Android, iOS, Windows Phone. I tre principali contendenti (o meglio, due grandi più uno piccolo, vista la bassa penetrazione nel mercato del sistema Microsoft) del settore smartphone, che si sfidano a colpi di nuovi rilasci e, talvolta, anche di avvocati. Jobs, dal canto suo, sin dall'arrivo di Android in diretta concorrenza con l'allora iPhone OS aveva sempre prospettato una "guerra termonucleare" in questo mercato, con una concorrenza molto serrata e destinata a eleggere un solo e unico sistema vincitore. Se la concorrenza serata c'è, il vincitore unico no, e le tre aziende hanno i loro buoni motivi per non farsi troppo male. Prendiamo Google: se non ci fosse iOS, da dove prenderebbe i maggiori ricavi del settore mobile?

Nei documenti presentati da Google nella sua battaglia legale contro Oracle, sono emersi i ricavi nel corso degli anni derivati da Android e iOS in termini di servizi online, ossia motore di ricerca, mappe, YouTube, pubblicità e altro ancora. Ebbene sì: Android fino ad ora ha fruttato all'azienda di Mountain View, da questo punto di vista, 550 milioni di $, il 20% dei ricavi totali. Tutto il resto, l'80% dei ricavi, corrispondente a quasi 2 miliardi di $, è generato da iOS, dalla navigazione con conseguenti banner pubblicitari del circuito AdSense e dai vari accordi con Apple per l'utilizzo di Google come motore di ricerca predefinito, per l'app YouTube preinstallata nel sistema operativo di Cupertino e per le mappe. Insomma, iOS si conferma una vera e propria gallina dalle uova d'oro, nonostante comunque Google sia fiduciosa del fatto che presto Android avrà maggior voce in capitolo anche da questo punto di vista.

Non è solo Google, però, a fare gruzzoletti interessanti su altri sistemi operativi. Già da diverso tempo, a sua volta, Microsoft incassa da Android discrete somme grazie agli accordi per l'utilizzo dei suoi brevetti da parte dei produttori di terminali con il sistema operativo Google. Queste cifre si attestano di solito sui 5 $ per dispositivo venduto, anche se si tratta di numeri ufficiosi e non ufficiali, dato che quelli reali vengono ovviamente tenuti nascosti al pubblico come da accordi tra le società. A parte Motorola, tutti i maggiori OEM e anche qualche "pesce piccolo" hanno stretto accordi di cross-licensing con l'azienda di Redmond. Il risultato è che già da diverso tempo Microsoft incassa più sulle vendite dei dispositivi Android che non su quelli Windows Phone. A ciò si aggiungono poi anche le app che l'azienda ha rilasciato per gli altri sistemi operativi, soprattutto iOS dove cercando "Microsoft" nell'App Store vengono fuori un numero niente male di applicazioni, contando pure Skype anche se ufficialmente risulta ancora come se fosse a sé stante rispetto alla nuova azienda madre. La maggior parte sono gratuite, ma essendo legate ai principali servizi dell'azienda di Redmond si generano ricavi da altri mezzi, come la pubblicità o i servizi premium da acquistare come espansione a quelli di base gratuiti. E, se come si è spesso vociferato, Office per iOS potrebbe davvero arrivare, allora si ritroverebbero anche ad avere ricavi dall'App Store.

Insomma, dal tutto emergono due cose: la prima è che ognuna delle aziende per l'altra è una "cash cow", una ottima fonte di soldi; la seconda è che, proprio per questo motivo, la "guerra termonucleare" tanto paventata da Steve è sostanzialmente impraticabile, perché non converrebbe a nessuno. A Google perché senza app su iOS e senza i ricavi dai servizi online vedrebbe ridursi drasticamente molti dei ricchi introiti incassati fino ad oggi; a Microsoft perché, oltre ai motivi appena detti per Google, appoggiandosi al solo Windows Phone avrebbe praticamente una presenza nulla nel mercato mobile. Nemmeno ad Apple converrebbe una situazione di monopolio assoluto, dato che dovrebbe di fatto snaturarsi andando pure a coprire le fasce medie e basse oggi occupate da Android e si ritroverebbe l'attenzione da parte dell'antitrust come succede a Microsoft per Windows versione PC. Ma queste sono probabilmente alcune delle motivazioni per cui, riprendendo un po' a termine di paragone la situazione che vi fu durante la Guerra Fredda, l'equilibrio del terrore tra i tre giganti è la soluzione migliore per non incappare nella distruzione mutua assicurata che di fatto non farebbe un vincitore, ma solo tanti vinti.