Trascorso il CES 2011 ci si è resi conto di non aver assistito poi a grandissime novità. Pare che produttori, media e consumatori siano interessati quasi esclusivamente ai tablet. Tutti hanno presentato la loro rivisitazione "iPad", ma la maggior parte con lo stesso "problema" di fondo: Android.

Dal punto di vista hardware, ad un anno di distanza, sono in molti che logicamente hanno superato la tavoletta Apple, ma il cuore di tutto è stato fino ad ora un sistema operativo che, a detta della stessa Google, non va bene per i tablet. Ecco perché c'era grande attesa per il Motorola Xoom, il primo ad implementare Android 3.0 (honeycomb). Il problema però è che i pochi fortunati che lo hanno visto in azione al CES hanno riferito impressioni piuttosto perplesse, in quanto è apparso molto acerbo: tante idee interessanti senza apparente organizzazione. Sostanzialmente ancora lontano dalla distribuzione. Infatti la stessa Motorola evitava di farlo provare liberamente ai giornalisti.

playbook

Su youtube però ho trovato un video interessante, realizzato dal magazine DDAY, nel quale si vede in azione il Playbook di Blackberry. La mia impressione è veramente ottima, si notano soluzioni originali e coerenti, con una fluidità operativa apprezzabile.

Tutti sappiamo però che l'iPad 2 (o come si chiamerà) è ormai imminente. Ci sono già diverse speculazioni su hardware e form-factor e la recente beta di iOS4.3 ci ha mostrato come Apple continui a migliorare in modo sostanziale l'interfaccia e la funzionalità anche sull'hardware precedente, riuscendo ad assicurargli grande longevità.

Insomma, gli sfidanti continuano ad affilare le armi e stanno realizzando ottimi prodotti. Ma se sul fronte smartphone quando è arrivato l'iPhone Apple ha dovuto lottare per trovare il suo spazio in un mercato preesistente (e con ottimi risultati dovremmo dire), per quanto riguarda i tablet il vantaggio strategico e temporale dovuto alla sostanziale "creazione" della nuova idea di tablet (con OS su misura e non da desktop) potrebbe rendere ancora più arduo per la concorrenza riuscire ad emergere.