Avevamo sperato ci fosse già nella generazione 2011 dei Mac, ma anche a questo giro non è arrivata. Parliamo della USB 3.0, di cui già in passato abbiamo discusso e analizzato le performance insieme a Maurizio, addirittura nel 2009. Si diceva che Sandy Bridge portasse, assieme a tutte le sue novità, la terza generazione della famosa tecnologia di scambio dati, ma come si è appreso a poco tempo dall'uscita, per quest'anno Intel ha deciso di rimanere sulla vecchia 2.0. A rinfrancare parzialmente di questa perdita è arrivata invece Thunderbolt, tecnologia per certi versi anche superiore alla USB 3.0, ma i cui primi dispositivi faticano ancora a farsi strada sul mercato e il loro prezzo li renderà almeno all'inizio roba perlopiù da early adopters. Ma l'arrivo di Thunderbolt pregiudica quello di USB 3.0? No, vediamo perché.

Anche Intel sarà della partita
Naturalmente, come ci si può aspettare da un produttore quando crea una nuova tecnologia, Intel sta cercando di puntare su Thunderbolt. Al contempo, però, sa che la USB rimarrà lo standard ancora per vari anni e ciò porta a non potersi esimere dall'evitare il passaggio alla 3.0. Infatti, è notizia di Aprile che per Ivy Bridge, di cui inizieremo a parlare domani, è previsto il supporto nativo alla USB 3.0, così come a Thunderbolt. Suona strano parlare anche di Thunderbolt? Non proprio, perché attualmente è gestito da un chip, sempre di Intel, supplementare rispetto al chipset. Ciò consentirà dunque non solo il passaggio a USB 3.0, ma anche il risparmio di un chip aggiuntivo grazie all'incorporazione di Thunderbolt nel chipset.

E' retrocompatibile
Un po' come Apple ha fatto per Thunderbolt, riutilizzando a livello di forma la porta Mini-DisplayPort anche ad uso dati, lo stesso si potrà fare per la USB 3.0, riutilizzando la stessa forma delle attuali prese. Come lo fu la USB 2.0 nei confronti della 1.1, anche la 3.0 sarà retrocompatibile con le precedenti. Ciò significa che si potranno continuare ad utilizzare tranquillamente anche i dispositivi 2.0 in nostro possesso, avendo comunque la garanzia delle piene performance con quelli più recenti adeguati al nuovo standard.

Si sta diffondendo
E' fuor di dubbio: anche grazie al fatto che è uscita prima rispetto a Thunderbolt, USB 3.0 è già usata e supportata da un po' di dispositivi di ultima generazione. Ciò rende anche possibile l'ammortamento dei costi iniziali di implementazione, il cui periodo è già stato in buona parte passato, e la creazione di dispositivi USB 3.0 a poco prezzo. Al contrario, Thunderbolt inciderà consistentemente sui prezzi dei dispositivi che la adottano almeno per 12-18 mesi. Insomma, USB 3.0 è e sarà ancora in vantaggio nel breve-medio termine, e Apple non potrà nel 2012 risultare ancora in ritardo rispetto al resto del settore PC che sta implementando la nuova versione in ogni dove, rimanendo dall'altra parte un po' più reticenti sull'adozione di Thunderbolt, per ora prevista sicura solo da Sony nella gamma Vaio.

Du is megl che uan
Riprendendo lo slogan di una famosa pubblicità di biscotti-gelato, avere sia USB 3.0 che Thunderbolt risulterebbe vantaggioso per Apple, dato che si lascerebbe e lascerebbe agli utenti una ottima libertà di scelta. Inoltre, le consentirebbe di avere una sorta di parafulmine nel caso Thunderbolt non attecchisse: la USB 3.0 sarebbe già presente per colmare la dipartita. Attenzione a non considerare per forza una tecnologia superiore vincente rispetto all'altra: ricordiamoci del caso Betamax-VHS. Dunque, USB 3.0 venderà sicuramente cara la pelle. Nei panni di Jobs, sarebbe opportuno pensare a tenersi buone entrambe le tecnologie, pur supportando attivamente Thunderbolt.

Insomma, l'anno prossimo la USB 3.0 arriverà sul serio sui Mac? Al 99% sì. Quell'1% dipende da Intel, che potrebbe anche rimangiarsi la sua promessa di supporto con Ivy Bridge. Del resto Jobs l'aveva detto: "Sulla USB 3.0 non ci muoveremo finché non sarà Intel a farlo". Palla, dunque, a quelli di Santa Clara, sperando che arrivi questo gol atteso da molti utenti Apple.