Dai miei precedenti post avrete capito che sono un fotoamatore, appassionato di macchine fotografiche, digitali e non. Nell'articolo frullato di fotografia, abbiamo visto come distinguere una macchina fotografica in relazione alla sua classe di appartenenza: compatta, bridge, reflex.

Tuttavia per l'evoluzione dei recenti mesi, questa categorizzazione è totalmente saltata. Fatti salvi i concetti base che distinguono una compatta da una reflex, l'offerta di fotocamere si è così ampliata che oggi quasi ogni prodotto è a sé stante. Sembra che i produttori, finita la gara dei megapixel e quella degli ISO, stiano cercando nuove strade, sperimentando soluzioni nuove per reinventare un mercato che dal tempo del digitale non ha subito notevoli scossoni.

Il risultato sono macchine fotografiche con caratteristiche uniche, che sondano terreni finora inesplorati. Vediamone qualcuna.

Per i maniaci dell'autoscatto, Samsung ha presentato una linea di fotocamere della serie ST, dotate di un doppio display. Il secondo, posizionato di fianco all'obiettivo, permette di inquadrarsi alla perfezione durante l'autoscatto. Sempre dalla stessa casa ("Samsung" significa tre stelle in coreano) arriva la ST100, una delle prime ultracompatte dotata di GPS e di uno schermo touch da ben 1152,00 pixel e un ibrido cellulare/fotocamera con un sensore da 12 megapixel e schermo AMOLED.

Pentax ha prodotto una delle più piccole fotocamere waterproof per gli amanti degli scatti subacquei, la WS80.

Nikon è andata decisamente oltre ed ha realizzato la prima fotocamera al mondo con microproiettore integrato. Si chiama S1000pj ed è acquistabile per poco più di 300 Euro. Roba che pochi anni fa sarebbe stata presa per pura fantascienza, può essere oggi acquistata con cifre piuttosto abbordabili.

E mentre Panasonic e compari si dilettano con il nuovo formato reflex mini-quattroterzi, che permette di avere fotocamere reflex finalmente compatte come normali digitali (Lumix DMC-GF1 e Samsung NX10 ne sono un esempio), Ricoh ha realizzato un'idea tutta nuova, ovvero una fotocamera digitale (non reflex) con obiettivi intercambiabili, la GXR. Con questa soluzione di può avere il vantaggio del cambio obiettivo anche su una digitale standard, con numerose lenti già disponibili (GR Lens). Una soluzione innovativa, ma che al momento è stata adottata solo da Ricoh e che quindi difficilmente potrà diffondersi più di tanto.

Ma la grande innovazione dell'anno nel campo delle fotocamere è sicuramente quella di Fujifilm. Ancora non è sugli scaffali, ma la Real 3D, con i suoi due obiettivi distanti tra loro pressapoco quanto gli occhi umani, permette di ottenere fotografie tridimensionali. Intendiamoci, siamo lontani dall'effetto "olografico" in cui rivedere gli oggetti da tutte le angolature, ma comunque ottiene immagini incredibilmente vicine a quelle visibili dagli occhi umani.

Chissà cosa ci riserva ancora il futuro.