Del Galaxy Nexus avevamo parlato approfonditamente ieri. Solo ora, però, alcuni dettagli stanno emergendo, a luci più soffuse. Uno di questi è alquanto curioso: Samsung avrebbe progettato il Galaxy Nexus in modo da evitare i brevetti Apple. E non siamo noi a riportare così il fatto: è stato proprio il capo della divisione Mobile dell'azienda coreana a riferirlo con queste testuali parole.

L'agenzia di stampa coreana Yonhap News ha infatti riportato proprio le parole di Shin Jong-Kyun, a capo di Samsung Mobile, riguardo alla progettazione del Galaxy Nexus: "D'ora in poi eviteremo il più possibile l'incrocio con brevetti Apple e prendiamo la cosa molto seriamente". Ha aggiunto, inoltre, che lo scopo del Nexus è proprio di raggiungere il 100% di liberazione dai brevetti dell'azienda di Cupertino, ma tale obiettivo è ancora da verificare. Se ciò non basta, ha affermato che comunque le cause con Apple sono destinate ancora a durare e che questo è solo un inizio di cambiamento: "Non c'è alcun guadagno dalle cause contro Apple, anzi, stiamo perdendo l'orgoglio del nostro brand".

Insomma, francamente suona molto come una ammissione di colpa da parte di Samsung, a dire che in effetti qualcosina che infrange i brevetti Apple l'hanno fatta. Non è certamente il primo segnale a riguardo: alcuni giorni fa i coreani annunciarono aggiornamenti in arrivo per il software dei loro dispositivi in modo da evitare ulteriori grane legali. Viene dura pensare che questa sorta di ammissione ufficiosa sia stata fatta a cuor leggero: probabilmente stanno cercando di ammorbidire la situazione con Apple per mantenere il ricco contratto di partnership, che secondo le indiscrezioni più recenti è in vista di rinnovo data l'importanza strategica ed economica per entrambe le aziende. Insomma, una situazione da cui ne potrebbero beneficiare tutte le parti coinvolte nella vicenda: speriamo che Tim Cook sia disposto a dialogare su questi segnali positivi e speriamo anche che Samsung si impegni davvero a evitare ulteriori grane con Apple, in virtù di un ritorno alla sana concorrenza sugli scaffali e non nei tribunali.