Due delle cose che più ho sentito mancare nel passaggio da Windows 7 a OS X Lion sono state Aero Snap e la gestione delle icone di stato secondarie in un'area separata da quelle principali. Di cosa sto parlando? Per chi usa 7, anche non quotidianamente, può capire di cosa parlo premendo sulla freccia all'insu nell'area a sinistra dell'orologio:

In quest'area a scomparsa si possono mettere tutte le icone di stato non considerate essenziali durante l'uso, da consultare solamente in caso di necessità. Si tratta di una evoluzione di quanto si era visto in XP e Vista, dove il sistema si occupava di nascondere automaticamente le icone meno utilizzate. Con 7, il controllo è stato reso più manuale.

Se per Aero Snap è bastato BetterTouchTool per risolvere la questione, nel caso dell'area per le icone di stato su OS X per diverso tempo non ho visto vere e proprie soluzioni. Fortunatamente nel corso di questi primi mesi col Mac sono riuscito a tenere sotto controllo il proliferare di icone in quell'area della barra dei menu, perciò la mancanza si è man mano affievolita. Ciò non significa però che non ho prestato attenzione ad eventuali novità a riguardo. Se sugli iMac con alta risoluzione non è un problema molto sentito, sui MacBook per chi tiene molte applicazioni in background avviate assieme al sistema può ritrovarsi con un considerevole numero di icone, tutte nella stessa area. Fortunatamente, l'attesa ha premiato. Da segnalazione di Cult Of Mac, questa sera si parla di Bartender, che potrebbe essere considerato un vero e proprio simile dell'area separata presente in 7. Rispetto a questa, inoltre, ha alcune funzionalità aggiuntive, che nel corso dell'articolo saranno illustrate.

Per prima cosa scarichiamo Bartender dal sito ufficiale. Attualmente il software è in Beta gratuita, la versione definitiva si dovrà pagare. Scompattato lo ZIP, ci basterà trascinare il file ottenuto nella cartella Applicazioni e avviarlo. Questo sarà il benvenuto di Bartender:

Per il buon funzionamento del software è necessaria l'aggiunta di un file al sistema, perciò bisogna premere su Continue e inserire la password utente. L'operazione è molto rapida, e si potrà passare alla scheda Menu Items per proseguire con la configurazione.

Qui si potrà decidere quali delle icone di stato, al di là di quelle di sistema, dovranno essere inserite nella barra a scomparsa di Bartender, in modo da tenere più ordinato e avere sempre a portata di mano solo le icone veramente necessarie. Si può scegliere se visualizzare le icone solo nella barra di Bartender, in entrambe le aree o da nessuna parte. Per tenere sott'occhio cambiamenti di stato, come variazioni nelle cartelle di Dropbox, ad esempio, è possibile selezionare l'opzione per far apparire per un massimo di 5 secondi nella barra dei menu l'icona dell'applicazione oggetto delle novità. L'ultima opzione, infine, è riservata alle applicazioni che presentano difficoltà con i menu contestuali quando sono inserite in Bartender. Una volta ultimate le operazioni desiderate, il risultato che si otterrà premendo sull'icona di stato di Bartender sarà il seguente:

L'area visualizzata potrà essere trascinata a piacere in qualsiasi punto della barra dei menu. L'accesso alle opzioni è invece garantito dall'ultima icona, quella a forma di ingranaggio. Per chiudere la barra di Bartender, basta premere nuovamente sulla sua icona di stato.

Le opzioni del software fornite nella tab General per personalizzare la propria esperienza sono varie, come la possibilità di stabilire o meno l'avvio al login, l'icona di stato da utilizzare, il controllo automatico o manuale degli aggiornamenti e altre opzioni più approfondite presenti nella scheda Advanced.

Un buon aiuto, semplice ed efficace, per chi gradisce una barra dei menu più ordinata e meno piena di icone, non rinunciando nel frattempo alle comodità che possono offrire come opzioni di scelta rapida. Come già detto in precedenza, Bartender non sarà un software gratuito, terminata la Beta: il prezzo finale sarà di 11,69 €, scontato a 5,85 per chi lo acquista durante questo periodo di test. Il consiglio che do, perciò, è di provarla per alcuni giorni, prima di capire se può rivelarsi davvero utile per le proprie esigenze e acquistarla, visto che considerata la natura e il funzionamento dell'applicazione non si tratta di un prezzo relativamente basso. La speranza è che, in futuro, una funzionalità del genere possa essere direttamente integrata in OS X.