A Ottobre dello scorso anno Maurizio ha scritto una dettagliata recensione su Carbon Copy Cloner e sui motivi per usarlo. In particolare:

[…] Prima una breve premessa: perché non usare Time Machine? […] Con il sistema di backup Apple (ottimo) si ottiene un salvataggio continuo dei dati, ma in caso di problemi al disco interno per riprendere la normale attività si è costretti ad importare tutti i file dal disco esterno eseguendo una nuova installazione di OS X […]
Con CCC invece si crea un completo clone del disco principale, per cui in caso di problemi basta partire dal disco esterno premendo il tasto alt all’avvio. E si ha subito pronto il proprio Mac al completo.

Carbon Copy Cloner (d'ora in avanti "CCC") non è l'unico strumento per clonare i dischi, esiste infatti una famosa alternativa: SuperDuper! (d'ora in avanti SD!). Prima di addentrarmi nel merito delle differenze tra questi due software, una premessa: se ancora non l'avete fatto andate — e se l'argomento è di vostro gradimento — andate a leggere l'articolo scritto da Maurizio. Questo è una sorta di continuo e non può prescindervi.

Finestra principale di Super Duper!

CCC e SD! sono due applicazioni molto simili, in fondo ciò che viene loro richiesto è semplice: clonare il disco principale dove è installato OS X e renderlo boot-abile, ovvero deve essere possibile avviarci il sistema in caso di disastro all'hard-disk primario. Entrambi i programmi hanno inoltre caratteristiche aggiuntive, come la possibilità di programmare ad una certa data e ora i backup e di renderli incrementali. È possibile anche utilizzare degli script con tutti e due, così da potenziare al massimo le loro funzionalità. La prima differenza fondamentale però si nota nel prezzo: mentre CCC è scaricabile gratuitamente, SD! costa 27,95$, circa 19€. Quindi perché non usare il primo senza curarsi del secondo? Le motivazioni principali sono tre.

Sandbox
È il nome di una funzione di SD! dedicata agli utenti più smaliziati. Il suo scopo è creare un doppione dei file di sistema in un altro disco e usarli come se fossero l'installazione originaria del sistema operativo. In questo modo la "vecchia" installazione viene come ibernata e protetta da qualunque tipo di problema. Un destino diverso viene dedicato ai file dell'utente che vengono condivisi tra le due differenti versioni.

Sebbene a prima vista possa sembrare una inutile lussuria, la Sandbox è parecchio utile nei casi in cui sia difficile ritrovare la causa del danneggiamento o della corruzione del sistema operativo. Un normale backup, infatti, non permette niente del genere e si rischia di viziarlo con i dati/file incriminati una volta che verrà eseguita la prima copiatura dopo il verificarsi del problema.

Supporto
Una delle frasi più ripetute da David Nanian, sviluppatore di SD!, è: "Tieni conto del tempo speso a rispondere alle email di supporto come se fosse una feature, una funzionalità". Considerato che il suo software è a pagamento e almeno un'alternativa è disponibile gratuitamente, SD! deve differenziarsi con la qualità del supporto offerto agli utenti bisognosi di aiuto. Dave, però, come tutte le persone è umano e ha tempo limitato: deve quindi sviluppare la sua applicazione in modo da essere quanto più semplice e user-friendly possibile.

Detto ciò, la sua cortesia e celerità nel rispondere alle email sono notevoli. Qualche mese fa ebbi un problema col backup di un disco e mi guidò passo-passo nella sua risoluzione, senza mai spazientirsi o giudicarmi.

Mantenimento
I backup sono l'azione più sottovalutata dalle persone comuni, ma al contempo la più importante. Andando avanti con gli anni i dati/ricordi/ecc a noi cari — anche i più vecchi — si stanno digitalizzando, e perderli diventa un vero disastro. Affidare la gestione dei backup ad un programma supportato dalle donazioni volontarie degli utenti (CCC) mi pare un'azione pericolosa, preferisco pagare venti euro una tantum sapendo che i miei soldi andranno a stipendiare direttamente lo sviluppatore in modo che possa offrirmi il miglior servizio possibile.

Certo, potrete pensare, anche i soldi donati finiscono nelle tasche dello sviluppatore. Questo è ovvio. Meno ovvio è che la percentuale di persone che usano un'applicazione gratuita (usufruendone del supporto) che non inviano soldi agli sviluppatori è molto maggiore rispetto a quella che decide di aiutarne i creatori. Si viene a creare quindi uno squilibrio che a lungo termine sfavorisce questo tipo di prodotti.