Negli articoli precedenti mi ero occupato dapprima della nuova piattaforma di processori Intel Sandy Bridge, poi delle novità in arrivo da AMD e nVidia nel comparto schede grafiche, e infine un post (ammetto, risultato piuttosto difficoltoso da seguire e capire a causa delle informazioni non proprio abbondanti e un po’ tendenti al tecnico) dedicato alla piattaforma Fusion/Bulldozer di AMD che andrà a confrontarsi con Sandy Bridge. Il quarto e ultimo post sarà invece tutto dedicato ad alcune espansioni che potrebbero (o non potrebbero) arrivare nei Mac del 2011.

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USB 3.0
Iniziamo la carrellata partendo dall’USB 3.0, già analizzata nel dettaglio da Maurizio in questo post di qualche settimana fa. L’USB 3.0 è un notevole passo avanti: 600 MB/s nominali in trasferimento, contro i 60 MB/s dell’USB 2.0 e i 400 della Firewire 3200. La velocità reale (o almeno, la più alta riscontrata nei vari test), tuttavia, si attesta sui 360 MB/s, comunque un discreto risultato. A vantaggio dell’USB 3.0, vi è inoltre la garantita compatibilità a ritroso con dispositivi USB 2.0, il che significa non dover buttare le attuali periferiche nel passaggio alla nuova versione dello standard. La capacità di fornire alimentazione diretta come la USB 2.0, inoltre, lo fa preferire come soluzione di continuità e di praticità per i supporti di archiviazione esterni, lasciando all’eSATA soluzioni di gamma maggiore.

Veniamo al dunque. Come presenza a livello di soluzioni, dispositivi compatibili con USB 3.0 ce ne sono, e piano piano stanno aumentando. Come presenza a livello di computer, invece, i modelli che offrono il nuovo standard non sono tantissimi, questo a causa della decisione di Intel di non supportarlo nei chipset creati quest’anno per i processori Westmere. Chi offre soluzioni con USB 3.0 usa attualmente controller esterni. Ad ogni modo, una buona notizia è dietro l’angolo, poiché i chipset Intel per Sandy Bridge dovrebbero finalmente supportare l’USB 3.0. A livello di sistema operativo, infine, è supportato da Linux già qualche anno, mentre per Windows 7 il supporto arriverà con il Service Pack 1. Per OS X, invece, può al momento arrivare solo da driver esterni.

Apple cosa farà? Jobs non ha chiuso le porte all’USB 3.0. Incalzato a riguardo alcune settimane fa, rispose facendo capire che il supporto sarebbe arrivato nel momento più opportuno, o quando almeno Intel avrebbe fatto la sua mossa. Dunque, è piuttosto plausibile aspettarsi l’USB 3.0 nei prossimi Mac con Sandy Bridge. Anche se rimane un mai dire mai, ossia la possibilità che Steve decida di rimanere ancora un po’ alla 2.0.

USB 3.0 grado di fattibilità: perché no?

Light Peak

Tecnologia rivale (?) dell’USB 3.0 sviluppata da Intel, a quanto pare con appoggi da Sony e, guarda caso, Apple, Light Peak promette prestazioni nettamente superiori a qualsiasi altra soluzione. 1,25 GB/s di velocità nominale, 900 MB/s di velocità massima rivelata nei test preliminari sinora condotti. Un bel bolide, dunque. Light Peak si prepone l’obiettivo di essere un completo factotum, sostituendo essenzialmente qualsiasi connessione. Si propone infatti anche come possibile alternativa alla Ethernet, date le velocità, ma si parla anche di possibilità come porta multimediale, incalzando così le già affermate HDMI, DVI e DisplayPort. Tante belle prospettive, insomma. Ma non è tutto oro quello che luccica.

Perché ho fatto questa affermazione? Perché Light Peak soffre di due principali difetti: la non presenza sul mercato, nonostante varie dimostrazioni e dichiarazioni di Intel, e la mancanza dell’alimentazione per le periferiche. Questo può essere un tallone d’Achille piuttosto pesante, soprattutto in ottica di mobilità e di supporti di archiviazione, e una dimostrazione pratica di come si faccia fatica senza alimentazione diretta è data dall’eSATA, che nonostante la superiorità tecnica rispetto all’USB 2.0 non è riuscita a imporsi veramente come soluzione alternativa. Oltre a tutto ciò, ci sono da considerare anche cose come gli alti costi iniziali, il non supporto da Intel nei chipset per Sandy Bridge e il mancato supporto da parte dei sistemi operativi. Di fatto, Light Peak al momento è quasi una chimera, senza reali sbocchi commerciali che ne testimonino la presenza.

