Un keynote che non ha deluso le aspettative dei più fedeli utenti Android, quello inaugurale del Google I/O. Cifre roboanti per il sistema operativo di Mountain View: 400 milioni di dispositivi venduti, un milione al giorno, 20 miliardi di download e più di 600.000 applicazioni su Google Play. Ora, con Android 4.1, nome in codice Jelly Bean, l'azienda intende accrescere ulteriormente la sua striscia vincente.

Immagine da Android Developer.

La novità più succulenta riguarda sicuramente le prestazioni. Jelly Bean ha beneficiato di un progetto interno, Butter, il quale come scopo ha avuto quello di migliorare le performance di Android per ottenere una esperienza veloce e scorrevole. Un obiettivo riuscito sfruttando l'hardware dei più recenti smartphone, in particolare i comparti grafici. Tecnologie utilizzate già sulle GPU per computer come il V-Sync e il triple buffering hanno permesso a Google di dare ad Android una interfaccia molto più reattiva e con un framerate costante pari a 60 fps. Non appena viene ricevuto il tocco sul display, inoltre, il processore svolge subito l'operazione richiesta, riducendo così al minimo il ritardo tra la pressione e l'esecuzione.

Un'altra novità di peso è sicuramente Google Now. di fatto la risposta di Mountain View a Siri e anche a S-Voice dell'alleata alquanto "libertina" Samsung. Oltre alle funzionalità già viste con i più recenti assistenti virtuali, Google Now è in grado di auto-apprendere le abitudini dell'utente per servirlo al meglio, ad esempio imparando il percorso casa-lavoro in modo da fornire informazioni in tempo reale sul traffico e suggerire tratte alternative, oppure riconoscendo automaticamente la squadra del cuore e aggiornando costantemente con notizie e risultati sportivi. Il servizio sfrutta vari elementi tra cui la cronologia delle ricerche, il calendario e la geo-localizzazione per ottimizzarsi e stare al passo con l'utente.

Immagine da The Verge.

Qualsiasi aspetto relativo ai comandi vocali, però, è stato migliorato in Jelly Bean. La ricerca ora restituisce le risposte in modo più rapido e con una voce più naturale. La dettatura è ora possibile anche offline, sebbene almeno per la fase iniziale solo in inglese. Queste, assieme a nuove API per gli sviluppatori, daranno benefici anche in termini di accessibilità, rendendo gli smartphone Android ancor più semplici da utilizzare.

L'interfaccia grafica è rimasta quasi inalterata rispetto a quella di Ice Cream Sandwich, eccetto che pochi ma non per questo non importanti ritocchi. Le schermate home godono ora di una funzione di disposizione automatica, che con l'aggiunta di nuove icone o widget riorganizza e ottimizza lo spazio tra gli elementi già esistenti e quelli appena inseriti. Le notifiche sono state potenziate con una anteprima più ricca delle email ricevute su GMail e la possibilità di condividere rapidamente elementi su Google+. Altre novità minori si sono concentrate sulla galleria fotografica e sull'app Camera, nonché sull'introduzione della criptografia per le applicazioni e degli Smart Updates, equivalenti agli aggiornamenti Delta di OS X e che consentono di ottenere solo le parti aggiornate dell'app senza doverla riscaricare per intero. Questa specifica funzionalità sarà portata anche su Ice Cream Sandwich e Gingerbread.

La disponibilità di Android 4.1 Jelly Bean è fissata a partire da luglio, con Galaxy Nexus, Nexus S e Motorola Xoom tra i primi che riceveranno l'aggiornamento ufficiale. Per tutti gli altri dispositivi farà fede la posizione in merito del produttore, e sicuramente non mancheranno discussioni e polemiche in futuro a riguardo. Nel frattempo, sebbene non direttamente collegato a Jelly Bean, Chrome per Android ha lasciato la fase Beta ed è ora disponibile in versione stabile per tutti i dispositivi con l'attuale versione 4.0 del robottino verde.

