Su SaggiaMente la maggioranza di lettori usa Mac, avendo abbandonato altre piattaforme. Tuttavia, è innegabile anche che ci sia una consistente fetta di utenti Windows tra i lettori, per diversi motivi. C'è chi con Windows ci ha a che fare per lavoro o per gioco, c'è chi invece è curioso di testare tutte le ultime novità (il caso di chi sta scrivendo)... E c'è pure chi semplicemente preferisce Windows ad altro: molti non vorranno crederci, ma è possibilissimo, il sistema Microsoft ha la sua buona cerchia di estimatori, che come attaccamento ha ben poco da invidiare ai più appassionati utenti Apple o Google. Indubbiamente la sfida OS X vs Windows, benché dal punto di vista commerciale conclusasi già da tempo, sul piano tecnologico continua a essere molto sentita sia dalle aziende sia dai clienti finali. Entrambe le aziende stanno preparando le loro nuove versioni, e Paul Thurrott di Winsupersite ha voluto mettere a confronto i passi fatti dai due sistemi operativi. Prima di proseguire, la precisazione è d'obbligo: Thurrott, come si può anche vedere dal suo sito, ha una predilezione per Microsoft. Tuttavia non va preso come un fanatico, anzi, non di rado ha fatto i complimenti a Apple per alcuni suoi prodotti, e anche per OS X nutre una discreta stima. Detto ciò, continuiamo analizzando i punti principali della sua disamina.

Sin dall'inizio fa subito notare un concetto di fondo che in molti di coloro che si sono tenuti informati sui movimenti di ambo le parti avranno già ben capito da diverso tempo: se gli obiettivi iniziali, ossia portare features dagli smartphone al desktop, sono uguali per entrambi, diversissima è l'implementazione. Quella di Windows 8 è decisamente più ardita e di rottura rispetto al passato, con l'introduzione di una vera e propria nuova interfaccia che affianca e in certi ambiti sostituisce anche la precedente. Il modo in cui Mountain Lion prende "prestito" da iOS è invece molto più morbido e graficamente coerente: le features vengono implementate facendo in modo che possano mantenere determinati aspetti già visti su iOS integrandosi però con un sistema desktop. Benché non sempre si raggiunga un risultato perfetto, in molti casi il livello di integrazione e coerenza grafica è sufficientemente apprezzabile, rendendo le "nuove" funzionalità utili anche sul Mac.

Per descrivere meglio questa differenza di approcci Thurrott pone due esempi: il primo è quello delle app a tutto schermo. Da Lion in poi abbiamo la possibilità di passare in modalità fullscreen per i software che ne consentono l'uso. Tuttavia non è obbligatorio, viene lasciata la libertà di scelta all'utente, che può continuare ad avere le consuete finestre. Nell'ambiente Metro di 8, invece, questa non è una scelta possibile: le app sono utilizzabili solo a tutto schermo oppure, unica concessione, in modalità Snap che consente di affiancarne due da utilizzare contemporaneamente. Il secondo esempio è relativo al lancio delle applicazioni. Su Lion e Mountain Lion è presente il Launchpad, con una visuale alla iOS dei software installati. Come nel caso del fullscreen, però, possiamo benissimo decidere di non averci a che fare e continuare con la classica cartella Applicazioni dal Finder o come pila nel Dock. Con Windows 8 non vi è distinzione tra il nuovo mondo, rappresentato dalla schermata Start, e quello vecchio, del menu Start: semplicemente perché il vecchio mondo, in questo caso, è stato rimosso. Non vi è alcuna possibilità di riottenere il menu presente in 7, ed è quindi necessario "saltellare" tra Metro e l'ambiente Classic se si fa largo uso delle applicazioni a finestra. Ne consegue, dunque, che agli occhi degli utenti può configurarsi uno scenario decisamente diverso tra i due sistemi operativi: Mountain Lion appare meno di rottura e incrementale rispetto alle precedenti versioni, mentre la differenza tra 8 e i vecchi Windows è ben più tangibile. E se nel primo caso accettare i cambiamenti è più facile e veloce, nel secondo è naturale aspettarsi un periodo di necessaria assimilazione delle nuove abitudini, che in vari casi può portare a resistenze ostinate al punto da preferire il downgrade alla precedente versione.

