Al contrario di Cheetah, oggetto dello scorso capitolo, Puma si rivelò una versione di Mac OS X molto più matura. La 10.1 fu rilasciata il 25 settembre 2001 e, per farsi perdonare per le delusioni della 10.0, Apple decise di rilasciarla come aggiornamento completamente gratuito per la versione precedente. In realtà il rilascio del 25 settembre fu una sorta di anteprima poiché gli impiegati Apple distribuirono le prime copie ai partecipanti del keynote di presentazione tenuto da Jobs alla conferenza Seybold tenutasi a San Francisco. Il vero debutto avvenne un mese dopo, il 25 ottobre, quando finalmente fu distribuita presso gli Apple Store e preinstallata sui nuovi Mac di fabbrica.

I requisiti minimi erano gli stessi di Cheetah: processore G3 e 128 MB di RAM. L’unica mezza variazione avvenne riguardo allo spazio su disco richiesto: essendo gli 800 MB indicati in precedenza piuttosto ingannevoli poiché erano per un’installazione minimale, ora il minimo era diventato lo stesso che in precedenza era indicato per l’installazione completa, ossia 1,5 GB. Esattamente come la precedente versione era anche la possibilità di installare il sistema avendo soli 64 MB di RAM invece che i 128 ufficialmente richiesti.

La nuova versione risolse molti dei problemi che avevano afflitto la 10.0. Finalmente le prestazioni erano migliorate di netto, soprattutto in ambito grafico. Ora è presente anche un migliore supporto a CD e DVD grazie a nuovi strumenti per la masterizzazione e la riproduzione integrati nel sistema operativo. Anche la scarsità di driver per stampanti fu presa di petto, con nuovi driver per oltre 200 prodotti. A tutto ciò si aggiunse una nuova versione di ColorSync, un sistema di strumenti e librerie per la gestione dei colori e Acquisizione Immagine, strumento per acquisire da scanner e fotocamere digitali. AppleScript Studio garantiva invece un ambiente grafico più confortevole per la creazione di script nel nuovo linguaggio messo a disposizione con Mac OS X.

Puma non fu però esente da critiche: le principali lamentele riguardavano ancora una volta i settori in cui già era debole la 10.0. Le prestazioni non erano ancora ritenute all’altezza di quanto il sistema prometteva e il supporto hardware rimaneva sotto la media. Tuttavia Apple decise di dare molta più fiducia al suo nuovo sistema operativo, eleggendolo dalla 10.1.2 come ambiente di default in cui si avviavano i Mac, pur mantenendo anche Mac OS 9.2 in dual boot.

Gli aggiornamenti per Puma furono in totale cinque. Il primo, 10.1.1, fu rilasciato il 12 novembre 2001, mentre l’ultimo, 10.1.5, arrivò il 5 giugno 2002. A quel punto non c’era più bisogno di proseguire con aggiornamenti. I pensieri erano ora rivolti a Jaguar, oggetto del prossimo capitolo, che sarà pubblicato domenica.