Sono felice che in Italia non ci si interessi solo al pane e al vino (che di certo non mi dispiacciono), ma la notizia dell'iPad nel paniere istat mi aveva lasciato un po' basito. Già leggere i titoli tra i feed RSS di qualche giorno fa mi aveva spiazzato, anche se non ho avuto modo sul momento di approfondire. Poi mio padre mi ha detto: "hai sentito? Ora l'iPad è nel paniere istat". E io mi sono subito chiesto "si, ma quale?". L'iPad è un prodotto specifico che ha una limitata vita commerciale, per cui se dovesse essere presentato un iPad 2 con scelte tecniche differenti, che magari lo rendono più economico, che succederà nei calcoli?

Oggi, appena ho avuto un minuto libero, ho fatto una veloce ricerca per capirci qualcosa. E in un secondo grazie a Gabriele di TAL ho capito che tutto il vociare udito era sostanzialmente falsato. E infatti nel documento (scaricabile in pdf) nel gruppo "Apparecchi per il trattamento dell'informazione" (volevano dire informatici?) si trova un più corretto e giustamente generico Tablet PC:

ma quale ipad nel paniere

Qualcuno potrebbe controbattere che si tratta sostanzialmente dell'iPad visto che domina il mercato, ma la differenza è importante visto che questo è un prodotto ben specifico. Un kg di pane di grano oggi è sostanzialmente uguale ad un kg di pane di grano tra 100 anni. Un Tablet PC di oggi non sarà uguale a quello di domani, ma la tecnologia andrà migliorando per tutta la categoria. Per cui continua ad avere senso. Ma specificare "iPad" sarebbe stato ovviamente sbagliato.

O sarà semplicemente che l'iPad è ormai sinonimo di Tablet PC così come lo sono nutella per la crema di cioccolato e nocciole spalmabile o Jeep per i fuori strada?

Per tornare al mio stupore iniziale, bastava non fermarsi al titolo. L'informazione era tutto sommato veritiera. Così come è corretta l'interpretazione dell'istat di un importante trend del mercato. Ma si conferma di vitale importante approfondire, anche un minimo. Io stesso mi sono reso colpevole più volte di titoli equivoci. Probabilmente sapendo che in questo mondo chi grida più forte è ascoltato, la tentazione di uscirsene con una frase ad effetto è grande. Aggiungo quindi ai buoni propositi (in ritardo) del 2011, quello di cercare titoli il più possibile pertinenti, anche se privi di esca. Per cui sappiate che dietro una frase sottomessa potrebbe celarsi il mio miglior articolo, così come dopo uno slogan di particolare impatto potrebbe seguire una buona dose di inutili sciocchezze.

Niente di nuovo, direte voi. In effetti questo post ricorda molto la seconda ipotesi.

P.S. una immagine vale più di mille parole?