iCloud, croce e delizia di Apple. Delizia perché è riuscito laddove MobileMe e ancor più addietro i precedenti servizi (.Mac, iTools) non sono riusciti, ossia a raccogliere un interessante numero di utenti. Croce perché, com'è successo a MobileMe, anche se stavolta con la fortunata attenuante della gratuità, il servizio è indietro rispetto a soluzioni analoghe dei concorrenti. Guardiamo cosa offrono soluzioni come quelle di Google e Microsoft: il confronto è davvero difficile. Alla mail e all'archiviazione online di immagini aggiungono molto altro, come uno spazio gratuito per caricare qualsiasi tipo di file e delle suite da ufficio che, seppur limitate nelle funzionalità, non sono certo da buttar via per l'uso casalingo. Insomma, a conti fatti chi fa fare a molti la scelta di usare iCloud non fosse per la possibilità di usare l'Apple ID sull'App Store e su iTunes, quando dietro l'angolo c'è chi offre di meglio?

Non aiuta a consolare il fatto che Apple stia pensando a delle funzionalità che, pur gradite, non sono certo primarie. Qualche giorno fa fu la volta delle notifiche di test sul sito di iCloud. Ora, invece, sulla versione Beta di iCloud (ne esiste anche una variante Developer) sono state caricate le applicazioni Note e Promemoria, come riportato da Cult Of Mac.

Non si riesce ad entrare nella versione Beta, naturalmente come da tradizione Apple è destinata solo a tester selezionati, almeno in questa prima fase. Che Note e Promemoria fossero prima o poi destinate ad arrivare anche nella variante web di iCloud era già intuibile dalla possibilità di sincronizzazione offerte tramite le applicazioni equivalenti per iOS e OS X. Ma siamo davvero sicuri che ciò di cui ci fosse bisogno sono annotazioni e reminder? Per carità, rispetto alla necessità di farsi iCloud+Evernote o altro servizio di notetaking equivalente sicuramente per le situazioni più basilari sarà un'ottima cosa avere un posto centralizzato, ancor più utile se si ha Windows dove le applicazioni desktop per queste funzionalità non sono fornite da Apple. Tuttavia, nella nostra personale wishlist viene altro.

Tra le cose che ci appaiono limitate c'è Streaming Foto: perché su servizi come Picasa è possibile caricare tutte le foto che si vogliono, mentre su iCloud c'è un limite di 1000 immagini con scadenza a 30 giorni? Chiaro che l'invito è sempre quello di tenere un salvataggio offline, ma è un limite che tutto sommato appare poco comprensibile alla luce delle possibilità offerte dalla concorrenza. La scadenza dei 30 giorni dovrebbe essere opzionale e modificabile. Nel nostro iCloud ipotetico, inoltre, le funzionalità relative alla gestione delle immagini sono equivalenti a quelle offerte dall'applicazione integrata in iOS. Magari con la possibilità di avere, a pagamento, una versione online di iPhoto, con pari funzionalità o quasi all'app per iPhone e iPad. Non pretendiamo di vederla gratuita, pur trattandosi di una riflessione è bene essere realisti. Più in generale, Apple dovrebbe anche considerare di offrire una variante web di iLife, comprensiva di iMovie e GarageBand, che così sarebbero utilizzabili da qualsiasi browser e non solo da Mac. Considerato che si tratterebbe di equivalenti delle app disponibili per iOS, gli utenti delle versioni per OS X non avrebbero di che preoccuparsi, avendo a disposizione strumenti più completi.

Ancor di più di iLife, però, perché non iWork? Proprio prima parlavamo di come servizi analoghi a quello Apple offrano suite da ufficio integrate. Attualmente l'unica cosa offerta da iCloud è un visualizzatore di documenti, senza possibilità di modifiche. Come prima, la soluzione potrebbe essere quella di traslare su web quanto offerto dalle applicazioni di iWork per iOS. Naturalmente, il discorso fatto prima per iPhoto e iLife vale anche qui: non ci aspettiamo di vedere una soluzione del genere gratis, non sarebbe da Apple, già è stato quasi inaspettato vedere iCloud stesso reso free. Un prezzo ragionevole potrebbe essere di 4,99 € all'anno comprensivo sia delle web app di iLife che di iWork: di più sarebbe impossibile e anche ingiusto da chiedere, data la gratuità di strumenti analoghi. Qui sotto, un piccolo (e rozzo) mockup per far capire meglio cosa abbiamo ipotizzato, e siamo sicuri che se l'HTML5 permette di fare un editor di posta come quello integrato proprio in iCloud (e ispirato a Mail di iOS) non dovrebbe costituire tanto ostacolo per altre tipologie di applicazioni:

Quelle descritte sono le principali idee che, a detta nostra, renderebbero iCloud un servizio davvero competitivo, ma la fantasia è ovviamente infinita e potrebbe spaziare su cose più o meno probabili. La realtà, comunque, è che Apple deve cogliere un messaggio molto importante: il mondo si evolve in fretta. E gli stessi insegnamenti che l'azienda ha ricevuto per iOS e OS X deve applicarli anche ai servizi online. Per dirla all'americana: "update or bust". A Mountain View e a Redmond non intendono aspettare Cupertino.