In questi giorni su SaggiaMente si sta parlando del successo dell'iPad e della difficoltà della concorrenza nel proporre soluzioni alternative con visioni nuove e differenti. Solitamente questa è una qualità che troviamo più in Apple, la quale sembra essere l'unica ad aver capito quanto sia importante pensare ad un prodotto nella sua totalità e non semplicemente assemblare hardware. Cosa può fare allora la concorrenza?

Per prima cosa è necessario avere un quadro completo della situazione che ha portato l'iPad nella sua posizione di leadership del mercato che esso stesso ha creato. Una storia che parte da lontano ed affonda le radici nel passato di Jobs e nella sua NeXT Computer, creata nel periodo di esilio da Apple (per approfondire vi consiglio l'evoluzione felina di Mac OS X del Razziatore). Al proprio rientro a Cupertino, Jobs portò con sé il sistema operativo NeXTSTEP con le sue grandissimi potenzialità, in parte dovute ad un piccolo, leggero ed adattabile core, capace di girare su diverse piattaforme hardware, sia x86 che RISC. Ed è proprio da questo che iniziò la lunga e fortunata evoluzione di Mac OS X nel settore desktop.

Altro tassello importante fu la decisione di tuffarsi in un mondo completamente nuovo, oggi comunemente definito Musica Liquida. Con iPod ed iTunes, il primo grande store di musica online, Apple è riuscita dove le major discografiche avevano fallito, contrastando in parte la pirateria musicale dei canali peer-to-peer ed avvicinando molti utenti all'acquisto legale, offrendo un unico e vasto catalogo comprendente diverse etichette.

A questo punto Jobs aveva tra le mani delle solidi basi software con la flessibilità e leggerezza del suo sistema operativo ed uno strapotere nel settore musicale, grazie alla riconoscibilità del marchio iPod.

Ma il vero fenomeno verso la fine del 2000 era la grandissima diffusione di cellulari e palmari, con un trend in costante crescita che faceva presagire un roseo futuro per il mercato. Apple osservava gli ottimi risultati della finlandese Nokia e i successi di Windows Mobile ma si accorse, per così dire, che vi erano delle limitazioni enormi nel campo dell'usabilità. Ed è probabilmente da queste considerazioni che nacque l'idea di entrare anche in questo nuovo mercato, creando uno strumento che unisse le proprie migliori potenzialità (iPod ed OS X) con una interfaccia finalmente semplice ed intuitiva. L'iPhone fece di colpo apparire obsoleto l'intero mercato: c'era un solo tasto e tutto si comandava con le dita, senza più gli scomodi pennini.

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Ma se con i primissimi Mac Apple compì un errore fatale sottovalutando l'importanza del parco Software (che invece favorì nettamente la diffusione di Microsoft ed il suo Office) con l'iPhone la lezione era stata appresa e la reperibilità e l'installazione di nuove "app" divenne velocemente una delle sue migliori armi. Inoltre, inizialmente non si puntò al mondo aziendale, dominato da RIM, Palm, Microsoft e Nokia ma al grande pubblico, ormai sempre più informatizzato ed attratto dalle novità, creando un ambiente di sviluppo valido anche per i giochi. La concorrenza rimase totalmente spiazzata e solo una società al di fuori di questo mondo intuì le grandi potenzialità. Google, che aveva contribuito ad alcune delle principali app dell'iPhone come "Mappe", creò Android: l'unico SO di nuova concezione oltre ad iOS e capace di contrastarlo, seppur scimmiottando la sua interfaccia.

Nei successivi anni tutte le aziende old-school nel settore telefonico hanno tentato di emulare in tutto e per tutto Apple, creando i propri store di applicazioni, modificando dimensione ed aspetto dei propri cellulari e creando stratificazioni sopra i vecchi sistemi operativi come Windows Mobile e Symbian, per farli apparire più simili ad iOS. Intanto però il vantaggio temporale continuò a favorire Apple che si trovava un sistema operativo per device mobili altamente performante, una miriade di applicazioni (ora anche per il mondo business), un controllo completo sia sull'hardware che sul software e con una sola grossa limitazione legata alla dimensione dello schermo, di certo non adatta per alcune tipologie di app.

Nel mercato dei computer, nello stesso arco temporale, si assisteva all'incredibile crescita di richiesta di mobilità. I portatili avevano già superato da qualche tempo le vendite di computer fissi ma quello che fece scalpore fu il fenomeno dei netbook, mini portatili che offrivano facilità di trasporto e buona autonomia seppur con evidenti limitazioni nell'uso per via delle loro sub-dimensioni e della scarsa potenza.

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Una grossa fetta del mercato chiedeva quindi sempre maggiore mobilità, hardware e sistemi operativi facili da usare ed un ricco parco software a portata di dita. Con l'iPad Apple ha semplicemente dimostrato di saper leggere il mercato meglio degli altri, con un prodotto che soddisfava tutte queste richieste. Fondamentalmente un grosso iPhone che non telefona ma che offre un ampio schermo, elevata autonomia, estrema trasportabilità e leggerezza, con un interfaccia intuitiva a cui ormai il pubblico era abituato ed un vasto ecosistema software già pronto e altrettanto in fase di sviluppo. E mentre l'iPad vendeva, i netbook crollavano, segnando quest'anno un -53%.

Un altro aspetto importante fin da subito e che si rafforzerà in futuro con iCloud, è che tutti i dispositivi Apple comunicano perfettamente tra loro e possono condividere le informazioni creando una galassia in cui il dato è utilizzabile indipendentemente dallo strumento.

E la concorrenza?

Se a livello hardware è facile proporre tablet di pari potenza, se non superiore, è venuto a mancare un controllo completo sui prodotti finali ed una buona integrazione con il software. Android solo nella recente versione 3.x è adatto all'uso con tablet e gli altri sistemi operativi proprietari come WebOS e QNX, pur avendo ottime potenzialità, sono carenti sul fronte dell'integrazione con l'hardware e soprattutto subisco la cronica mancanza di applicativi.

Allora quando arriverà un vero sfidante per l'iPad?

Probabilmente dovremo aspettare il 2012, anno in cui vedremo da un lato arrivare Windows 8 per ARM, spinto da hardware Nokia per via dei loro accordi, ed il futuro tablet Google/Motorola in cui vi sarà, si spera, un perfetta integrazione con Android.

Ma cosa potranno fare tutti gli altri, ovvero aziende come Samsung, HTC &C.?

Purtroppo non molto. Le uniche alternative saranno utilizzare Windows e ricreare un mondo simile a quello dei PC o fare lo stesso con Android, arrivando anche qui sicuramente seconde. La possibilità di creare un proprio sistema operativo mobile è molto difficile da concretizzare. Nella situazione attuale l'impegno economico sarebbe insostenibile. Inoltre quanto tempo richiederebbe creare da zero un sistema integrato come quello ormai affermato di Apple ed i futuri Nokia/Microsoft e Google/Motorola?

Insomma per avere dei veri concorrenti dell'iPad dovremo, purtroppo, aspettare ancora molto. E lo dico non per denigrare le qualità del prodotto ma perché una sana concorrenza fa bene al cliente finale ed accelera l'evoluzione.