Poca Apple, stasera. Piuttosto, un insegnamento che si potrebbe trarre tutti nel caso in azienda stessimo lavorando in un nuovo prodotto, in particolare se magari siamo addirittura i responsabili del team deputato al compito. Nella biografia di Jobs è dimostrato come egli costruiva attentamente i team dedicati ai vari prodotti Apple, guidandoli e spronandoli, talvolta con complimenti, più spesso con prese di posizione forti condite talvolta da insulti. A prescindere dalla durezza del suo operato, però, i risultati li otteneva: il team deputato al Macintosh lavorava affiatato per raggiungere l'obiettivo, e lo stesso è avvenuto anni dopo quando si trattava dell'iPod. L'importante è avere una buona guida in azienda, che soprattutto abbia una visione precisa su dove vuole arrivare, cosa in cui Jobs è riuscito sempre. Purtroppo, invece, il Microsoft Courier non ha trovato un equivalente di Jobs a Redmond. AppleInsider ci offre oggi tristi particolari della sua storia.

Il Courier non era un tablet come tutti gli altri. Dotato di doppio schermo, era pensato per offrire una flessibilità d'uso che iPad e soci non avrebbero potuto raggiungere, stimolando maggiormente la lettura e la creatività dell'utente, ispirandosi nella forma e nelle intenzioni alle famose Moleskine. "Free create", libera creatività: questo era il motto. I lavori erano in corso da parecchio, a Redmond. Poi, nel 2010, tutto è andato in fumo.

I problemi ebbero inizio quando Steve Ballmer, il ballerino CEO di Microsoft, si trovò praticamente in mezzo a uno scontro di potere tra Steven Sinofsky, capo della divisione Windows e J. Allard, responsabile dello sviluppo di Courier. Per Sinofsky, il Courier, che non avrebbe utilizzato Windows nella sua forma classica e non sarebbe stato alle dipendenze del suo team, era un ostacolo alla sua visione che vedeva il sistema operativo Microsoft in qualsiasi dispositivo, tablet compresi. Dall'altro lato, Allard insisteva invece sul proseguire il lavoro sul Courier, che si stava rivelando promettente nonché una fonte di hype positivo grazie a una fuoriuscita di informazioni nel 2009.

Ballmer non riuscì a venire a capo della questione, con la conseguenza che dovette intervenire Bill Gates in persona, già allora a mezzo servizio dal momento che era impegnato full time con la sua fondazione. Lo "zio Bill" organizzò una riunione con Allard e Robbie Bach, presidente della divisione Intrattenimento. Qui emergono anche le differenze che nella biografia di Jobs sono ben sottolineate, riguardanti la mancanza di immaginazione da parte di Gates. La sua domanda principale, infatti, fu riguardante l'accesso e la fruizione delle email sul Courier. Alla risposta di Allard che il team del prodotto non voleva concentrarsi sul reinventare i client di posta elettronica, ma piuttosto offrire all'utente una user experience molto più coinvolgente e creativa a livello globale, Gates montò su tutte le furie, considerando il Courier inadatto a seguire il mercato business.

Il risultato: poiché il prodotto si discostava troppo dai canoni di Windows e Office, venne scartato. Scartato quando ormai il prodotto era già in una forma completa, a uno stadio molto avanzato di sviluppo, come afferma Jay Greene di CNET. Il resto, poi, si sa: Microsoft ha tentato nel corso dello stesso 2010 con gli Slate, ottenendo solo una accoglienza molto fredda. Ora, con Windows 8, l'azienda sta cercando un rilancio, non inseguendo più però obiettivi molto differenti da quelli dei concorrenti, cosa che invece sarebbe successa proseguendo col Courier.

Cosa insegna la vicenda? Che se Ballmer fosse stata una guida molto più determinata e Gates avesse concesso un po' più di spazio alla creatività e all'immaginazione, probabilmente oggi l'iPad avrebbe un serio concorrente sul mercato, da "pensiero differente" rispetto allo standard creato dal tablet Apple. Purtroppo Microsoft non sembra essersi voluta aprire a nuove possibilità e anche a nuovi rischi che fanno parte del gioco, proseguendo invece su strade più sicure ma che si basano solo su step evolutivi di prodotti pre-esistenti piuttosto che vere innovazioni da cima a fondo. A testimoniare la volontà di seguire un percorso più conservatore, i fautori del Courier, Allard e Bach, sono entrambi andati via pochi mesi dopo la cancellazione del progetto. Non è detto che Jobs avrebbe gradito un prodotto come il Courier, ma di certo avrebbe gestito meglio la questione sin dagli inizi.