Prosegue il tam tam relativo ai prossimi aggiornamenti della gamma MacBook Pro. Con le date di consegna che si dilatano sempre più sui vari Apple Store, in particolare quelli asiatici, si riaccende il focolaio delle indiscrezioni. E per una volta partono totalmente dalla nostra patria. Il primo ad avvistare qualcosa a riguardo è stato iSpazio, che ha ricevuto la segnalazione da un reseller di nuovi codici prodotto apparsi dopo un recente down dell'Apple Store: MC720, MC721, MC723, MC724 e MC725. A riguardo conferme arrivano anche da AppleInsiderMacRumors, con quest'ultimo che riporta addirittura il giorno esatto del refresh: giovedì 24 Febbraio (curiosamente coincidente con il compleanno di Steve Jobs). Ma come sempre per noi, i rumor sono solo la premessa sulla quale basiamo le nostre riflessioni. Ora possiamo "giocare" un po’ di previsioni.

Cosa ci si potrebbe veramente aspettare nei prossimi MacBook Pro? Notate innanzitutto una prima cosa: i modelli attuali sono 6, mentre iSpazio riporta 5 codici. È possibile dunque che la gamma MacBook Pro sia destinata a perdere un modello. Già, ma quale? Ci sono state varie ipotesi: una configurazione da 15” che verrebbe tolta o il 17” spazzato via. Tuttavia, io ho un’altra possibile idea: e se venisse defalcato uno dei 13”? Abbiamo visto come attualmente MacBook e MacBook Pro siano posizionati piuttosto infelicemente: con 150€ in più rispetto al white ci si porta a casa un pupo con guscio in alluminio, slot SD card, 4 GB di RAM e altri componenti costruttivamente migliori. È possibile dunque che Apple stia pensando di togliere il modello base del Pro da 13” per ridare fiato al bianchino, che non si ritroverebbe più semi-cannibalizzato da un altro prodotto della stessa azienda.

Da notare poi come sia stato saltato un numero: da 720 a 725, senza il 722. Salto voluto? Ciò potrebbe far saltare la mia ipotesi di poco fa e rimettere in luce quella relativa alla cancellazione di una configurazione da 15”. Assumendo che gli MC720 e gli MC721 consecutivi possano essere i 13”, gli altri possono essere relativi a due 15” ed un 17”. Lo stacco si potrebbe spiegare con un hardware differente tra le configurazioni, un po’ accade adesso con i Core 2 Duo nei 13” e i Core iX nel resto. In effetti, è davvero possibile abbiano hardware differente.

MacBook Pro 13"
Supponendo il Core i3 vada nei 13”, che costituiranno la gamma entry-level, ci si ritroverebbe davanti a un solo processore possibile tra i Sandy Bridge, il Core i3 2310M da 2,1 GHz. Benché architetturalmente nuovo, nei test sintetici sarebbe comunque inferiore rispetto agli attuali Core 2 Duo, che possiedono un clock sensibilmente maggiore. Dunque, cosa potrebbe succedere? Che nei 13” non vengano messi i Sandy Bridge. Recentemente sono spuntati nuovi Core i3 su base Arrandale, quella precedente all’attuale, con buone frequenze di clock. Nello specifico, trovo siano buoni candidati l’i3 380M da 2,53 GHz e l’i3 390M da 2,67 GHz. Superiori in prestazioni al Sandy Bridge da 2,1 GHz, benché un po’ più vecchiotti, farebbero bene il loro compito. Il problema arriverebbe però dalla parte grafica.