Al di là di queste considerazioni, Thurrott fa notare altri aspetti, più comuni, ai due sistemi operativi, in cui uno si presenta meglio rispetto all'altro e viceversa. Un punto a favore di Mountain Lion è relativo alle notifiche, che possono essere riviste in qualsiasi momento tramite l'apposito Centro richiamabile dal pulsante alla destra di quello di Spotlight. Windows 8, benché dispone di un suo sistema di notifiche, non ha uno strumento centralizzato per gestirle e rivederle. Leggermente in vantaggio è considerato il sistema Microsoft per quanto riguarda la messaggistica, invece. Benché l'app Messaggi di OS X includa il supporto a numerosi protocolli come AOL, GTalk, Jabber e Yahoo!, oltre allo stesso iMessages, la controparte su 8 supporta ufficialmente la chat di Facebook, senza la necessità di passaggi ulteriori come accade invece per il client Apple (un problema comunque non insormontabile, appunto considerando che è necessaria solo una breve configurazione manuale). Sostanziale parità per quanto riguarda il supporto al cloud, la condivisione di contenuti e gli store di applicazioni, dove entrambi i sistemi operativi offrono buone funzionalità grazie ai servizi forniti dalle case madri.

L'analisi va a concludersi poi sull'aspetto più multimediale dei due contendenti, dove Microsoft realizza indubbiamente dei punti a suo favore, grazie al circuito Xbox LIVE che non ha bisogno di presentazioni ed è destinato a portare anche su PC il buon successo che ha su console. Dall'altra parte, il Game Center è una soluzione più "elitaria", dato che riguarda solo il Mac e i dispositivi iOS, i quali non possono insieme disporre del bacino potenziale di utenti raggiunto dal servizio di Redmond. Anche lo streaming di filmati viene svolto in maniera diversa, con AirPlay Mirroring che necessita per forza di una Apple TV "intermediaria" tra Mac e televisore, mentre dall'altra parte vi è un maggiore supporto verso diverse soluzioni, come lo standard DLNA o l'implementazione WiDi di Intel. Su questi specifici punti si conferma un aspetto già visto in passato: svariate features di OS X sono più improntate a una configurazione Apple-only in termini di dispositivi posseduti, mentre gli utenti del sistema Microsoft hanno necessità maggiori e di conseguenza un ecosistema molto più variegato.

Thurrott, pur non negando alla fine per chi "batte il suo cuore", lealmente non stabilisce un vincitore. Parliamo di sistemi ancora in fase di sviluppo, impossibile dare giudizi finali. Qualche considerazione per concludere a modo nostro questa analisi, però, possiamo farla, concentrandoci non tanto sui sistemi operativi quanto sullo scenario che si sta profilando. Non si può negare che non è certo a Cupertino dove stanno correndo i maggiori rischi e piazzando le scommesse più consistenti. Mountain Lion non fa rivoluzione, ma è l'evoluzione di una base consolidata e matura, tenuta in costante aggiornamento. Windows 8, invece, nel settore PC vuole essere una vera e propria rivoluzione, con risultati finali tutti da vedere, anche in virtù delle possibili resistenze citate più sopra. Va poi considerato che la sfida di Microsoft è in realtà duale, in quanto intende andare faccia a faccia anche con iOS, e dato che Apple non intenderà dormire sugli allori sarà interessante vedere in che modo si svilupperà il confronto pure su quel versante. Alla fine di tutto, quando il puzzle sarà completo di tutti i suoi pezzi, non saremo né noi né Thurrott né altri a stabilire in maniera definitiva il favorito: saranno gli utenti e il mercato a decidere chi avrà fatto il lavoro migliore, com'è giusto che sia.