Quando ho scritto Final Cut Pro X e l'obsolescenza programmata avevo in mente uno scenario ben preciso per il software di video-editing — scenario che, ahimè, non ho fatto capire chiaramente. Nel frattempo sono arrivate alcune risposte a cura di David Pogue in merito alla mancanza di funzioni vitali nel programma, le quali combaciano bene con ciò che volevo dire.

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Se volete leggere le domande e le risposte andate sul sito del New York Times. Da quello che capisco, però, la tendenza è chiara: FCPX è una sorta di mini-rivoluzione e per compierla sono state dovute rigettare tutte le fondamenta. Il tempo purtroppo è tiranno e non tutte le funzioni pro sono riuscite a essere state sviluppate, creando una sorta di prodotto "base" rispetto alla qualità (e potenza) a cui eravamo stati abituati.

Non c'è motivo però di gridare "Apple si è data al mercato consumer e ha lasciato i pro in balia di loro stessi", o perlomeno, c'è da chiarire qualche aspetto. Come si evince dalle domande e risposte, Apple vuole chiaramente ripristinare le funzioni importanti del prodotto. Più semplicemente non ha avuto tempo e pur di introdurre un prodotto rivoluzionario ha deciso di scendere a compromessi. La storia (e gli errori) si ripete, è la stessa catena di eventi che è avvenuta con la riscrittura di iMovie, dove sono servite varie versioni alla nuova per riavere la potenza della vecchia.

Il consiglio (per chi non avesse ancora aggiornato) è di aspettare nel caso il proprio lavoro dipenda da funzioni essenziali di Final Cut Pro, magari la major release successiva. Nel caso, invece, abbiate già fatto il salto, il suggerimento e' di installare le due versioni in due diverse partizioni (non proprio "it just works" a cui ci aveva abituato).