La tecnologia non si ferma mai, ormai gli smartphone, compreso l'iPhone, sono sempre più "smart", al punto anche da spaventarci quasi per quanto si siano evoluti. Li consideravamo ormai privi della sola funzione di fare il caffè. A quanto pare, ci si sbagliava: c'è ancora raggio di azione. Al New York Times Benedetto Vigna di STMicroelectronics ha illustrato alcune delle possibili soluzioni del futuro per l'iPhone e anche per i suoi concorrenti: ci aspettano smartphone più amanti dell'altitudine e più emotivi. Sì, proprio così: più emotivi.

In futuro l'iPhone capirà cosa proviamo durante una videochiamata in FaceTime?

Vigna è molto chiaro nella sua intervista: nei prossimi tempi arriveranno sensori ancor più efficienti e funzionali di quelli attuali. L'iPhone ha già svariati sensori: GPS, compasso bussola digitale (sono cascato su un "false friend", ndr), giroscopio, accelerometro. A quanto affermato da Vigna, il prossimo sensore ad arrivare potrebbe essere un altimetro. Sì, proprio così: un altimetro, lo strumento utilizzato per il calcolo dell'altitudine. Chiaramente l'iPhone futuro non si prefiggerà di essere il nostro assistente personale durante la scalata al Monte Bianco (ammesso che qualcuno di noi la farà davvero, l'autore dell'articolo sicuramente no). L'eventuale altimetro dell'iPhone potrà dirci informazioni tipo il piano di un edificio a cui siamo oppure dove e a che altezza ci troviamo, grazie all'ausilio del GPS, rispetto ai nostri amici.

Ma le possibilità più interessanti vengono dopo: l'iPhone del futuro potrebbe monitorare il nostro battito cardiaco, la temperatura sia esterna che corporea e soprattutto intuire il nostro stato d'animo in un determinato momento. Ciò può venire utile ad esempio nei giochi, dove potrebbe essere misurato il nostro grado di coinvolgimento durante l'azione, eventualmente anche per fini statistici da inviare al produttore del gioco. Altri sensori invece potrebbero determinare le nostre abitudini e i nostri luoghi più frequentati per regolare di conseguenza il dispositivo, soprattutto in termini di sicurezza. Se si ha l'abitudine di appoggiarlo alla scrivania di casa e di bloccarlo, ad esempio, l'iPhone del futuro dopo un certo periodo di tempo imparerà a farlo automaticamente, senza alcuna interazione da parte nostra; potremmo definirlo, anche se forzatamente, un po' come un cucciolo fedele che ha imparato a fare determinate azioni che gli abbiamo insegnato. L'iPhone del futuro non sarà certamente un sostituto di un cagnolino, ma un più efficiente compagno di vita o di lavoro, che ci aiuterà nelle operazioni quotidiane e saprà assisterci al meglio.

La questione potrebbe sicuramente sollevare alcuni scetticismi, soprattutto relativa all'utilità di sensori del genere. In effetti, al momento, non possiamo veramente sapere se saranno utili e fondamentali per gli smartphone futuri. Ma, in fondo, dicevamo lo stesso per i sensori e le funzionalità attuali. Guardando ancor prima nel tempo, dicevamo lo stesso proprio dei cellulari e degli smartphone. Col risultato che oggi non ne sappiamo fare a meno. Forse in futuro non potremo fare a meno di un iPhone "emotivo". La questione da chiedersi, più che altro, è: considerati i ritmi incessanti delle innovazioni tecnologiche, quanto davvero mancherà a questo futuro?