Sappiamo quanto la sicurezza sia fondamentale, in tutti i campi, smartphone inclusi. Anzi, soprattutto loro, ultimamente, diventati spesso e volentieri un magazzino digitale colmo di dati personali, password, numeri telefonici, numeri di carta di credito. I sistemi operativi mobili fanno sempre più gola ai malintenzionati, che ormai da mesi "confezionano" sempre più malware. Non è certo una novità assoluta, i virus per Symbian e Windows Mobile esistevano già alcuni anni fa, ma con la rapida ascesa nel mercato di sistemi più avanzati come Android anche le "schifezze" maligne si evolvono e colpiscono dove hanno maggiori possibilità di efficacia, una situazione già vista nel settore PC con Windows. Tramite setteB, rimasto attivo su Twitter, ho reperito un interessante link a una infografica curata dall'azienda di sicurezza informatica Bit9.

Dalle ricerche di Bit9, emerge come i 12 smartphone più vulnerabili al mondo siano tutti di Android. L'iPhone, invece, sta al 13esimo posto, più "protetto" grazie alla rapida adozione da parte degli utenti di versioni aggiornate di iOS. Proprio la questione aggiornamenti sembra essere un po' un tasto dolente del mondo Android: tutte le aziende che hanno smartphone coinvolti nella classifica non brillano purtroppo per celerità nell'aggiornare i dispositivi. E non si parla certo del passaggio da Android 2.3 alla 4.0, appena uscita e la cui assenza sulla maggioranza dei dispositivi è giustificabile: nel corso dei mesi Google ha rilasciato aggiornamenti di bugfix nel ramo 2.3, non sempre recepiti tempestivamente dagli OEM, i quali hanno libertà assoluta di decidere se fornirli o meno. Il risultato è che il 56% degli utenti Android hanno una versione non aggiornata del sistema operativo, esponendosi così a rischi aggiuntivi rispetto a quelli relativi a un uso scorretto del prodotto, di cui abbiamo parlato qualche mese fa. Dall'altro lato, Apple garantisce ai dispositivi supportati l'aggiornamento all'ultima versione di iOS, comprensiva dei bugfix relativi a falle di sicurezza scoperte.

Google può rimediare almeno in parte a questa situazione? Sì, se riesce a ottenere più autorità sui licenziatari del sistema. Questa situazione è dannosa proprio per l'azienda stessa di Mountain View, la quale rischia di ritrovarsi una immagine non troppo dissimile a quella di Microsoft nei desktop sul fronte sicurezza. È necessario rendere obbligatori almeno gli aggiornamenti di bugfix, in una finestra temporale accettabile. Ciò non farà scomparire il malware, né renderà il sistema completamente al sicuro anche da usi poco attenti, ma di certo aiuterà a gestire meglio la situazione.