Ormai del mondo fotografico classico è rimasto ben poco. Quando mio padre tanti anni or sono si dilettava con la Rolleiflex, anche il semplice amatore trasudava passione per la tecnica fotografica. Erano in molti quelli che si dilettavano a sviluppare da sé i propri rullini allestendo una piccola camera oscura di fortuna. Da allora molte cose sono cambiate ed oggi il fotoamatore ha perso parte della poesia che lo legava a questa nobile arte e rischia di essere così definito colui che semplicemente ha speso più degli altri per comprarsi una reflex.

Oltre questo aspetto meramente filosofico, a livello tecnico non abbiamo molto da rimpiangere rispetto al passato. La fotografia digitale migliora velocemente e le possibilità offerteci da un DSLR da poche centinaia di euro sono incredibili. L'ultimo dei 'fotoamatori' di oggi possiede gli strumenti per fare foto tecnicamente di gran lunga superiori a quelle dei grandi del passato. E magari ogni anno cambia lo stesso il corpo macchina per avere qualche megapixel in più. Questa maggiore attenzione ai numeri è tipica di tutti i mercati con forte innovazione e grandi quote di mercato.

I produttori stessi sono entrati in un circolo vizioso e competitivo, in cui devono necessariamente portare a casa grosse vendite ogni anno per finanziare la ricerca e presentare prodotti innovativi l'anno successivo. Per questo troviamo sul mercato anche fotocamere decisamente inutili per il reale progresso fotografico: face-detection per  gli animali, smile shutter, doppio display per l'autoscatto, etc.. sono solo alcune delle funzioni di cui forse si poteva fare a meno.

Una reale spinta innovativa è invece arrivata qualche tempo fa con il sistema Quattro Terzi (ed ora Micro Quattro Terzi) dalla cordata capitanata da Panasonic. Molti sono ancora scettici sul reale vantaggio di tale tecnologia e rimangono saldi sulle normali DSLR, ma l'interesse continua ad aumentare e la qualità a migliorare. Abbiamo già parlato di questa nuova categoria di fotocamere, spiegando come non possano più essere denominate DSLR visto che perdono una delle caratteristiche fondamentali di tale tecnologia: lo specchio. Difatti il nome con il quale vi si ci riferisce solitamente è EVIL (Electronic Viewer Interchangeable Lens), proprio perché non avendo lo specchio che porta l'immagine catturata dall'obiettivo nel mirino, questo è sostituito da un display ed è quindi di tipo elettronico. Recentemente al TIPA la tecnologia è stata invece ribattezzata con un più generico CSC (Compact System Camera), forse anche per prevedere future varianti sul tema.

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Ed effettivamente Sony, dopo aver sfornato la sua interpretazione di CSC con le NEX-3 e NEX-5 (sopra), ha recentemente presentato un altro progetto ibrido. Per la verità si basa su un'idea già proposta (con scarso successo) da Canon molti anni or sono, ma che con i moderni materiali potrebbe dare risultati migliori. I modelli Alpha 33 e 55 che a breve arriveranno sul mercato, sono infatti dotati di un particolare specchio semi-trasparente, il quale permette alla luce di raggiungere il sensore, mentre una piccola parte viene riflessa e destinata alla messa a fuoco.

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Rispetto alle normali DSLR quindi, non vi è la meccanica necessità di alzare ed abbassare lo specchio ad ogni scatto (che è quello che causa parte del rumore tipico delle reflex) permettendo delle raffiche molto più veloci, con valori normalmente destinati a prodotti di fascia pro (10fps). Inoltre questo movimento nelle reflex causa anche l'oscuramento temporaneo del mirino durante lo scatto, visto che lo specchio si chiude per fare arrivare la luce direttamente al sensore senza deviazioni. La porzione di luce riflessa dallo specchio semi-trasparente non ha però lo scopo di dare vita ad un mirino ottico (anche perché sarebbe necessaria troppa luce), ma viene destinata all'autofocus. Questo porta ad un notevole vantaggio rispetto alle CSC, le quali possiedono un AF piuttosto lento e poco preciso rispetto alle reflex, poiché avviene per contrasto (quindi analizzando l'immagine finale) e non per rilevamento di fase, come invece avviene anche su queste nuove Sony. Il mirino è dunque di tipo elettronico, ma pare che sia di una qualità così elevata da risultare anche migliore rispetto ad alcune reflex economiche (che di norma montano dei pentaspecchi). E l'assenza di questo altro elemento contribuisce a ridurre notevolmente il corpo macchina.

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Perciò la ricetta è questa:

  • dimensioni molto più compatte di una DSLR
  • raffica molto veloce
  • messa a fuoco a rilevamento di fase
  • mirino elettronico di alta qualità
  • alcune features aggiuntive come il GPS integrato (nella A55), stabilizzazione e display snodabile

Quindi una tecnologia sostanzialmente a metà tra DSLR e CSC e che aspetto di vedere con quali prezzi sarà proposta in Italia. Perché se dovesse costare molto più di una reflex di pari caratteristiche, tempo che il pubblico non avrà motivi per provarla.

Aggiungo un paio di caratteristiche che mi sono state richieste, riferendomi alla Alpha 55:

  • Sensore APS-C 'Exmor'
  • 16.7 megapixel
  • video Full HD
  • Mirino Elettronic con 1.15 milioni di pixel
  • Display snodabile da 3"
  • GPS integrato
  • Stabilizzazione sul sensore
  • 15 punti AF
  • ISO 100-12800 (25600 solo JPG)
  • Memoria SD/SDHC/SDXC/MemoryStick Pro Duo