Forse per molti era una novità "scontata", per altri era la naturale evoluzione di un dispositivo che attualmente può innovarsi di poco a livello hardware, ma il Retina Display rimane la vera rivoluzione (pardon, risoluzione per citare lo slogan nella home di Apple.com) di questa generazione.
Anche se ormai siamo abituati al Retina di iPhone 4 e 4S, quello dell'iPad non può non stupirci sotto il profilo costruttivo: ogni pixel che compone lo schermo è composto da tre sottopixel (rosso, verde e blu) che ricevono il comando di illuminarsi o di spegnersi dalla GPU (il processore grafico) per ricreare su schermo una certa immagine, un carattere o in senso più ampio, una determinata interfaccia grafica.
Per poter ottenere una risoluzione di 264 ppi, gli ingegneri di Apple hanno dovuto quadruplicare il numero di sottopixel presenti sulla superficie del display, tanto da raggiungere l'incredibile numero di 3.145.728 pixel, ovvero una risoluzione di 2048 per 1536 pixel, ben superiore a quella dei pannelli FullHD, concentrandoli in un display da 9,7". In questo modo, ad una distanza maggiore rispetto a quella cui si usa l'iPhone, vista la maggior ampiezza del pannello del tablet, l'occhio umano non riesce a distinguere i punti che compongono la schermata, avendo così l'impressione di guardare un foglio di carta stampata.
Il Retina del nuovo iPad rappresenta un vero e proprio miracolo ingegneristico: considerato che quadruplicare il numero dei sottopixel sullo stesso piano avrebbe portato gli stessi a interferire con i segnali che regolano la loro accensione e intensità provenienti dalla GPU, i laboratori di Cupertino hanno ben pensato di disporli su un piano rialzato rispetto ai circuiti, pur mantenendo lo stesso spessore del pannello (per chi obietta che il nuovo iPad sia più spesso di qualche millimetro del precedente, ricordo che è il pacco batteria ad essere più ingombrante).
Per capire come sia aumentata la densità dei pixel, vi mostro queste immagini riprese al microscopio:

Ogni immagine rappresenta la stessa ampiezza di superficie (poco meno di un millimetro quadro) ripresa dallo stesso microscopio: come potete vedere la densità dei sottopixel di iPad 3 è ben superiore rispetto a quella di iPad 2, ma non arriva, come dicevamo poc'anzi, a quella del Retina dell'iPhone 4S.
Inoltre, dalle considerazioni dello studio di DisplayMate, si evince che attualmente l'iPad ha il miglior schermo in circolazione, non solo nel mondo dei dispositivi portatili, ma in tutto il mondo dei display professionali: pochi sono i monitor che riescono a raggiungere una gamma di colore pari al 100% all'area "standard" del colore, rendendo ogni sfumatura cromatica perfetta e brillante come se fosse resa dal vivo, bilanciando perfettamente i tre colori, nonostante la retroilluminazione di led bianchi. Basti pensare che il Retina Display dell'iPhone 4S raggiunge solo il 65% dell'area standard, come mostrato in figura.

Proprio per questa sua peculiarità, il nuovo iPad potrebbe essere preso in considerazione da tutti quei professionisti che hanno bisogno di mostrare i propri cataloghi con la miglior resa dell'immagine e di colore possibile.
Il miracolo tecnologico non è possibile, però, solo grazie alla nuova ingegnerizzazione del display, ma anche grazie al nuovo processore A5X che, come tutti ben sappiamo, ha una GPU quad-core: per gestire un così elevato numero di pixel, è necessaria, infatti, una soluzione grafica molto potente più che una CPU più veloce. Per questo Apple ha ben pensato di potenziare il comparto grafico, tanto da renderlo nettamente più potente del Tegra3 di Nvidia, con il quale sarà equipaggiato uno dei tablet più interessanti del prossimo quadrimestre, l'Asus Transformer Pad, come dimostra la comparazione eseguita con GLBenchmark 2.1 da LaptopMag.


Vi lascio con un'ultima immagine che vi farà ben capire la differenza di resa del colore fra iPad 2, iPad 3 e iPhone 4S, nonostante quasi sicuramente stiate leggendo queste mie righe da un display diverso da quello Retina di iPad.

Dunque, non ci resta che sperare che Apple introduca il Retina sviluppato con questa nuova tecnologia anche nei suoi prossimi MacBook.