Horace Dediu ha pubblicato l'ennesimo articolo interessante riguardo il mercato della telefonia mobile. Prendendo spunto da un'analisi di Deutsche Bank, ha scoperto un dato che potrebbe risultare decisivo in vista degli ormai innumerevoli rumor che vedono un'uscita di un iPhone di fascia bassa: il telefono di Apple potrebbe guadagnare un altro 70% di mercato con questa mossa.

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Tutti sanno che l'iPhone è un oggetto costoso, fin troppo. I lettori di SaggiaMente dovrebbero saper bene che nella maggioranza dei casi vale ogni centesimo speso, ma c'è un notevole numero di persone che non la pensa così e/o non ha la disponibilità economica per fare l'acquisto. Attaccare questo mercato sarebbe una scelta saggia. Ma facciamo un passo indietro.

Oltre che per le caratteristiche hardware e software a cui pensiamo di solito, il primo iPhone uscito nel 2007 è stato una rivoluzione perché è stato il primo telefono/smartphone trattato da computer vero e proprio grazie ai ricorrenti aggiornamenti con cui è stato migliorato. Fino a Settembre il mio vecchio iPhone 3G (o meglio, quando uscirà iOS 5) riceverà aggiornamenti, nonostante i più di tre anni di vita l'ultimo aggiornamento per iPhone 3G è stato il 4.2.1, ma il ragionamento vale ugualmente (grazie a @darthpelo per la correzione). Prima di iOS — e anche adesso in molti casi — questo modello di supporto prolungato non esisteva: compravi un telefono e il firmware che aveva lo tenevi fino alla sua "morte".

Grazie a questo trattamento speciale il prezzo di iPhone è stato a lungo giustificato (e lo è ancora), ma rimane il dubbio: cosa aspetta Apple ripercorrere i passi della linea iPod? Perché non rilascia un iPhone a basso costo?

L'analisi di Deutsche Bank citata in calce a questo articolo mostra un dato soprendente: oltre il 70% del mercato mondiale della telefonia mobile è formato dalle SIM cosiddette prepagate, solo il 30% è destinato agli abbonamenti. Un esempio è la Cina, dove oltre il 90% del mercato usa SIM prepagate. Anche la situazione italiana è simile, escluso io credo che ci siano solo un'altra dozzina di persone con un abbonamento invece che la ricaricabile.

Nei mercati dove gli abbonamenti la fanno da padrona l'iPhone costa non più di duecento euro (il costo restante viene dedotto mensilmente dalla tariffa di abbonamento), un prezzo decisamente più abbordabile dei 700€ nostrani. È difficile chiedere a coloro che usano prepagate di passare all'abbonamento (perché mai dovrebbero farlo?), quindi è Apple che deve cambiare la sua strategia.

Quel 70% di Deutsche Bank è una cifra di mercato enorme, che se Apple decidesse di attaccare farebbe la fortuna dell'azienda di Cupertino. A questo punto la domanda non è più "se" avverrà il cambiamento, ma "quando".