obolo è ben giustificato dalla possibilità che milioni di utenti in tutti il mondo avranno, di trovare immediatamente la nuova applicazione. Ma il fatto che sia l'unica strada possibile non è altrettanto condivisibile. Insomma, per come la vedo io, non ci danno il Flash solo per continuare a controllare l'utilizzo del dispositivo e di eventuali introiti derivanti dalla vendita di applicazioni. Prova ne è che la soluzione di trasformare i giochi Flash, della prossima Adobe Suite CS5, in applicazioni native per iPhone, permetterà proprio di inserire queste ultime nell'App Store, così da poter continuare a tenere ben salde le redini della carrozza.

In conclusione: la Apple dà molto ai suoi utenti con un terminale fantastico e dalle possibilità infinite, continuamente in espansione con l'uso — volendo anche solo gratuito — dell'App Store. Di contro chiede pazienza e fidelizzazione, poiché o si fa così o niente (jailbreak a parte). Stessa cosa per gli sviluppatori a cui l'azienda di Cupertino offre un bacino di utenza enorme con poco sforzo, richiedendo in cambio un compenso (%) nonché l'accettazione della sua inderogabile supervisione, sia per quanto riguarda i contenuti delle applicazioni (che la Apple può rifiutare), sia per essere unico mezzo tramite il quale poter distribuire software per iPhone. Ecco perché non si può non dare una certa leggittimità, quantomeno sul piano teorico, a chi propone il jailbreak e store alternativi.

Amore e odio, soddisfazione e frustrazione.
Forse per questo non ci si riesce a staccare da mamma Apple?