Nel corso degli anni, gli all-in-one come gli iMac hanno fatto enormi passi in avanti: se tempo fa potevano contare su componentistica molto selezionata e perlopiù in comune con i portatili per ragioni di spazio, oggi possono godere di un hardware decisamente più in linea con i classici desktop a torre, anche se rimangono alcuni pezzi ancora di tipo Mobile, come le schede grafiche. Se Apple finora sembrava essere quella più avvantaggiata, nelle scorse ore il predominio tecnico è stato scalzato da HP. La stessa azienda che stava per gettare la spugna qualche mese fa ora presenta lo Z1: una vera e propria macchina da guerra lavorativa nell'innocente corpo di un all-in-one.

Il display montato è un 27" IPS a risoluzione 2560x1440, dunque regge il confronto con quello dell'iMac. Dove però l'HP si differenzia è nella componentistica interna, che nelle sue versioni di punta diventa più simile a quella di un Mac Pro: processore Intel Xeon E3-1280 quad-core, scheda grafica professionale (anche se di tipo mobile) nVidia Quadro Q4000M, 32 GB di RAM di tipo ECC (con correzione degli errori, molto usata proprio per server e workstation), unità di archiviazione da 3,5" e slot di espansione PCI-Express interni. A ciò si aggiungono una buona dose di porte USB (4 di tipo 2.0, 2 di tipo 3.0), Firewire, DisplayPort e altro ancora, inclusi videocamera frontale Full HD e Blu-Ray. Grazie alla sua apertura facilitata, che ha similitudini con quella del cofano di una automobile, l'espansione di questo HP diventa facile e rapida come in una classica workstation di tipo tower.

I prezzi non sono di certo economici: 1.899 $ per un Core i3 2120 dual-core con grafica integrata, ma non bisogna dimenticare che molto del costo lo fanno lo schermo e la sua natura da workstation, dunque non va pensato per i comuni utenti. Il vero difetto, semmai, è partire con Sandy Bridge senza aspettare Ivy, dato che più o meno siamo lì come date di rilascio (aprile per entrambi). Tralasciando però queste osservazioni, il prodotto di HP rimane comunque molto interessante, e mostra come i concorrenti di Apple stiano iniziando ad alzare il tiro. L'azienda di Cupertino dovrà lavorare, dunque, per mantenere la sua ottima posizione nella qualità e nell'innovazione, rispondendo adeguatamente. Ciò significherebbe aprirsi alla possibilità di un iMac Pro? Difficile accadrà: la dissipazione richiesta e i consumi di quell'HP sono quasi agli antipodi di ciò che vorrebbe Apple in un computer. Ma, visto che sul piano tecnico è perfettamente possibile, sperare non costa nulla. A dire il vero, già per noi sarebbe sufficiente vedere il Mac Pro a torre tornare ad essere trattato con la giusta considerazione che merita.