C’erano una volta i Mac: computer “strani”, utilizzati e adatti solo a personalità eccentriche quali artisti, musicisti o appassionati di fotografia. È questa l’idea che il mondo dei consumatori aveva fino a qualche anno fa (ma ne sento versioni aggiornate a tutt’oggi) delle creazioni della Apple e sebbene non rispecchi fedelmente la realtà, diciamocelo, anche noi abbiamo contribuito ad alimentare questa visione; ci è sempre piaciuto sentirci speciali e diversi. Non a caso lo slogan dell’azienda di Cupertino era “Think Different”, ovvero “Pensa differente”, “Pensa fuori dagli schemi”.

Sino da prima di passare da Windows a Mac OS X sono stato affascinato dalla maniacale pulizia delle scrivanie (desktop) dei computer Apple. A dirla tutta ancora non so trovare delle ragioni valide per questa osservaziona, forse il design esteriore dei prodotti è talmente curato da infondere una simile attenzione agli utenti per l’aspetto “virtuale”; fatto sta che un numero notevole di persone che usano un Mac hanno la scrivania pulita e mai in disordine, numero di gran lunga superiore a quello riscontrabile dal lato Windows.

Scrivania corrente

Avere una scrivania virtuale è di una praticità enorme, ma è facile lasciarsi prendere la mano e farla diventare un raccoglitore eterogeneo e permanente di file o cartelle “che non sapevo dove altro mettere”, invece di usarla come ripostiglio temporaneo. Ciò è nella maggioranza dei casi sintomo della mancata presenza di un buon sistema di organizzazione di file e documenti — che non dev’essere necessariamente costruito su regole ferree, vista la presenza di applicativi come Spotlight che permettono di trovare file ovunque essi siano.

In teoria a tutti piacerebbe avere una scrivania pulita e organizzata, magari completamente vuota. Ma come fare?

Prima di tutto c’è bisogno di seguire una mentalità del tipo: va bene spostare file e cartelle nella scrivania, ma a fine uso bisogna trovare ad essi una sistemazione adeguata. Se, per esempio, devo scrivere un articolo per Saggiamente, sono liberissimo di lasciare screenshot e appunti sul desktop. Nel momento in cui ho completato il lavoro, però, devo archiviare tutto (o cancellare, se possibile).

In particolare, è possibile eseguire questo lavoro di archiviazione “a mano”, ma ci sono strumenti che possono renderci la vita più semplice. I più adatti sono tre:

1. Desktoday: scaricabile gratuitamente su Mac App Store, se cliccato raccoglie tutti i file presenti nella scrivania in una cartella con nome corrispondente alla data di archiviazione (link).

Desktoday

2. Keyboard Maestro: è lo strumento che ho deciso di utilizzare. Funziona in modo simile ad Automator, permette di creare una serie di azioni meccaniche (in questo caso la pulizia del desktop) attivabili tramite una scorciatoia da tastiera scelta dall’utente (link).

Keyboard Maestro

3. Hazel: anche questo simile ad Automator (ma leggermente più flessibile), permette di impostare una regola che archivi/elimini file più vecchi di un tot di giorni (od ore) (link).

Hazel