Proprio ieri Antonio Rapacciuolo ha recensito per noi un telecomando universale, il Logitech Harmony 700, con tutte le sue utili funzioni per il controllo di più dispositivi contemporaneamente. Non si può però dire che non sia un telecomando di quelli più semplici da configurare: bisogna procedere piuttosto macchinosamente tramite un sito web e soprattutto sperare che gli strumenti di configurazione facciano il loro dovere, altrimenti è necessario procedere col solito metodo del codice manuale per accoppiare telecomando e televisore o altri apparati. Non è stato solo lui a far notare la complessità di questo come di altri telecomandi attualmente in circolazione: anche Jobs, in una delle tante interviste effettuate con Isaacson durante la preparazione della biografia, espresse opinioni negative a riguardo. A tal proposito disse che il futuro probabile televisore Apple sarebbe stato il prodotto più semplice di tutti nell'uso, alludendo non solo a una interfaccia utente appositamente studiata ma anche a un telecomando universale e ben ottimizzato. E AppleInsider ha trovato prove concrete che mostrano i dettagli del funzionamento di questo telecomando universale.

La scoperta è stata fatta in un brevetto depositato da Apple a settembre 2011 e basato sul lavoro a riguardo dello sconosciuto per noi Albert Vidal. Il concetto di partenza del brevetto è quello descritto poco fa: gli attuali telecomandi posseggono un numero elevato di tasti per la gestione delle funzioni dei dispositivi, una completezza esagerata vanificata dal fatto che l'utente comune di norma padroneggia solo una parte di tutte le funzionalità, concentrandosi dunque su quelle principali per semplificarsi la vita. Gli universali hanno inoltre in alcuni casi il difetto di non offrire il 100% delle funzioni dell'apparato, sminuendo il grande vantaggio di avere un solo telecomando per controllarli tutti. Aggiungendo il tutto alla presenza di una forzata curva di apprendimento durante i primi usi di un nuovo dispositivo, tutta la user experience è considerata in generale come poco soddisfacente. Si rende così necessaria una soluzione che possa contemporaneamente dare una esperienza d'uso semplice agli utenti e mantenere intatte tutte le potenzialità dei dispositivi.

La soluzione proposta da Apple è piuttosto efficace: il telecomando universale oggetto del brevetto è tutto touchscreen. Non è una novità, a dirla così, telecomandi con display a tocco esistono già. Dove l'azienda di Cupertino intende differenziarsi è nel funzionamento. Tutti i telecomandi universali attuali si basano o sul sistema dei codici a 4 cifre manuali o su preset da selezionare a seconda del modello dell'apparato da controllare. Apple, invece, vuole che i suoi telecomandi siano "autodidatti": in sostanza, una volta trovati in modalità wireless i dispositivi disponibili, sarà il telecomando stesso a iniziare l'"accoppiamento" e a richiedere agli apparati tutti i dati necessari affinché le funzioni siano disponibili e il riconoscimento sia effettuato correttamente. In particolare ogni televisore, decoder o set-top-box potrà fornire al telecomando Apple l'adeguata interfaccia utente personalizzata da visualizzare sul display touchscreen, adattandosi così a seconda del bisogno. Se ad esempio volessimo controllare l'home theater, premendo sull'apposita opzione il telecomando passerà dal visualizzare le funzioni relative al televisore a quelle dell'impianto audio, e viceversa in caso contrario. In tal caso si elimina anche la questione della complessità e dell'alto numero di pulsanti: viene mostrato solo ciò che è necessario in quel momento. Il telecomando prospettato dal brevetto Apple è in grado di controllare qualsiasi apparecchio, Mac inclusi. Qualora non potesse essere in grado di effettuare il pairing con uno dei dispositivi, il suo nome assumerà la tipica colorazione grigia delle opzioni non selezionabili, informando così l'utente dell'impossibilità in modo rapido.

A parte i dettagli di funzionamento, non vi sono suggerimenti riguardo al possibile design e soprattutto al suo status: potrebbe essere una semplice applicazione per dispositivi iOS, evoluzione dell'attuale Remote, oppure un vero e proprio telecomando fatto separatamente. Nessuna delle due opzioni è da escludere, ma ci sentiamo di propendere per la seconda ipotesi: pensando a un televisore made in Apple, un telecomando è d'obbligo da includere nella confezione di vendita e quello molto semplice adottato sinora per la Apple TV e per i Mac potrebbe non essere sufficiente per sfruttare al meglio sin da subito le potenzialità del prodotto. Il tutto, naturalmente, ammesso che arrivi davvero un televisore Apple. Le idee mostrate da questo brevetto comunque sono molto buone, ed è sicuro che se non sarà Apple ad approfittarne qualcuna delle altre big del settore arriverà prima o poi a soluzioni simili. Non ci resta che aspettare e vedere gli sviluppi.