Negli ultimi anni, grazie alla transizione della musica verso il digitale, abbiamo visto un incremento notevole del numero degli artisti che riescono ad avere sempre maggiore visibilità proponendo un prodotto di altissimo livello qualitativo pur senza passare tramite famose etichette e quindi anche costosissimi studi di registrazione. Appena 10 anni fa ci sarebbero voluti centinaia di migliaia di euro in attrezzatura quali mixer, microfoni ed effetti mentre oggi bastano semplici programmi gratuiti come garage band e microfoni portatili quali lo Zoom H4n per ottenere risultati ben più che onorevoli.

Purtroppo questa digitalizzazione della musica ha portato molti studi di registrazione a dover chiudere battenti non potendo più fronteggiare la concorrenza degli studi casalinghi che ormai hanno raggiunto un livello tale da temere solo il pubblico degli (spesso sedicenti) audiofili.

Io sono uno dei tanti che sta traendo vantaggio da questa rivoluzione e sempre più spesso mi capita di trovarmi in situazioni nelle quali vorrei registrare in condizioni in cui non è conveniente avere con sé un computer portatile, grosse schede audio o rack di effetti.

In questo articolo descriverò quali sono i passi necessari per registrare, editare e successivamente condividere un prodotto di alto livello senza dover spendere una fortuna e senza doversi recare in uno studio di registrazione.

Prima di tutto bisogna premettere che il flusso di lavoro e le opzioni a nostra disposizione saranno ovviamente limitate ma con un po' di accortezza si potrà "sgrossare" buona parte del materiale limitandoci all'uso del computer solo per eventuali rifiniture peraltro non sempre necessarie.

Per amore di semplificazione e soprattutto per rendere più realistico questo articolo descriverò quanto mi è effettivamente capitato durante la registrazione dell'ultimo album del mio gruppo.

La creazione di un brano musicale è ormai diventata una questione di sapiente e paziente "taglia e cuci" da parte di musicisti che suonano strumenti di varia natura. Nel mio caso si tratta di alcuni sintetizzatori MIDI, due chitarre, un sassofono ed una tromba. Gli strumenti digitali non presentano la problematica tipica di quelli "reali" e cioè il dover rendere nel modo più fedele possibile il suono emesso. Si suppone quindi che le tracce digitali vengano a me consegnate come semplici file AIFF o Wave "puliti". A questo punto entra in gioco l'iPad che può gestire questo formato tramite Garage Band, una trasposizione in forma ridotta dell'omonimo software per Mac. L'importazione avviene tramite iTunes ma una volta inserito questo file nel nostro iPad possiamo uscire di casa e affidarci al nostro solo tablet.

Il mio ruolo e quello del sassofonista in questo disco richiedevano alcuni interventi liberi su una base con un'armonia ed un ritmo predefinito. Come si sa in questi casi è meglio lasciarsi trasportare dall'ispirazione del momento, ecco perché preferisco avere sempre con me i mezzi per poter cogliere "l'attimo fuggente" senza dovermi costringere a "creare su commissione" durante le ore in studio di registrazione.

Nella mia custodia della tromba porto infatti sempre l'iPad ed un microfono oltre ad qualche cavo. Il tutto non influisce negativamente sul peso totale e soprattutto non mi costringe a dover portare borse aggiuntive.

La facilità di utilizzo e il tempo di preparazione prima della registrazione è inoltre talmente minimo da poter sfruttare qualsiasi pausa durante le prove con i gruppi. Se si è poi soliti usare l'iPad con l'iKlip (link all'articolo) per leggere spartiti o per studiare a casa ci vorrà veramente un attimo per "commutarsi in modalità registrazione".

Per poter ottenere un risultato acusticamente di ottimo livello il microfono è fondamentale e nella mia fattispecie è preferibile orientarsi verso prodotti che raccolgano un suono quanto più possibile reale, "colorato" dall'acustica dell'ambiente nel quale si suona (e qui so che si potrebbero aprire infinite polemiche…). Per questo motivo ho scelto lo Zoom H4n, una periferica dotata di due capsule orientabili di altissima qualità in rapporto al costo (fra i 250 e i 300 euro). Lo Zoom è un registratore multi traccia che funge anche da interfaccia audio USB se collegata con apparecchi compatibili quali computer e, appunto, l'iPad.

Il primo ostacolo da superare è quello del collegamento di una periferica USB ad un tablet che non ha ingressi di questo genere. Il problema è presto risolto tramite il Camera Connection Kit della Apple ma subito dopo ce ne troviamo un altro: lo Zoom richiede un quantitativo di corrente più alto di quello effettivamente necessario per funzionare e l'iPad si rifiuta di collaborare. Se però interponiamo un hub USB (nel mio caso un belkin acquistato al supermercato per 15 euro) faremo credere all'iPad che la corrente richiesta è minore.

hub-belkin

Creata questa catena "iPad-camera connection kit-hub USB-Zoom H4n" siamo pronti per partire: colleghiamo le cuffie allo Zoom, decidiamo il gain dei microfoni, creiamo una traccia nuova da sovrapporre a quella importata tramite iTunes, premiamo REC e via!

Ecco una foto d'insieme:
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La semplicità d'uso è imbarazzante, possiamo fare la maggior parte delle cose possibili con la versione per Mac di Garage Band, applicare effetti, tagliare le tracce, variare i volumi ed esportare il prodotto finito, tutto senza passare dal computer.

Una volta fatta la mia parte posso mandare via email l'MP3 della mia traccia perché il prossimo musicista (il sassofonista ad esempio) abbia modo di incidere la propria traccia.

La stessa procedura è applicabile anche a chi suona strumenti MIDI sfruttando invece del Camera Connection Kit ad esempio l'iRig.

Per quanto possa sembrare una configurazione precaria questo è il modo in cui abbiamo registrato la maggior parte delle tracce del nostro ultimo album che, per il secondo anno di seguito, è arrivato in finale negli Hollywood Music for Media Awards. Per la cronaca il mio gruppo si chiama "The Wimshurst's Machine".

La situazione descritta è ovviamente abbastanza "volante" ma è quanto basta per poter registrare in multi traccia senza l'obbligo di recarsi in studio, con una spesa davvero minima, senza dover portare con sé della pesante attrezzatura e senza sacrificare la qualità di registrazione.