Da qualche mese a questa parte le notizie sui due film dedicati a Steve Jobs, scomparso quasi un anno fa, si rincorrono una dopo l'altra. Da un lato, avremo una pellicola che sarà sceneggiata da Aaron Sorkin, già autore di The Social Network, prodotta da Sony Pictures, che ha acquistato i diritti cinematografici della biografia scritta da Walter Isaacson e che si avvarrà della consulenza di Steve Wozniak, dall'altro, invece, un film indipendente, dal semplice titolo Jobs, con protagonista Ashton Kutcher, scelto per la forte somiglianza con il giovane Steve.
Sono due film molto diversi tra loro, tanto da meritare una analisi differenziata.

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La volontà di Sony è quella di creare un biopic drammatico, ben strutturato e dalla storyline non lineare, secondo le dichiarazioni odierne di Sorkin, che ha aggiunto di essersi messo all'opera per cercare ulteriori elementi drammatici e controversi sulla vita del fondatore di Apple. È un'idea che ha già raccolto i consensi del pubblico e della critica per The Social Network, nonostante la vita e le esperienze di Zuckenberg siano molto meno struggenti di quelle di Jobs.
La biografia di Isaacson, dunque, sarà usata solo come canovaccio su cui basare la sceneggiatura, senza rispettare l'ordine cronologico degli eventi.
Wozniak, invece, è stato assunto come consulente tecnologico per evitare di cadere in errore durante la stesura della sceneggiatura e delle riprese del film, ma anche per ascoltare dalla viva voce del migliore amico di Jobs aneddoti ed esperienze che non sono stati riportati da Isaacson.
Sulla carta, dunque, sembra essere un lavoro da Oscar, impegnativo e svolto senza badare a spese. Sony, dunque, sembra non avere problemi di budget per la produzione del film sostenendo un investimento che, molto probabilmente, sarà ben ripagato in sala.

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Il secondo film, intitolato semplicemente jOBS, invece, oltre a dover fare i conti con un budget molto più limitato rispetto a quello di Sony, sarà incentrato sulla figura di Steve Jobs quando non era ancora... Steve Jobs.
La pellicola racconterà la gioventù del guru dell'informatica, fino ai primi anni di vita di Apple, come più o meno ci è già stata raccontata nel film I Pirati della Silicon Valley: i primi anni della vita di Jobs sono stati difficili e tormentati, alla ricerca del benessere interiore più che di quello materiale, tanto da abbracciare diverse filosofie orientali e far uso di acidi e altre sostanze stupefacenti. Verrà raccontato lo Steve figlio dei fiori, il buddista, il vegetariano. La sceneggiatura scritta da Matt Whiteley (già autore del documentario "Steve Jobs: Million Dollar Hippy") sarà di fatto un inno al sogno californiano osannato dai Mamas 'n Papas, a come i due Steve, i due figli dei fiori, hanno cambiato radicalmente il mondo dell'informatica predominato, allora, dalla cultura hippie.
Piccola chicca: la produzione del film (che sarà diretto da Joshua Michael Stern, alla sua seconda esperienza cinematografica) ha ottenuto l'autorizzazione per effettuare le riprese nel garage dove è stata fondata l'allora Apple Computer, Inc. Una piccola soddisfazione per chi non ha nel proprio arsenale le stesse cartucce da sparare di un colosso come Sony.