Appare dunque piuttosto chiaro che Apple al momento può fare ben poco. Direi che Light Peak si può rimandare al 2012, magari nel frattempo viene implementata l’alimentazione, dato che è già in fase di studio.

Light Peak grado di fattibilità: non ci siamo ancora.

HDMI

Presente solo sul nuovo Mac mini, l’HDMI è nettamente la più diffusa come implementazione sulle TV. Seppure le recenti adozioni di mini DisplayPort sui Mac ormai gestiscano anche l'audio e possano essere facilmente trasformate in HDMI con un semplice adattatore. In linea generale questa porta non dovrebbe avere gran senso su prodotti dekstop all-in-one come l'iMac. E sui portatili, seppure utile perché spesso collegati a TV, la mini DisplayPort appare comunque una soluzione ancora migliore visto che occupa poco spazio, è più specifica per i monitor da computer e può essere collegata via HDMI con un convertitore da pochi euro.

HDMI grado di fattibilità: solo dove serve...

Blu-Ray

Aaah, il tasto dolente dei Mac! Recentemente soggetto di un nuovo punzecchiamento a Apple da parte di Microsoft, il Blu-Ray è probabilmente il vero pomo della discordia sia per Apple che per molti suoi utenti. Se da un lato Apple, come altre, sta puntando sullo streaming di contenuti, il Blu-Ray propone in molti casi una qualità audio/video ancora non raggiunta dallo streaming. Tanto per fare un paragone immediato: 1080p e Dolby Digital Plus/DTS HD dei Blu-Ray contro 720p e Dolby Digital liscio del servizio di noleggio film di Apple.

Dunque, viene naturale immaginarselo su un computer così tanto orientato alla multimedialità e, perché no, a essere collocato in un salotto, come il Mac mini. Invece no, non è previsto. Steve è fermo sulla sua idea, niente Blu-Ray sui Mac. Anche sul Mac Pro avrebbe svariati vantaggi. Basti pensare ai programmi professionali corredati magari da interi DVD di sole librerie: il Blu-Ray consentirebbe di ridurre il tutto a uno/due dischi massimo, con benefici anche per la produzione e per l’ambiente. Oltretutto, i prezzi dei Blu-Ray sono sempre più in calo, con una differenza di pochi € rispetto ai DVD, e un lettore di marca ormai si trova facilmente sotto i 100 €.

Insomma, portatili esclusi, dove l’utilità dei Blu-Ray risulterebbe perlomeno dubbia (chi vi scrive ne sa qualcosa, dato che usa un Vaio dotato di lettore Blu-Ray che non ha mai visto un disco in tale formato), non vedo perché Apple non possa salire sulla barca. Pochi costi, maggiore libertà di scelta per l’utente e, alla fine, nemmeno tanti danni per il suo servizio di noleggio, dato che ogni utente sa ciò che preferisce.

Ama la massima qualità, nonché collezionare copie fisiche dei film o dei concerti?
Va di Blu-Ray.

Accetta un compromesso nella qualità, ma vuole uno store di film sempre disponibili e a costi contenuti?
Va di streaming.

Tanto, ogni categoria difficilmente guarderà all’altra, dunque i rischi di perdite rimangono contenuti. Ma è un discorso inutile, tanto quello non ci sente…

Blue-Ray Disc grado di fattibilità: chi vive sperando…

I prossimi mesi ci indicheranno sicuramente quali saranno le scelte che l’azienda di Jobs intraprenderà per mantenere aggiornati i prodotti della linea Mac. Con questo post concludo questo ciclo di quattro parti dedicato ai possibili Mac del 2011 e vi saluto temporaneamente, almeno come autore. Ma ritornerò. Dopotutto, il Razziatore è abituato a ritornare*.

*Chi alcuni anni fa ha letto il fumetto PK, molto probabilmente, intuirà di cosa sto parlando.