Uno dei dispositivi che sarà al centro dell'era di Jelly Bean è sicuramente il nuovo Nexus 7. Sviluppato e prodotto da Asus, il tablet curato da Google offrirà interessanti specifiche a un prezzo molto allettante. Per 199 $ ci si porterà infatti un dispositivo con display 7" da 1280x800, processore quad-core nVidia Tegra 3, 1 GB di RAM, 8 GB di storage e supporto NFC. Non manca anche una videocamera frontale da 1.3 Megapixel. Google dichiara 9 ore di riproduzione video HD ininterrotta, 8 ore di uso attivo (navigazione+apps) e più di 300 ore in stand-by. Il Nexus 7 sarà inoltre il primo dispositivo Android in assoluto ad avere Chrome come browser predefinito. La versione da 16 GB costerà invece 249 $, e al momento non sono previste versioni 3G/4G, né tantomeno la sua disponibilità in Italia. Per USA e Regno Unito la commercializzazione partirà da metà luglio. Un prodotto che difficilmente impensierirà l'iPad, ma di certo metterà fuorigioco per un po' il Kindle Fire di Amazon, che adesso dovrà elaborare una buona risposta per questa offensiva.

Immagine da The Verge.

Lato software, con l'occasione Google ha ridisegnato le applicazioni di YouTube, Maps e soprattutto ha introdotto la versione per tablet di Google+. Il social network di Mountain View ha raggiunto quota 250 milioni di utenti, di cui 150 attivi, con un preponderante uso in mobilità. Oltre che i tablet Android, Google+ raggiungerà presto anche l'iPad. Tra le novità per il servizio vi è anche Events, che consente di creare e inviare inviti personalizzati ai propri contatti per qualsiasi evento si intenda organizzare. Che si tratti di temi o di riunioni di lavoro, sono offerti temi appositi per creare un invito ad effetto. In modalità party mode, inoltre, è possibile creare su Google+ una sorta di liveblog dell'evento, con testi e foto in tempo reale, consultabile anche dopo la conclusione dell'attività.

La terza novità principale dell'evento è stata poi Nexus Q. Si tratta di un riproduttore multimediale, dalla curiosa forma sferica, che fa dello streaming il suo punto di forza. Dotato delle stesse caratteristiche hardware del Galaxy Nexus (processore dual-core, 1 GB di RAM), il dispositivo è controllabile in modalità wireless da qualsiasi dispositivo Android. Tutto ciò che verrà trasmesso in streaming al Nexus Q sarà poi riprodotto sul televisore a cui è collegato tramite micro-HDMI. Non mancano Ethernet, Bluetooth e NFC. Presente infine un piccolo amplificatore da 25 W che consente così di collegare direttamente un set di casse al Nexus Q. Disponibile al momento solo negli USA, avrà un prezzo di 299 $.

Il pezzo di punta della serata, però, è sicuramente costituito dai Google Glasses. Da tempo rumoreggiati, gli occhiali tecnologici di Mountain View sono diventati da progetto-fantasia a prodotto esistente e funzionante. Dispongono di una fotocamera in grado di scattare in qualsiasi condizione e capace anche di fare brevissimi video. Tutto ciò che è presente sulla memoria interna può poi essere trasmesso in streaming senza fili su altri dispositivi. Una potente CPU e un buon quantitativo di RAM completano la dotazione dei Google Glasses. Al momento l'azienda non è entrata molto nel dettaglio riguardo funzionalità più avanzate che sfruttino la realtà aumentata, citando lo stadio di sviluppo ancora abbastanza iniziale del prodotto. Per chi fosse intenzionato a provarli, si parla di disponibilità della Explorer Edition dal 2013 a un prezzo di 1.500 $. Non certo alla portata di tutti, ma del resto Google stessa non lo posiziona come oggetto destinato al settore consumer e alle masse. Per quanto riguarda i dubbi su pesantezza e praticità, l'azienda dichiara valori migliori rispetto ad alcuni comuni occhiali da sole. Se sarà comune in futuro indossare un paio di Google Glasses, al momento è troppo presto per dirlo.

Immagine da The Verge.

Un evento ricco di novità, dunque. E anche di sorprese per gli sviluppatori iscritti, i quali hanno ricevuto in regalo Galaxy Nexus, Nexus 7 e Nexus Q, di fatto ricompensando i 900 $ spesi per l'ingresso all'evento. Il Google I/O si svolgerà al Moscone Center di San Francisco (vi dice qualcosa?) fino al 29 giugno, e potrebbero ancora emergere delle novità, anche se probabilmente minori. Vi terremo informati riguardo eventuali news interessanti.