Spesso anche a noi ci viene istintivo pensare a cosa avrebbe fatto Jobs se avesse dovuto fare quella determinata mossa compiuta da Cook. Cerchiamo volutamente di non spingere troppo a riguardo, e di incentrarci più sul perché Cook o altri hanno compiuto quella scelta rispetto al ragionare su come Steve si sarebbe comportato. Tuttavia, non si può negare che il suo addio al mondo terreno risulti ancora abbastanza "fresco" e che molti ancora tornino sull'argomento sperando di riuscire a immedesimarsi nei suoi panni. Probabilmente anche Jesus Diaz di Gizmodo è di questa idea, stilando una lista di 10 cose che avrebbero fatto infuriare Jobs.

I punti della sua disamina sono vari, e toccano diversi aspetti, come Siri, il probabile aspect ratio del prossimo iPhone, i negoziati (falliti) con Samsung, i dividendi e le interfacce grafiche. Se su alcune cose, come su quella dei negoziati e dei dividendi, con buone probabilità Jobs avrebbe agito diversamente, in base alla personalità emersa sia nel corso degli anni che tramite la biografia ufficiale, su altre come possiamo avere così tale certezza di immaginarci un Jobs sempre "bastian contrario"? Non riusciamo proprio a essere convinti della sua non-influenza su Siri. Come abbiamo scritto altre volte, ha potuto seguire tutto lo sviluppo dell'iPhone 4S, e anche se in convalescenza sicuramente avrà sempre voluto dire la sua su ciò che andava meno bene. Se Siri fosse stata tra queste, nel prodotto finale non ci sarebbe arrivata. Cook ha ottenuto il suo ruolo di CEO full-time in una fase troppo avanzata del ciclo di sviluppo del dispositivo, quando ormai le prime linee produttive erano già in azione pronte a soddisfare le richieste degli early-adopters di ottobre. Non è possibile attribuirgli le colpe per un prodotto su cui non ha avuto poi così tanta voce in capitolo come si pensa.

Anche quella delle interfacce è una storia che ci lascia perplessi. Non è la prima volta che Diaz ci torna su, ne abbiamo parlato quasi un anno fa. I cambiamenti di Lion sono emersi già nelle Developer Preview, e come per Siri anche in questo caso Jobs ha potuto seguire l'intero sviluppo. Perciò anche in questo caso è inutile, in fondo, dire che è una idea da attribuire alla Apple di Cook: la gestazione delle interfacce di iCal/Calendario e Rubrica Indirizzi/Contatti parte da ben più lontano, dall'iPad, in piena era Jobs. Qui abbiamo volutamente preso le parti più tecniche e interessanti da ribattere del discorso di Jesus Diaz; quelle più personali come le donazioni non le approfondiamo per nostra volontà. Jobs non era un amante della filantropia, come emerge anche nella biografia, ma di certo non a tal punto da essere così contrario a iniziative come il Product(RED) se Apple ha offerto loro supporto sin dal 2007. Il resto, su questo punto, sono mere speculazioni.

Il succo del discorso, alla fine di tutto, non è tanto nel dire se Diaz ha ragione o no. La questione sta nel fatto che non si migliorerà Apple continuando a rivangare il passato. È come se dopo due secoli ci si spremesse le meningi su come si sarebbe comportato Napoleone durante l'attuale crisi europea, non sarebbe di alcun aiuto. Sembra un discorso cinico da dire, ma bisogna guardare avanti, rispettando il grande passato e cercando al contempo di andare oltre, facendo osservazioni dal punto di vista dell'utente finale e non continuando a cercare forzatamente quello di chi purtroppo non può più esprimerlo. Apple non deve vivere del passato. Apple vuole e deve vivere nel presente e nel futuro. E se siamo certi di una cosa che avrebbe davvero fatto infuriare Jobs, è proprio quella di pensare come Diaz che in qualche modo Apple sia morta assieme a lui. Fortunatamente per noi, ma anche e soprattutto per Steve, non è così.