Oggi ho scoperto Big Mean Folder Machine, che inizialmente pensavo facesse un semplice merge tra cartelle, ma data la mia curiosità ho voluto dedicarle qualche minuto per capire meglio le sue funzioni. Innanzitutto presenta due principali opzioni, una destinata proprio al merge e l'altra allo split.

Nel primo caso si possono selezionare una o più cartelle sorgenti e unificarle in una unica di destinazione. Mentre procedevo con le impostazioni ho visto che permetteva di creare delle regole per i file duplicati, aggiungendo un suffisso di numerazione a scelta e dando una priorità in modo molto dettagliato in base a tre livelli di ordinamento:

merge-more-folders

Dopo aver scelto il percorso di destinazione, si può anche decidere se muovere i file invece di copiarli e di avere una preview dell'operazione prima di procedere (cosa che può risultare veramente fondamentale in ambiente business):

move-file-and-preview

Arrivato qui già mi ero fatto un'idea molto positiva. Ancor di più quando nell'ultima schermata mi è stato richiesto di salvare eventualmente le importazioni in un droplet, così da poterlo riavviare facilmente all'occorrenza. Ma poi dopo aver lanciato l'operazione ho scoperto che copia tutti i file, anche quelli nelle sottocartelle se si abilita l'opzione, ma li mette tutti liberi e sparsi in un'unica cartella. Per cui ho capito che non era sicuramente destinato al tipo di merge che io intendevo e che è svolto ad esempio da SyncTwoFolders (free).

Allora sono passato ad analizzare l'altra funzione, ovvero lo split. Questo richiede sempre una o più cartelle sulle quali lavorare e poi procede, schermata dopo schermata, a definire le impostazioni di suddivisione. Il primo passo ci chiede se dividere i file in modo gerarchico (ad es. in base all'iniziale del nome) oppure per processo numerico (ad es. 100 file o 100 MB per ogni cartella):

slipt nome quantita

Entrambe le due vie però non si esauriscono in questa maschera, ma portano a tanti, tantissimi altri dettagli. Scegliendo la prima ad esempio, si può definire praticamente ogni sorta di elemento per la suddivisione con ordinamento crescente o decrescente:

gerarchica

Si può annidare fino a 3 livelli di questo tipo ed infine decidere anche come comportarsi per i conflitti in caso di elementi duplicati.

Selezionando invece la seconda via "batch", si specifica la logica di suddivisione:

batch dimensione

Il tipo di ordinamento:

batch ordinamento

E lo schema per la nomenclatura delle cartelle:

batch schema nomi

Infine sempre le logiche per la risoluzione dei conflitti per file con gli stessi nomi, l'eventuale preview dei risultati prima di procedere e la possibilità di salvare l'operazione come droplet.

voto 4Conclusioni
Mi sono imbattuto casualmente in questo Big Mean Folder Machine perché in tutta sincerità non è un software di cui ho bisogno per il mio lavoro. Ma sono rimasto sbalordito dalle sue funzionalità e dalla completezza. Tra le varie opzioni si nota particolare attenzione ai dati fotografici (EXIF), per cui è molto indicato anche per organizzare grandi archivi fotografici. Pensate ad esempio di avere sparse in più cartelle e più hard disk centinaia e centinaia di fotografie (ma possono essere anche semplici file). Con BMFM si può mettere tutto in una cartella unica e poi suddividere i file per periodo, per nome, per dimensione, per qualsiasi tipo di parametro si desideri. E questa è solo una possibile applicazione. Con tutte le possibilità del programma, chiunque per lavoro si trovi a gestire grandi mole di dati, troverà la sua strada.

Costi
Sicuramente si tratta di un software specifico per una funzione e non di una utility generica che può tornare utile un po' a tutti. Tuttavia spesso sono proprio queste applicazioni di nicchia che hanno prezzi particolarmente proibitivi. Certo Big Mean Folder Machine fa una cosa sola, ma la fa in modo molto completo. Per cui il prezzo di $19.95 mi sembra corretto.

PRO
ico.piu.png Applicazione veramente completa
ico.piu.png Un vero salvatempo che può eseguire un'operazione di giorni in pochi minuti

CONTRO
lati negativi Se la funzione merge gestisse anche le cartelle, sarebbe usabile anche in ambiti diversi dalla catalogazione