Ieri ho effettuato un retweet di un mio post del 22 Ottobre 2009 intitolato frullato di fotografia. Il motivo è che volevo ricordare (forse anche a me stesso) che questo blog è nato avendo a cuore le mie passioni, tra le quali la fotografia ha un posto di assoluto rilievo. Quello che voglio dire è che vedrete sempre più spesso contenuti dedicati a questo settore che vorrei riprendere a seguire con più continuità. Ma non temete, in primo piano avremo sempre Apple e tutte le sue creazioni. Spero che la cosa vi faccia piacere, solitamente i Mac user hanno la creatività nel sangue e molti di noi sono addentrati anche nel fantastico mondo del foto/video.

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L'articolo citato comunque, è stato il frutto del tentativo di realizzare un brevissimo compendio del mondo fotografico odierno; ed iniziava il suo percorso con l'identificazione delle tipologie di fotocamere, distinguendole in: compatte, bridge e reflex (digitali). Se solo pochi mesi fa questa categorizzazione poteva andar bene, oggi è già superata. La voglia di innovare, coadiuvata dai generalmente buoni ricavi dell'industria fotografica digitale, hanno spinto i principali costruttori a ricercare soluzioni alternative, in alcuni casi con risultati che definirei "originali" (vedi le fotocamere transgeniche).

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Micro Quattro TerziTra tutti gli esperimenti però, la strada aperta nel 2003 da Panasonic, Olympus e Leica con il formato Quattro Terzi (nome derivante dalla proporzione 4:3 del sensore), è stata l'unica così valida da riuscire a creare in pochi anni una percorribile nuova strada, evoluta ed estremizzata poi nel 2008 con il Micro Quattro Terzi. In sostanza l'idea del progetto era quella di creare un nuovo tipo di ponte (bridge): non più compatte con velleità da reflex, ma bensì tutti i vantaggi delle reflex nel corpo delle compatte. Questa finalità è stata raggiunta con numerosi accorgimenti, ma quello determinante è sicuramente l'abbandono dello specchio (per questo vengono anche definite mirrorless). Senza il mirino ottico e lo spazio che esso occupa, è stato possibile ottenere una "non-reflex" — per definizione non può più essere chiamata tale — con caratteristiche da reflex: ottiche intercambiabili e sensore di generose dimensioni (che significa qualità). Il fatto che al progetto abbiano partecipato anche importanti lens maker come Leica, Zuiko, Sigma e la stessa Panasonic, ha contribuito a creare in un lasso di tempo relativamente ridotto un discreto parco ottiche, caratteristica spesso determinante nella scelta di un corpo macchina.

panasonic lumix dmc g2

L'innovazione contenuta in questo nuovo formato è di tutto rispetto. Tanto che anche alti produttori ne hanno fatto tesoro ed hanno iniziato, lentamente, ad inserire nelle proprie lineup modelli che ne ricalcano i principi di base. Un esempio lampante sono le recenti NEX-3 e NEX-5 di Sony: dimensione da compatta, con ottiche intercambiabili e qualità da reflex, sia nella costruzione che nella resa fotografica.

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Finché esisteva solo il Micro Quattro Terzi in questa terra di mezzo, non c'era bisogno di altre definizioni. Ma dal momento che altre aziende iniziano a proporre soluzioni simili, si è resa necessaria una nuova classificazione. Nasce così il termine CSC (Compact System Camera), che sostanzialmente potremmo tradurre come Compatta a Sistema. Questo include tutte le precedenti Micro Quattro Terzi, ma anche la nuova linea NEX di Sony e tutte le future soluzioni che seguiranno questo nuovo filone. La categoria è stata aggiunta al TIPA Awards, dove nel 2010 è stata premiata come migliore CSC entry level la retrò Olympus Pen EPL-1:

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Insomma, dovendo riscrivere oggi l'articolo citato in apertura, dovrei dire che distinguiamo le macchine fotografiche digitali in:

  • Compatte: dimensioni tascabili, sensore piccolo, ottica fissa, prevalentemente automatiche
  • Bridge: form-factor da piccola reflex, sensore piccolo, ottica fissa quasi sempre superzoom, funzioni automatiche e manuali
  • CSC: piccole come le compatte, con sensori di maggiori dimensioni ed ottiche intercambiabili, ma senza specchio e mirino
  • DSLR (Reflex Digitali): mirino con specchio, sensore più grande (fino al Full Frame), ottiche sostituibili, peso e dimensioni generose