La macchina dei rumors non si è arrestata nemmeno il sabato, sfornandone uno nuovo e di quelli piuttosto consistenti. Apple, infatti, sarebbe in procinto di fare shopping in Germania. L'ambito? Uno di quelli di cui si parla tanto: televisori. Sebbene l'Europa apparentemente non abbia più nulla da offrire in ambito (anche Philips ha parzialmente gettato la spugna, cedendo la progettazione e produzione TV a un azienda di Hong Kong, limitandosì così agli aspetti più commerciali della vicenda), in realtà piccole nicchie di lusso continuano a esistere, come la danese Bang & Olufsen e la possibile preda di Apple, la tedesca Loewe. A riportare questa indiscrezione è stata AppleInsider, tramite una delle sue "fonti confidenziali".

Immagine da Wikipedia.

Prima di capire come Loewe potrebbe fare al caso di Apple, tracciamo una breve cronistoria. Nata nel 1923 dai fratelli Loewe, di cui porta il nome, l'azienda si è inizialmente specializzata nella produzione di radio, contribuendo nel 1926 alla creazione del tubo elettronico multiplo, da molti considerato antesignano degli attuali circuiti integrati. Il primo prototipo di televisore, con l'allora recente e innovativo tubo catodico, sempre sviluppato in Germania, risale al 1931. Dopo la tragica parentesi del Nazismo e della Seconda Guerra Mondiale, la Loewe riprende totalmente l'attività nel 1949, continuando a specializzarsi nell'audio e iniziando contemporaneamente la produzione in serie di televisori. Da lì in poi per Loewe, iniziano una serie di successi tecnologici, come l'Optaport, primo TV portatile, e nel 1981 il primo televisore stereo fatto interamente in Europa (in quel periodo l'azienda godette anche di un partner tecnologico di rilievo, grazie al possesso da parte di Philips, la quale però cederà il controllo nel 1985). Anche le Smart TV, in un certo qual modo, vengono anticipate da Loewe: il Xelos@Media fu nel 1998 il primo televisore con connessione a Internet, ovviamente privo delle velocità e dei servizi avanzati che abbiamo oggi. Da lì ad oggi si segnalano poi l'arrivo dei primi televisori PVR dotati di hard disk e di decoder digitale terrestre in alta definizione, il tutto con grande attenzione al design. I principali azionisti di Loewe, quotata anche nella Borsa Tedesca, sono Sharp e LaCie, due aziende che come fama sicuramente diranno al lettore ben più di Loewe stessa. Del resto, i prodotti dell'azienda tedesca sono destinati al segmento premium, dunque non proprio di massa. E questa è una delle cose che potrebbe ingolosire Apple.

A Cupertino, nonostante il grande successo, la connotazione dei prodotti rimane più vicina alla fascia premium che a quella mainstream, con prezzi superiori alla media della concorrenza e maggiore attenzione alla qualità. Questo è, alla fine, il motivo per cui Apple, anche se avrebbe sicuramente successo, difficilmente cercherà di portare la soglia di ingresso dell'iPhone sotto i 399 €, perché significa entrare nella fascia più mainstream e dover sottostare dunque, oltre agli onori, anche ai principali oneri che ciò comporta, come la necessità di risparmiare sui materiali e contenere i costi di ricerca e sviluppo. Probabilmente, rispetto ad Apple Loewe è ancor più rigida su questa corrente di pensiero: provate a cercare i prezzi dei suoi televisori in Rete e noterete come quasi tutto supera i 1.000 € (e se vedete prezzi sui 500-600 €, occhio: molti sono semplicemente degli stand su cui mettere i televisori...). Tutti realizzati con grande cura e con il buon apporto tecnologico di cui necessitano, frutto della grande esperienza di Loewe nel settore. Anche questo può far bene ad Apple: benché l'azienda abbia tutte le capacità per avventurarsi da sola nel mercato TV da sola, come ha già fatto del resto per iPod, iPhone e iPad dove gran parte dello sviluppo è avvenuto tra le "mura domestiche", è innegabile che avere un'azienda esperta al proprio fianco, che sa come muoversi nel settore e soprattutto possiede linee di produzione già avviate in modo da poter procedere più velocemente nella commercializzazione di un televisore a marchio Apple, possa essere molto gradevole.

Poco fa abbiamo citato il design: anche questo è uno dei punti a favore di una possibile unione di intenti. Come in Apple, anche in Loewe c'è una maniacale attenzione al design, e benché personalmente non apprezzo tutte le scelte stilistiche dell'azienda tedesca, molti dei suoi prodotti sono davvero interessanti, da questo punto di vista. Viene da chiedersi se magari dietro la rumoreggiata acquisizione non possa anche esserci il benestare di Ive, che a Cupertino ha un parere molto influente per quanto riguarda la progettazione e il design. Altro punto particolarmente interessante è la presenza di molti prodotti che potrebbero diventare accessori ufficiali, come l'AirSpeaker, un altoparlante compatibile con la tecnologia AirPlay, o l'app per iPad Assist Media, che trasforma il tablet in un telecomando multimediale, ovviamente per i televisori della casa tedesca, davvero molto completo.

Detti i principali pro di questo potenziale matrimonio, vediamo anche qualche contro. Il primo è nella rete di acquisto: benché Loewe ne abbia una piuttosto consolidata nel corso del tempo, per la sua natura di marchio premium non si vede spesso nelle principali catene di elettronica. Dunque, Apple dovrebbe impegnarsi per far conoscere maggiormente il brand, ammesso che lo voglia mantenere. E qui si arriva anche a un altro possibile contro, perché acquistare l'intera azienda? Apple spesso ha fatto acquisizioni di tipo più strategico, acquistando perlopiù tecnologie che vere e proprie linee di prodotto. Da chiedersi dunque il possibile prosieguo di Loewe post-acquisizione. Una prima ipotesi potrebbe prevedere la scomparsa del marchio e degli attuali prodotti, continuando comunque a garantire l'assistenza e concentrandosi al contempo su una sola linea a marchio Apple. Un'altra potrebbe invece prevedere un futuro simile all'unione Volkswagen-Porsche, con la condivisione delle tecnologie e di molta ricerca e sviluppo e al contempo la presenza di due linee separate di prodotti in base alla fascia di riferimento. La Volkswagen del caso sarebbe Apple, con prodotti al confine tra la fascia mainstream e premium, curate qualitativamente, con prezzi superiori alla media, ma comunque capaci di attrarre un consumo di massa. Loewe, qui, invece, farebbe la parte di Porsche, che continuerebbe così ad occuparsi di un segmento ancor più superiore richiedente un maggior "blasone".

In ogni caso, se matrimonio sarà, non bisognerà aspettare molto. Il prezzo di cui si parla è alquanto contenuto, per una azienda dalle capacità finanziarie di Apple: "appena" 87,3 milioni di €, con un buon premio rispetto al valore complessivo dell'azienda alla chiusura delle contrattazioni borsistiche di venerdì scorso, il quale si attesta sui 58,8 milioni. L'advisor finanziario di Loewe, a detta di AppleInsider, sta spingendo molto affinché l'azienda accetti l'offerta, e considerato come Sharp e LaCie non siano certo lì per pura passione ma per trarre profitto l'affare potrebbe interessarle molto, soprattutto alla prima in considerazione di fruttuose partnership con Apple. La decisione finale dovrebbe arrivare entro il 18 maggio. Se son rose, fioriranno.