Sarebbe necessario un chip grafico dedicato, perché quello presente negli Arrandale è il precedente HD Graphics, con potenza inferiore alla nVidia 320M proposta attualmente sui MacBook Pro da 13”. Si rende dunque necessario trovare una possibile GPU discreta che possa consumare poco e fornire prestazioni superiori alla 320M. In casa AMD, la soluzione potrebbe essere nella Radeon HD 6530M, una scheda di fascia medio-bassa, diretta derivata delle vecchie HD 5xxx, dunque risulterebbe anche più economica da inserire. La potenza della sua GPU di 400 GFLOPS renderebbe la 320M un bel giocattolino, che si ferma a 136,8. Il problema è però per i consumi. La 320M si ferma a 20W, la HD 6530M ne richiede 26. È però pur vero che, a tal proposito, le Radeon della serie HD 5xxx-6xxx hanno una buona efficienza energetica, regolandosi autonomamente in base al carico di lavoro. Ed è ancora vero che è tranquillamente possibile trovare una soluzione a switch come quella presente negli attuali MacBook Pro, demandando alla HD Graphics i compiti della vita quotidiana e riservando la Radeon a cose più impegnative. Per quanto riguarda il quantitativo di memoria, dubito andrebbero oltre i 256 MB, lasciando alle configurazioni più spinte maggiori quantitativi. Giusto per citarla, un’altra possibilità potrebbe arrivare dalla HD 6430M, che ha sì una nuova architettura, ma prestazioni nettamente inferiori alla 6530M e solo leggermente superiori alla 320M. Guardando in casa nVidia, invece, la scelta potrebbe ricadere su un riciclo. La GeForce GT 330M consuma 23W, appena tre in più della 320M, garantendo prestazioni superiori, anche se sulla carta molto inferiori rispetto alla soluzione AMD prospettata poco sopra. Sarebbe sicuramente una scelta al risparmio, che garantirebbe inoltre maggiore facilità nell’implementare lo switch tra l’integrata Intel e la dedicata nVidia. Anche la GeForce GT 420M non è da trascurare: leggerissimamente superiore alla 330M, grazie anche alla differenza di architettura, hanno consumi pressoché equivalenti. Inoltre la GT 420M può variarlo dinamicamente in base alla situazione d’uso, come le Radeon. Anche qui, la memoria video prevista non supererebbe i 256 MB.

MacBook Pro 15" e 17"
Veniamo alle probabili soluzioni da implementare nei 15” e 17”. Per questi modelli sicuramente saranno previsti i5 e i7. In questo caso non si pone il problema visto in precedenza, si può affidare tutto a Sandy Bridge. I candidati giusti potrebbero essere il Core i5 2540M da 2,6 GHz e il Core i7 2620M da 2,7 GHz, entrambi dual core. Ma… perché non cogliere la palla al balzo per inserire il primo quad core nella gamma? Coi Sandy Bridge sono arrivate finalmente buone soluzioni quad core anche per i portatili, dunque per Apple potrebbe essere venuto il momento per implementarne uno sul 15” high-end/17”. Il Core i7 2720QM da 2,2 GHz lo vedo un buon candidato, con il 2820QM da 2,3 GHz come opzione BTO. I consumi salirebbero però di 10W, e bisogna vedere se Apple accetterebbe qualcosina in meno di autonomia per avere maggiore efficienza in contesti in cui si eseguono più di due processi pesanti per volta.

Per quanto riguarda le schede grafiche, probabilmente come le altre volte ne verrà implementato un solo modello, che si differenzierà in base alla memoria. Ipotizzando soluzioni AMD, trovo la Radeon HD 6750M una possibile soluzione. Fascia media, basata su architettura nuova e non riciclo della precedente, a dispetto dell’alto numero che porta; avrebbe una buona potenza, con un sufficiente distacco dalla possibile HD 6530M destinata ai 13” e sulla carta performance molto superiori a quelle della GT 330M attuale. Anche qui, rimane lo scoglio consumi: pur non avendo dati ufficiali, si ipotizza che i consumi siano simili a quelli della HD 5770, ossia 30W. Un discreto salto rispetto ai 23 della GT 330M. Tuttavia, anche in questo caso, verrebbe in aiuto lo switch tra la HD Graphics 3000 dei Core i5/i7 e la Radeon, a seconda del contesto d’uso.

Proviamo ora a vedere cosa ci offre nVidia. Considerato che l’architettura delle GeForce 4xx-5xx è un pochino più affamata rispetto alle AMD, a fronte di prestazioni che potrebbero risultare anche non all’altezza delle controparti Radeon HD 6xxxM, è più difficile capire quale GeForce possa essere adatta. Direi che come soluzione possibile vi sia la GeForce GT 525M, che a fronte di un basso guadagno rispetto alla GT 330M è architetturalmente nuova e ha consumi pressoché identici. Se invece Apple non teme di passare da 23 a 35W di consumo per la sola GPU, c’è la GT 555M che se la cava decisamente meglio. Anche nel caso di nVidia, lo switch tra l’integrata e la discreta permetterebbe di ammortizzare in qualche modo i maggiori consumi derivati dalla nuova scheda. Tuttavia, a questo giro, vedo AMD in vantaggio rispetto alla controparte nVidia, dato che con consumi più bassi tecnicamente offre di meglio.

