Mac OS X Panther, versione 10.3, fu presentato al WWDC 2003 e rilasciato il 24 ottobre dello stesso anno. Il nome del felino scelto è piuttosto curioso: non molti sanno, infatti, che la pantera, come animale… Non esiste! Il termine pantera è solo un sinonimo comune per diversi altri tipi di felini nelle varie zone del mondo: in Africa e Asia, la pantera è sinonimo di leopardo, mentre nell’America settentrionale la pantera è il puma e in quella centro-meridionale è il giaguaro. Insomma, probabilmente Apple è stata poco attenta nella scelta del nome, poiché pantera può essere sinonimo valido per più felini, secondo la zona della Terra in cui ci si trova.

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Terminando la digressione zoologica e tornando in territorio Apple, i requisiti minimi di Panther erano, di fatto, gli stessi di Jaguar: processore G3 da almeno 233 MHz, 128 MB di RAM, 1,5 GB di spazio su disco. Sempre come Jaguar, la RAM consigliata per far girare al meglio il sistema era di 512 MB. Alcune caratteristiche aggiuntive richiedevano altri requisiti minimi, come una webcam e una connessione a Internet sempre attiva. Da segnalare inoltre che Panther richiedeva un nuovo tipo di firmware ROM presente nei Mac, chiamato New World. Tuttavia, con alcuni trucchi il sistema funzionava anche sui vecchi Mac con la cosiddetta Old World ROM.

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Apple affermò di avere introdotto con Jaguar oltre 150 nuove funzionalità. Naturalmente, non si possono riportare tutte quante, perciò saranno descritte quelle principali, che comunque non sono per niente poche. L’interfaccia in primis ebbe numerosi ritocchi, che coinvolsero soprattutto l’aspetto delle finestre, diventate ora di metallo spazzolato rispetto alle trasparenze mostrate nelle precedenti versioni. Il Finder si arricchì di nuovi elementi, come la cancellazione sicura, le etichette per i file e il supporto agli archivi ZIP. TextEdit guadagnò il supporto ai file di Microsoft Word, mentre Anteprima migliorò molto le sue prestazioni con il rendering dei PDF. iChat, lanciato con Jaguar, ora aveva il supporto audio/video, consentendo agli utenti di effettuare conversazioni non più solo testuali. Non sono state arricchite le features già esistenti: tante altre ne sono state aggiunte. La prima diverrà un must di Mac OS X: Exposé, che forniva all’utente un quadro d’insieme di tutte le finestre e le applicazioni aperte presentandole sotto forma di piccole anteprime cliccabili.

Altra applicazione ufficialmente introdotta con Panther fu Safari, il nuovo browser di Apple basato su WebKit che sostituì definitivamente Internet Explorer. Anche FileVault, applicazione per proteggere con crittografia la cartella home dell’utente, è una novità di Panther. Per finire, si segnalano miglioramenti all’interoperabilità con Windows, tra cui il supporto per le VPN con SecurID e la possibilità di inviare e ricevere fax con le applicazioni incluse nel sistema operativo.

Mac OS X 10.3 ebbe nove aggiornamenti. Il primo, 10.3.1, fu rilasciato il 10 novembre 2003, a poche settimane dalla messa in vendita del prodotto. L’ultimo, 10.3.9, arrivò il 15 aprile 2005, a ridosso della nuova versione di Mac OS X, Tiger. Se Panther, come testimoniato dalle nuove funzionalità presenti, ha dimostrato di essere un rilascio di notevole consolidamento per Mac OS X, Tiger si rivelerà un progetto molto più ambizioso, che cambierà radicalmente Apple e i suoi utenti. Di questo però si occuperà il prossimo capitolo, previsto per giovedì.