Credo non si possa negare che una caratteristica cardine della generazione 2011 di Mac, di quelli già usciti e di quelli che usciranno nelle prossime settimane, sia la Thunderbolt. Questa porta dalle grandi doti, capace di trasferimenti dati anche nell'ordine di 10 Gbps, tecnicamente molto superiore alle USB 3.0. Finora, però, era stata praticamente "dormiente". Alcuni prodotti sono stati presentati, ma nulla disponibile davvero in commercio. Ora la situazione sta lentamente iniziando a cambiare.

Proprio oggi, infatti, Apple ha rilasciato il primo cavo Thunderbolt. Questo cavo, dal prezzo di 49 €, non proprio "cheap" quindi, consente di collegare al Mac un dispositivo dotato di Thunderbolt oppure di collegare due Mac tra loro in modalità Target, per trasferire i propri contenuti in caso di passaggio da un Mac a un altro. Il cavo può anche fungere da Mini-DisplayPort, per utilizzare l'iMac come schermo esterno per un MacBook Pro.

Nel frattempo, è arrivato anche il primo prodotto che utilizza Thunderbolt, destinato a un uso prettamente aziendale. Si tratta della serie di sistemi RAID Pegasus di Promise, che forniscono uno spazio di archiviazione compreso tra i 4 e i 12 TB. Questa grande mole di spazio è stata ottenuta combinando in varie configurazioni RAID a seconda del modello più hard disk tra loro, ottenendo così più spazio e anche più velocità. Il numero nel modello, R4 e R6, indica proprio quanti hard disk sono stati utilizzati: nel primo caso 4, nel secondo caso 6. Il modello da 4 TB utilizza 4 hard disk da 1 TB, mentre quello da 8 TB ne usa 4 da 2. Similmente, il modello da 6 TB ha 6 hard disk da 1 TB, mentre quello da 12 TB ne ha 6 da 2. Il più "scarso" della linea, l'R4 da 4 TB, offre una velocità di trasferimento di oltre 500 MB al secondo, mentre il top di gamma, l'R6 da 12 TB, supera gli 800. I prezzi confermano il loro orientamento aziendale: per l'R4 da 4 TB si devono sborsare 869 €, mentre l'R6 da 12 TB costa la bellezza di 1.699 €. A questi prezzi si devono inoltre aggiungere i 49 € del cavo citato più sopra, dato che non è incluso nella confezione. In tutta sincerità, uno sforzo per metterlo incluso ci stava, visto il prezzo non proprio popolare di queste soluzioni Promise. Ad ogni modo, è un inizio, che avviene proprio nel settore in cui Thunderbolt darà il meglio di sé: il trasferimento di grandi quantità di dati. Successivamente, arriveranno sicuramente altre soluzioni, ma ci vorrà tanto tempo. Probabilmente, almeno per un bel po', Thunderbolt rimarrà più una soluzione per professionisti che non per l'utente medio.

Nel frattempo, però, anche dal mondo PC arrivano i primi segnali di interesse verso Thunderbolt. Se prima erano solo intenzioni, quelle di Sony ora sono conferme: è in arrivo un nuovo Vaio Z dotato della nuova connessione dati. La loro versione viene chiamata "Light Peak", come il nome in codice originario di Thunderbolt: è prettamente una mossa per evitare le royalties, già fatta in passato con la Firewire, chiamata i.Link. La versione Sony, però, non differisce solo per il nome. Contrariamente a quanto fatto da Apple, che ha riutilizzato la forma della porta Mini-DisplayPort, Sony ha deciso di riutilizzare il form factor della USB, dando alla sua porta proprio una doppia possibilità: funziona sia come porta Thunderbolt che come porta USB 3.0. Ufficialmente, questa porta viene utilizzata per il "Power Media Dock", un accessorio opzionale che fornisce al Vaio più porte d'espansione, una scheda grafica discreta e un lettore Blu-Ray. Ma di questo voglio parlarvene in un prossimo articolo, in quanto ritengo abbia interessanti prospettive anche in chiave Apple. L'uso fatto da Sony di Thunderbolt pone dunque davanti a un possibile problema di frammentazione, con due formati diversi per una stessa tecnologia. Certamente arriveranno degli adattatori, tuttavia non credo fosse ciò che Intel sperava, viste le intenzioni di utilizzare Thunderbolt praticamente per qualsiasi cosa, dai dati all'audio/video. Un'altra ipotesi comunque da tenere in considerazione è che questa sia una implementazione espressamente ad-hoc per il "Power Media Dock", senza ulteriori implicazioni tecniche. Più avanti sapremo se la scelta di Sony sarà stata ben fatta oppure se potevano fare di meglio.

Per concludere, segnalo questo aggiornamento proprio per il firmware del chip Thunderbolt presente negli ultimi MacBook Pro e iMac. Apple, tuttavia, non chiarisce se è rivolto a uno solo o a entrambi, dato che mostra l'immagine di un MacBook Pro senza poi spiegare i modelli coinvolti nell'aggiornamento. Ad ogni modo, chi ha un Mac con la Thunderbolt è bene che controlli Aggiornamento Software e nel caso applichi l'update.