Una operazione alquanto discutibile spesso vista negli ultimi anni in ambito schede grafiche è quella del rebranding. In che cosa consiste? Semplicemente, AMD e nVidia prendono delle schede da una serie precedente, cambiano il nome e le mettono in una serie nuova, nonostante non vi appartengano proprio. Nel rebranding, volendo, si potrebbero pure includere quelle schede che hanno valori di frequenza diversi dalla precedente, ma che si basano sulla stessa architettura, con vantaggi prestazionali non molto visibili.

Un caso recentissimo l’ha mostrato AMD. Qualche giorno fa lessi su Tom’s Hardware una furbata riguardante le Radeon HD 5750 e 5770, queste ultime implementate di base nei Mac Pro (recensione). Ebbene, indovinate? Con un tocco di bacchetta magica… Tadà, diventano Radeon HD 6750 e 6770! Le uniche differenze? Un dissipatore nuovo e il supporto all’HDMI 1.4 tramite aggiornamento software, il che rende la cosa ancor più ridicola, considerato che significa che anche le 57xx sarebbero tranquillamente aggiornabili.

Attualmente, nonostante la modifica sia destinata proprio agli OEM, ossia ai produttori di computer, Apple continua a vendere le HD 5770 con il loro nome corretto e non con la “nuova” serie.

Ma AMD ultimamente si sta rendendo protagonista anche di un bel po’ di confusione riguardo alle schede grafiche di fascia alta. Con la HD 2xxx, la fascia alta era costituita dalla serie 29xx. Dalla HD 3xxx, la fascia alta era diventata la 38xx. Solo con la HD 5xxx era stata reintrodotta una 5970, ma solo perché era una soluzione a doppia GPU basata su due Radeon HD 5870. Con le HD 6xxx, invece, la serie 69xx è diventata la vera e propria fascia alta della famiglia, relegando le 68xx alla fascia medio-alta, quella a cui apparteneva nella serie precedente la HD 5770.

Se Apple accettasse la modifica di AMD, e rivendesse la HD 5770 come 6770, cosa succederebbe quindi? Andrebbe a trovarsi con una scheda di fascia inferiore rispetto a quella da cui era partita, dato che non sarebbe più medio-alta, ma media e basta. E per le schede opzionali di fascia alta, non potrebbe adottare la 6870, ma la 6970, che è quella più corretta in base alla politica adottata sulla famiglia 6xxx da AMD.

Anche nelle soluzioni portatili vi è un mezzo macello. Guardate la tabella riepilogativa su Wikipedia (clic per ingrandire):

Alcune serie hanno il decoder UVD in versione 2.2, altre ce l’hanno in versione 3.0. Credo che tutto ciò renda la scelta un casino anche agli stessi produttori di computer.

Non che nVidia sia da meno. Le GeForce 5xx in versione Mobile, ad esempio, a parte la GT 520M non sono altro che un rifacimento delle 4xx, con qualche modifica alle frequenze. Ma anche andando più indietro, alle GeForce GT 330M, si trova che essa non è che una GT 240M leggermente potenziata. E sempre rimanendo nella serie 2xx, lo spettacolo è la GT 220M: una perfetta 9600M GT, con l’unica modifica nel processo fabbricativo, passato a 55 nanometri dai 65 di partenza. Ma a guardare ancor più indietro, di esempi ce ne sarebbero tantissimi. E non è stato raro che con un aggiornamento del BIOS della scheda grafica, questa passasse da una serie precedente a quella più nuova. Magia del rebranding!

Conclusione? Attenti alla minestra che state per mangiare; seppur buona, potrebbe essere stata riscaldata dopo averla preparata in precedenza.