Per chi non conoscesse il termine Hackintosh riporto la voce italiana di Wikipedia:

Per Hackintosh si intende un progetto di hacking nato per installare un sistema operativo Mac OS X su personal computer basati su architettura x86 e non prodotti da Apple

In parole povere un Hackintosh non è altro che Mac OS X installato su un comune PC. Detto questo è doveroso precisare che qui su SaggiaMente abbiamo a cuore i Mac e riconosciamo il grande valore di OS X e dei prodotti Apple. Proprio per questo è fuori dagli scopi di questo blog incentivare i lettori a tecniche di Hacking ritenute non lecite dalla stessa Apple. Nonostante ciò, volendo comunque proporvi una visione più ampia e completa possibile sul panorama del mondo Apple non possiamo esimerci dal parlare dell’Hackintosh.

Questo progetto nasce subito dopo che Apple prese la decisione di abbandonare le architetture Risc dei PowerPC per approdare alla più diffusa architettura x86 con Intel. Prima di questo fondamentale passaggio sarebbe stato molto difficile pensare all’installazione di OS X su un personal computer visto che le due soluzioni si basavano su due architetture  completamente diverse. Il passaggio a x86 rendeva finalmente realizzabile l’idea di un “Mac fatto in casa”. Nonostante la Apple abbia sempre impedito l’installazione del suo os su altre macchine che non siano Macbook, iMac o Mac Pro con controlli dell’hardware ad hoc, non ha mai fatto nulla per evitare che gruppi di programmatori esperti creassero un kit per facilitare l’installazione di OS X su comuni personal computer. Fin da subito gruppi di programmatori esperti si misero a lavoro su build modificate del sistema operativo della mela. All’inizio le cose non andarono molto bene, troppe le build, ognuna con i suoi problemi e nessuna versione di riferimento. L’Hackintosh era ancora relegato a una piccola cerchia di Nerd smanettoni che, nonostante qualche rinuncia e molte complicazioni, riuscivano a far funzionare il tutto. Oggi, a che punto sono arrivati con le tecniche per aggirare i ristrettissimi controlli hardware imposti dagli ingegneri di Cupertino? Bisogna ancora essere dei Nerd per poter configurare un Hackintosh? Gli Hackintosh sono ancora pieni di problemi e così lontani da un vero Mac Pro?

hackintoshA che punto siamo?
Al contrario di quanto si senta dire in giro e di come la pensino i più, oggi come oggi, l’Hackintosh è una tecnica alla portata di molte più persone e non più riservata solamente ai più esperti. Il passo decisivo è stato fatto quando si è passati dall’utilizzo di versioni modificate di Mac OS X all’utilizzo della versione originale made in Cupertino dell’os. Seguendo qualche passaggio e aiutandosi con qualche programma appositamente realizzato un utente con sufficiente dimestichezza con l’informatica riuscirebbe ad avere il suo Mac installato sul proprio PC. Certo, non è tutto oro quello che luccica, ci sono molte restrizioni hardware che risultano ancora insormontabili e alcuni driver ancora immaturi ma, con una scelta del giusto hardware, un bel po’ di pazienza e più di qualche tentativo, nel giro di una mattinata di lavoro si riesce ad avere un Hackintosh. Perché sbattersi così tanto per avere un Mac quando basta andare sull’Apple Store e comprare il proprio iMac? Effettivamente va detto che questa tecnica di Hack va contro tutti quei principi di facilità d’uso, di immediatezza e di produttività che tanto hanno reso famosa la Apple. Sporcarsi le mani andando a realizzare configurazioni hardware ad hoc, andare a modificare il kernel di sistema con kext(kernel extension) per supportare hardware non certificato, lavorare con stringhe di comandi da terminale sono tutte operazioni totalmente estranee alla filosofia Apple e sconosciute alla maggior parte dei “mac user”. Allora perché andare a compromettere un’esperienza d’uso così meticolosamente progettata e ben realizzata? Semplice, come nella maggior parte dei casi la risposta va ricercata nel lato economico della questione, un Hackintosh può costare anche meno di 400€ ed è realizzabile con la maggior parte dei PC, a parte qualche piccola modifica, che sono ormai nelle case di tutti. Per questi motivi mi sento di poter consigliare un Hackintosh solo a coloro che per motivi economici non possono permettersi un più costoso Mac e per coloro che prima di passare all’acquisto vogliono toccare con mano l’ambiente OS X. E’ doveroso ricordare che un Mac non è solo un bel case con sopra un buon sistema operativo, un Mac è il frutto di un intero processo di ricerca della perfezione che parte dal singolo pezzo hardware fino all’ultima riga di codice del sistema operativo. Paragonare un Hackintosh con un Mac sarebbe come sminuire l’intero prodotto Apple al solo sistema operativo; stessa cosa sarebbe prendere in considerazione il solo lato estetico. Il Mac non è né l’uno né l’altro ma l’unione dei due aspetti, software e hardware, il frutto di un lungo processo  dove si vuole offrire al cliente finale un prodotto completo, immediatamente utilizzabile, esteticamente curato e di facile utilizzo. Per questo un Hackintosh non potrà mai essere un Mac, ma solo un suo derivato, la cui bontà rimarrà sempre abbastanza discutibile. Insomma, nonostante siano stati fatti passi da gigante in questo campo, un Mac rimarrà sempre un Mac.

Come detto prima non è nello scopo di questo articolo fornire una guida su come realizzare un Hackintosh, per quella vi rimando ad un articolo di qualche tempo fa. Infine vi invito a visitare il sito, interamente in inglese, www.tonymacx86.com dove troverete tutto il necessario per realizzare il vostro Hackintosh. Troverete dell’hardware selezionato, delle guide per l’installazione e un forum dove poter chiedere agli esperti i vostri dubbi e problemi.