Se il titolo vi ricorda quello di un recente post di The Verge, non sbagliate, dato che è proprio dal loro articolo che si prende spunto. L'analisi è alquanto interessante, in quanto compara due eventi in corso di svolgimento: le difficoltà di Nintendo a tenere la sua storica posizione nel gaming portatile e la rapida crescita di Apple nello stesso settore grazie agli iDevice. Eventi direttamente proporzionali tra loro, perché a quanto pare è proprio dalle difficoltà dell'azienda giapponese (sommate a quelle della PS Vita di Sony, la quale al momento non sta stupendo in positivo per i dati di vendita, anzi) che a Cupertino stanno traendo una forte spinta. Che Nintendo, pur fortunatamente non navigando in cattive acque, abbia subito una consistente perdita nel 2011 non era una novità, e le recenti pubblicazioni l'hanno ribadito, ma a far più scalpore sono altri dati, quelli relativi alle vendite annuali:

La crescita della quota di mercato di Nintendo nel corso degli ultimi anni nel gaming portatile si è fermata a cavallo tra il 2009 e il 2010, consegnando da lì in poi lo scettro all'iPhone in termini di vendite totali. Impressionante soprattutto il ritmo di crescita, del Melafonino: tra il 2011 e il 2012 sono state vendute oltre 100 milioni di unità, cifra alla quale l'azienda guidata da Satoru Iwata si avvicina solo sommando le vendite degli ultimi 4 anni. E se per l'hardware c'è così tanto divario, per i giochi stessi è sicuramente ancor più ampio, del resto è proprio la vendita dei dispositivi a trainare poi la fruizione dei contenuti per essi pensati. Meno dispositivi si vendono, meno giochi si vendono e meno gli sviluppatori hanno interesse verso la piattaforma, ciò che sta succedendo al 3DS, mentre dall'altra parte l'interesse per iPhone e soci continua a crescere che recentemente persino Microsoft ha iniziato a portare parte del circuito Xbox LIVE su iOS, anche quasi a scapito dello stesso Windows Phone.

Una volta pensare all'iPhone e all'iPod touch come vere e proprie console portatili sembrava eresia, erano considerati dispositivi buoni per giochi come Angry Birds e poco più. Le potenzialità di iOS, cresciute di pari passo con l'hardware degli iDevice, hanno però demolito definitivamente questa linea di pensiero. Ma l'iPhone, l'iPad e l'iPod touch hanno anche un altro asso nella manica: sono ben più di semplici strumenti di gioco. Per Apple il gaming è solo una delle numerosissime potenzialità dei dispositivi iOS, e ciò consente agli utenti di riutilizzarli in più occasioni e con maggior profitto rispetto a quanto si può fare con console pure, che spesso si adattano solamente e non sempre in modo efficace a scopi per esse accessori come il web browsing, l'ascolto di musica e/o la cattura di foto e video. Perciò, è corretto dire che le perdite di Nintendo sono sostanzialmente i guadagni di Apple, anzi, una parte di essi? Riflettendoci, sì, perché la comodità di un dispositivo allo stesso tempo potente e polivalente è innegabile, cose di cui Nintendo, in parte anche per scelta, non può disporre né proporre, attualmente, al contrario di Apple che è sul pezzo già da alcuni anni.

Appurato però che i giochi sono solo una delle tante possibilità di iOS, Apple potrà mai fare del gaming il pezzo forte dei suoi prodotti? Un dispositivo che ben si sposerebbe già oggi stesso con una strategia game-centric è l'iPod touch. Ha le caratteristiche potenzialmente ideali: un pubblico giovane, un prezzo contenuto, un hardware (seppur adesso non all'ultimo grido) ancora di tutto rispetto e un ritmo di aggiornamento decisamente più vicino a quello delle console che non a quello degli smartphone. Un iPod touch aggiornato a livello hardware ogni due anni, come sembrerebbe profilarsi, sarebbe la miglior soluzione per renderlo un vero e proprio strumento di gioco pur mantenendo tutti i benefici già citati prima di un dispositivo polivalente. Non ci resta che vedere cosa hanno in serbo Cook e soci per l'entry-level iOS, sperando verso ottobre in sorprese molto positive.

Concludiamo l'analisi con una domanda: il futuro è davvero nel gaming tramite smartphone e più in generale dispositivi polivalenti come i tablet l'iPod touch? Come si suol dire, è bene non vendere la pelle dell'orso prima di averlo ucciso. Ma la strada sembra ormai ben tracciata. E Nintendo, al momento, sembra data da molti come candidata a diventare nei prossimi anni una sorta di Kodak dei videogiochi, un dolce e nostalgico ricordo del passato. Personalmente ne dubito e spero non accada mai, perché ha tutte le possibilità per evitarlo e riscattarsi. La soluzione più plausibile è quella di una progressiva trasformazione da produttore di console a più semplice software house, dedicandosi allo sviluppo di giochi per iOS e Android e, perché no, collaborando attivamente con Apple e gli OEM del sistema operativo Google per implementare funzionalità più specifiche da sfruttare con i titoli Nintendo. Insomma, se non puoi batterli è meglio unirti a loro. Tanto che alcuni pensano addirittura alla possibilità di un matrimonio tra Apple e Nintendo: forse è meglio non volare troppo con la fantasia. Meglio piuttosto pensare a una collaborazione fruttuosa che imbarcarsi su una fusione costosa e potenzialmente svantaggiosa da ambo i lati.