Come per Sandy Bridge da Intel, anche per la grafica attendevamo delle conferme da AMD e nVidia. Conferme che sono finalmente arrivate. Abbiamo ora un quadro più generale e completo delle famiglie Radeon HD 6xxx e GeForce 5xx.

Partendo dalle prime, un po’ di cose erano già emerse in precedenza. Un riepilogo, tratto direttamente da uno dei precedenti post di Novembre fatti a riguardo: rimane lo stesso processo produttivo delle precedenti HD 5xxx, 40 nanometri, rimangono intatti i supporti per DirectX 11 e OpenGL 4.1, ma vengono aggiunte alcune novità, come il supporto all’HDMI 1.4a, alla DisplayPort 1.2 e alla stereoscopia, o tradotta in una parola più semplice, il 3D. Se sul lato desktop vi aspettate grandi novità rispetto alla tabella di quel post, vi sbagliate. È rimasta pressoché immutata. Sul lato mobile, invece, rispetto all’ultimo post di Dicembre fatto a riguardo, ne è passata di acqua sotto i ponti. Ci eravamo lasciati con le sole famiglie HD 63xx e 65xx. Ora la serie HD 6xxx Mobile è quasi al completo, come potete vedere dalla tabella (cliccate per ingrandire):

Radeon HD 6xxxM Series

Rimangono da sapere i dettagli dei modelli appartenenti alle famiglie 64xx, 66xx e 67xx, ma per il resto è presente tutto. Ad ogni modo, se AMD rispetterà il formato usato sinora, si può già pensare che i nomi saranno 6450, 6470, 6650, 6670, 6750 e 6770, con i xx50 che avranno qualcosa di meno in termini di frequenze rispetto ai xx70. Suscita curiosità il fatto che le 66xx risultano meno potenti delle 65xx: una strana collocazione. Forse per AMD era meglio invertirle.

Passiamo a nVidia. Anche qui, riprendo il post di Novembre per riepilogare quanto si sa sulla famiglia GeForce 5xx: ci troviamo davanti a una semplice evoluzione della serie 4xx che avrà come focus il settore energetico, fattore critico delle “Fermi” attualmente in commercio. A fronte di prestazioni superiori, le schede consumano meno. La piattaforma presenterà per il resto le stesse caratteristiche alla base di “Fermi”: processo produttivo a 40 nanometri, supporto a DirectX 11, OpenGL 4.1 e OpenCL 1.1, fino a 32 processori CUDA. Più importante è notare come alcune caratteristiche, come gli stream processor, che sulle GeForce 4xx risultavano in parte limitate, nella serie 5xx sono state completamente sbloccate, dunque è possibile usufruirne in maniera totale.

Per quanto riguarda il versante desktop, la situazione è molto più definita di allora, con ulteriori modelli GeForce 5xx (cliccate per ingrandire):

GeForce 500 Series

Tuttavia, molti modelli rimangono ancora solo annunciati e non commercializzati, rimandati ai prossimi mesi.

Accanto ai modelli desktop, sono stati presentati anche quelli della gamma mobile GeForce 5xx M (cliccate per ingrandire):

Non fatevi ingannare da una cosa: la GT 555M NON è il top di gamma. Stranamente, il top di gamma appartiene…  alla serie 4xx GTX (cliccate per ingrandire):

Insomma, come spesso accade, nVidia non fa molto per semplificare la scelta a utenti e produttori… In ogni caso, considerato che difficilmente vedremo una GTX nei Mac, si può trascurare il dettaglio.

Bene: è ora di vedere. Chi ha più probabilità di finire nei Mac? Se a Dicembre dicevo AMD, ora… Continuo a dire AMD! Perché? Perché stavolta c’è un fattore importante: Apple era legata a nVidia soprattutto per le integrate, le discrete erano solo un plus. Ciò è stato dimostrato negli iMac: passati agli Intel iX, tutto affidato ad AMD per la grafica. Perciò, credo che le GeForce 3xx non vennero scelte rispetto alle Radeon HD 5xxx per superiorità tecnica, dato che la GT 330M viene battuta facilmente dalla Mobility 5650, ma proprio per il valore aggiunto che nVidia forniva nel darle il chipset per i Core 2 Duo, ossia il 320M. Ora questo decadrà, perché con Sandy Bridge direi sia quasi certo il ritorno alle integrate Intel, decisamente migliorate, e allora non ha più senso stare su nVidia quando il concorrente a parità di consumi fa molto di meglio. Prendete la GT 555M, ma anche la GTX 460M, che dovrebbe essere di fascia medio-alta, e confrontatele con la HD 6570M, che dovrebbe essere di fascia media (e basta): la Radeon le batte entrambe (anche se di poco, per quanto riguarda la 460M, ma guardate i consumi…). Perciò penso proprio che stavolta AMD arriverà anche sui MacBook Pro, magari proprio con la 6570M (o anche con la 6550M, che nemmeno lei se la cava male).

Per i desktop, invece, vedrei bene una Radeon HD 5670 da 512 MB per il modello base del 21,5”, una Radeon HD 6670 (o 6750M?) da 1 GB per gli altri due modelli, e infine una HD 6750 (o 6850M) sempre da 1 GB (oppure, se vogliono arrivare a 1,5 o 2 GB, devono puntare alla 6950M). Per i Mac Pro, direi che bisogna aspettare una HD 6750 o simile come base, mentre la HD 6870 opzionale mi sembra quasi scontata.

Insomma, a parte qualche incursione di Intel, stavolta vedo un netto predominio di AMD per la grafica dei Mac. Ora la palla passa a Jobs, confermando o smentendo queste ipotesi. Nel frattempo, ho una “one more thing”.

Negli scorsi giorni, su siti come Tom’s Hardware sono circolate le prime indiscrezioni relative alla prossima serie HD 7xxxM di AMD. Thames, sia entry-level che media, presenterà un bus di memoria a 128 bit, RAM massima da 1 GB e consumi tra i 15 e i 20 W, dando al contempo il 100% (!) di prestazioni in più rispetto alle soluzioni di analoga fascia della serie 6xxxM. Chelsea, di fascia medio-alta, avrà un bus di memoria a 128 bit, RAM GDDR5 da 1 GB o GDDR3 da 2 GB e consumi tra i 20 e i 30 W (andrebbe bene per i Mac, quindi). Heathrow dovrebbe essere nella fascia alta, presentando un bus di memoria sia 128 che a 192 bit, RAM GDDR5 fino a 3 GB e consumi sui 35-45 W. Wimbledon, la più potente di tutte, sarà il 25% più prestante della top di gamma della serie 6xxxM, presentando un processo produttivo a 28 nanometri, bus di memoria a 256 bit, GDDR5 fino a 4 GB, e consumi sui 65 W o poco più su. Per quanto riguarda le librerie grafiche, al momento c’è sicurezza per le DirectX 11, mentre probabilmente le OpenGL si attesteranno sulla 4.1, salvo nuove versioni. Ma queste sono altre storie, che non riguardano il 2011. Meglio non correre troppo con lo sguardo al futuro.