Per quanto riguarda i quantitativi di memoria, tenderei a ipotizzare 512 MB per il 15” base e 1 GB per il 15” high-end/17”. Di solito, l’unica differenza nella gamma 15”/17” è stata proprio il quantitativo di RAM, dunque credo sarà così anche stavolta.

Passiamo agli hard disk. Vari parlano di un possibile aumento delle capacità col prossimo refresh. E sostanzialmente, mi sento di appoggiare questa possibilità. Gli hard disk da 750 GB ci sono anche da 2,5”, dunque è auspicabile vedere un upgrade per quanto riguarda il top di gamma. A scalare, 500 GB per il 15” base e il secondo 13” e 320 GB per il 13” base. Gli SSD? Non credo siano ancora pronti per diventare la configurazione di default. È però possibile che Apple possa decidere di offrire una alternativa allo stesso prezzo: hard disk più capiente ma meno performante oppure SSD meno capiente ma più performante? Ipotizzando i possibili cambi offerti da Apple, potrei pensare all’SSD da 64 GB sul 13” base, a quello da 128 GB sul secondo 13” e sul 15” base, e a quello da 256 GB sul 15” high-end e sul 17”. In pratica, magari rendendo la cosa esclusiva solo degli Apple Store, è possibile offrire all’utente la scelta tra hard disk o SSD, senza sovrapprezzo ma con differenti capacità. Ti interessa il 13” base e vuoi la capacità? Prendilo con l’hard disk da 320 GB. Vuoi le performance, tanto magari hai già un hard disk esterno? Prendilo con l’SSD da 64 GB. Naturalmente, questo è tutto un ipotizzare, molto probabilmente non avverrà mai una cosa del genere. Anche se, personalmente, ci avrei messo la firma per un 15” con SSD già incluso nel prezzo, per i dati avrei preso un drive esterno.

macbook-pro-saggiamente-liquidmetal

Design, display e drive ottici. Per quanto riguarda il design, rimando alla ricostruzione in Liquid Metal. Sul display sicuramente avverrà un upgrade generalizzato in termini di risoluzioni. Il 13” si adeguerà al MacBook Air, passando a 1440x900. Il 15” passerà ai 1680x1050, attualmente opzionali. L’unico a non avere aggiornamenti sarà il 17”, che rimarrà a 1920x1200, ampiamente sufficienti. Niente più opzioni di risoluzione, l’unica opzione sarà quella per avere il display glossy. Per quanto riguarda invece i drive ottici, sono scettico per la loro scomparsa. Ritengo che, sebbene stia lentamente calando l’uso in ambito casalingo, non sia ancora tempo di abbandonarli del tutto. Certo è che l’addio al SuperDrive comporterebbe sicuramente dei cambiamenti, magari in termini di dotazione di porte, oppure ci sarebbe maggiore spazio per la componentistica interna, con conseguente riorganizzazione. Tuttavia, ancora penso non sia tempo per fare ciao ciao al buon vecchio SuperDrive. Ovviamente, scordatevi il Blu-Ray. Così come potete scordarvi l’USB 3.0, a meno che Apple non decida di procedere tramite controller esterno, cosa molto improbabile, visto che un controller aggiuntivo in spazi abbastanza ristretti risulterebbe un impiccio. È vero che spesso gli ingegneri Apple hanno trovato il modo, per così dire, di fare entrare un elefante in una 500, come nel caso degli Air. Ma è pur vero che certi limiti non possono essere valicati. O il tutto viene accompagnato da una revisione del design o la vedo dura che si mettano ad aggiungere controller su controller. Forse, e dico forse, se lo potrebbero permettere appunto togliendo il drive ottico. Per la batteria, mi aspetto che mantenga o addirittura aumenti in qualche modo le attuali performance, tuttavia non mi sbilancio a riguardo.

I prezzi? Non mi aspetto granché di fenomenale. Dubito che Apple farà calare i prezzi dei MacBook Pro. Più facile, come spesso è accaduto, tenda a offrire di più allo stesso prezzo del precedente.

Rimane infine da capire se vi sarà un evento di presentazione a riguardo. Tuttavia, già in passato Apple ha effettuato aggiornamenti estetici ai suoi prodotti senza organizzare un evento, dunque non ci sarebbe nulla da stupirsi. Anche i recenti iMac 27" sono spuntati così, senza preavviso. Ma non sarebbe nemmeno la prima volta che Apple inviti la stampa a pochissimo tempo da un possibile evento. Dunque c’è da aspettarsi di tutto. In ogni caso, se state attendendo i nuovi MacBook Pro, val bene attendere ancora qualche giorno.