Sono ricominciate le voci sul nuovo Macbook Pro da 15" e si sprecano ipotesi, rumors e "dichiarazioni" rilasciate da anonimi dipendenti di famose aziende (che siano tentativi di cercare visibilità?) ed io non voglio farmi trovare impreparato. I dati incontestabili sono che i nuovi processori in arrivo saranno più piccoli, avranno prestazioni maggiori e consumeranno di meno. O almeno questo è quello che è successo negli ultimi 70 anni. Prima ancora i "computer" erano leggermente più piccoli ma uno non è mai stato costruito (Babbage, metà del XIX secolo) e l'altro non era il massimo in quanto a programmabilità (la Pascalina).

Cosa cambierà davvero nel prossimo futuro e come Apple riuscirà ad innovare?

Siamo in un momento di transizione, un po' come accadde alla fine degli anni '80 e '90. Perché si possa parlare di notevole salto tecnologico c'è bisogno di togliere qualcosa dai computer, più che limitarsi a "limare" quanto già esiste. Negli anni che furono la Apple fece scalpore eliminando totalmente i Floppy Disk, ci fu una sollevazione popolare e come al solito qualcuno predisse la "morte della Mela". In verità il Floppy non morì a causa della Apple e resistette ancora a lungo, ma quello fu il piccolo segno di un'epoca, il cambiamento ante tempore delle abitudini dell'utente. Il tempo ha dato ragione all'azienda di Cupertino che ha in qualche modo contribuito allo sviluppo del mercato delle chiavette USB.

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Oggi fa ridere l'idea di avere ancora un lettore di "dischetti" nel computer, portatile o fisso che sia, eppure… eppure siamo ancora attaccati ad un altro mezzo che oggettivamente limita in maniera determinate lo sviluppo dei portatili, il DVD. Il limite tecnico di questi apparecchi risiede nel fatto di essere ancora a base meccanica in un mondo dove ormai è praticamente impossibile scorgere parti mobili, eccezion fatta per gli HDD che, guarda caso, si sono già incamminati sulla strada del tramonto all'alba degli SSD. Quale sia quindi il futuro della Apple a breve termine, secondo me, è abbastanza evidente: tracciare il solco che a breve tutti gli altri contender dovranno percorrere per non rischiare di rimanere al palo: eliminare il DVD.

Mentre un decennio fa Apple rappresentava un'idea rivoluzionaria, quasi uno status symbol (non tanto nel senso economico quanto in quello esplicitato dalla campagna "Think Different") oggi è a buon diritto un peso massimo che, con ritmi di crescita a 2 cifre in un mondo nel quale gli altri produttori registrano quasi sempre perdite, può tranquillamente creare dei trend senza più apparire "folle". Mentre eliminare il floppy fu una scommessa, eliminare il DVD è quasi un obbligo per Apple.

L'idea è stata lanciata con l'Air. Certo in passato si sono visti molti altri "mini-portatili" (per non dire netbook) ma il risultato pratico era talmente risibile che l'acquirente stesso li comperava con l'idea di dotarsi di un prodotto "inferiore", per tamponare la necessità di portabilità a scapito della prestazione. L'Air non è così, la rinuncia al DVD non significa rinunciare anche a prestazioni decorose. Certo lo schermo è piccolo ma non si può pretendere che questo sia più grande del contenitore. Il DVD invece non è mancato veramente a nessuno. Io stesso ho acquistato (grazie Maurizio!) un masterizzatore esterno USB tramite Amazon a 29 €. È rimasto nella scatola per 4 mesi finché mia moglie ha insistito perché passassi in MP3 un CD di Nek (orrore!).

Perché mai Apple dovrebbe continuare ad obbligare l'utente "più moderno" a portarsi in giro un portatile che potrebbe essere notevolmente più sottile e leggero privandosi di un apparecchio che non usa e che, tra le altre cose, deve anche pagare? Perché dovrebbe farsi soffiare sotto il naso l'occasione di apparire al mondo come la prima azienda che ha eliminato completamente il DVD dai propri prodotti portatili?

Se teniamo in considerazione che ad oggi il Macbook Pro è già di gran lunga il portatile professionale più sottile in commercio – beh, non lo è propriamente ma da un punto di vista del design non c'è dubbio che appaia come tale, o almeno è l'unico prodotto famoso che si fregia di tale titolo – basta poco per distruggere definitivamente la concorrenza sia in termini reali (lo spessore) sia in termini morali, diventando i primi in assoluto.

E l'utenza più esigente (o "arretrata") come farà a vivere senza il DVD?

Cerchiamo di dividere in categorie gli utilizzatori di un portatile Apple:

  • chi ha bisogno di un computer per il proprio normale lavoro di tutti i giorni
  • chi deve "farsi vedere" con l'ultimo prodotto di grido
  • chi deve alfabetizzarsi all'uso del computer
  • chi ne fa un uso professionale legato ad una serie di altri apparati (ad esempio un tecnico del suono)

Come si può rimpiazzare il DVD per ognuna di queste categorie?

I primi stanno transitando a tutta velocità verso la nuvola, i secondi il problema non se lo pongono proprio (al limite il DVD lo mettono nel loro Marantz), i terzi con ogni probabilità si staranno chiedendo se non sarebbe stato meglio comprarsi un iPad e i quarti… beh, loro generalmente viaggiano con borsoni pieni di rack di strumentazione. Sarà mica un lettore DVD USB a fermarli?

La strategia di Apple è sempre stata uno o più passi avanti quanto ad innovazione, cercano di imporre standard non tanto per il diretto vantaggio economico derivante dalle licenze d'uso di una tecnologia quanto piuttosto per "spaccare il mondo in due". Creare degli spartiacque così netti da obbligare gli altri produttori a prendere una posizione. E in queste situazioni o si vince o si perde. Quando si perde in genere il rischio è calcolato in modo da non affondare, quando si vince… beh, si fa piazza pulita.

Lo abbiamo visto con l'iPod: non si poteva scambiare la propria musica da iPod al computer, dovevi possedere un Mac per averlo, avevi mille limitazioni eppure, alla prova dei fatti, hanno creato uno standard che è servito da spin off per la vendita dei computer. È successo lo stesso anche con iPhone e iPad: non sono necessariamente il meglio in tutti gli ambiti ma è praticamente impossibile ottenere dall'uomo della strada il nome di un tablet che non sia "iPad".

Ecco perché, più che riducendo i Watt, i nanometri, aumentando le frequenze e migliorando gli schermi, secondo me è ora di suonare la campana a morto per il DVD.