Ovviamente il titolo di questo articolo è ironico. Ma alcuni non sembrano essere altrettanto ironici quando, periodicamente, predicono la morte di Apple. A volte i report variano: alcuni pensano che Apple morirà con Jobs ancora in carica, altri, la maggior parte di questi predicatori, pensano invece che Apple morirà una volta che Steve si sarà congedato dall'azienda, a prescindere dalle questioni di salute. Il problema è che purtroppo coloro che fanno tali previsioni non sono figure da bar sport. Sono figure piuttosto quotate e influenti, che ogni tanto sembrano amare lanciarsi in scommesse piuttosto strane. Oggi è il turno di Trip Hawkins, il fondatore di una delle più grandi aziende del settore ludico, una delle quali da cui bisogna per forza passare per garantirsi il successo della piattaforma di gioco: Electronic Arts.

La base su cui parte Trip, le cui dichiarazioni sono state concesse a IndustryGames, è piuttosto semplice: ogni cosa ha un inizio e una fine e chi raggiunge la vetta può solamente scendere. Il paragone usato è con l'Impero Romano, che in effetti è un esempio di grande potenza con impressionante ascesa e lento ma inesorabile declino. Ecco, secondo Hawkins, Apple è in una situazione simile: ancora in ascesa grazie al suo Augusto, ossia Jobs, ma destinata al declino non appena esso mollerà. E qui sorgono le differenze: posto subito che il declino dell'Impero Romano si è verificato molti e molti imperatori dopo Augusto, qui nell'Impero di Cupertino finora non c'è ancora stato alcun successore di Jobs. Perché giudicare preventivamente chi arriverà dopo? L'azienda è guidata già oggi nelle operazioni giornaliere da Tim Cook e non da Jobs, con risultati piuttosto buoni. Apple è in salute, questo conta per l'azienda.

Insomma, inevitabilmente qualcosa cambierà con un eventuale addio di Jobs a Apple, ma non per forza deve essere un cambiamento negativo. Steve negli anni si è circondato di persone fedeli, che sapranno tranquillamente mandare avanti l'azienda anche senza di lui. Perderà, è innegabile ciò, un po' del tocco datole dal carisma di Jobs, Apple, ma saprà vivere anche quando, sperando sia per una meritata pensione e non per motivi più gravi, Steve deciderà di lasciare definitivamente il timone. Perciò il consiglio sincero da dare a Hawkins e ad altri che periodicamente guardano a un declino di Apple senza prove evidenti è piuttosto di guardare in casa propria, invece che fare osservazioni non richieste su quelle altrui. Anzi, predire una morte di Apple non è certamente nemmeno negli interessi di Electronic Arts: proprio loro si stupivano, alcuni giorni fa, di come l'iPad stesse rapidamente diventando una mucca da mungere nel settore gaming. Dunque è un po' come augurarsi di farsi male da soli.

Ad ogni modo, è un fenomeno che colpisce periodicamente qualunque azienda. Dicevano che IBM sarebbe fallita. IBM, pur avendo rivisto alcuni suoi business, è solida e ancora piuttosto attiva. Dicevano che Microsoft sarebbe fallita. Microsoft, pur avendo subito dei flop, è ancora in forma, combattiva e ben presente nel mercato. Queste due sono le più frequenti che sono circolate nel corso degli anni ma l'elenco potrebbe essere molto più lungo.

Si dice che ad "augurare" la morte l'oggetto degli "auguri" diventa ancora più forte. Chissà che le parole di Hawkins non abbiano proprio questo effetto. Se queste predizioni rafforzano, allora converrà sperare di sentirne ancora in futuro, non solo per Apple.