Il concetto di "versioni" introdotto con Lion ha ottenuto largo consenso, aggiungendo alle possibilità di Time Machine anche un rapido recupero degli stati precedenti di un documento. Meno apprezzato è stato il meccanismo di autosalvataggio che, fin dai primi giorni, ha sollevato non poche obiezioni. Prima che Lion fosse distribuito abbiamo scritto fiumi di parole per interrogarci sul futuro del "salva con nome" ed anche se alla fine ci si era abituati alla differente logica, Apple ha ascoltato i propri utenti nel progettare l'imminente Mountain Lion, ritornando sui propri passi dove questi erano risultati sgraditi.

Abbiamo già avuto modo di verificare proprio il ritorno del salva con nome ma, oltre a questo, è apparsa anche una nuova opzione nelle preferenze di sistema generali che consente, di fatto, di disabilitare anche l'autosalvataggio.

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Se su Lion si apre un documento con Anteprima o TextEdit, tutte le modifiche apportate verranno automaticamente salvate uscendo dall'applicazione. Lo stesso avverrà di base su Mountain Lion ma, attivando l'opzione riquadrata in rosso, si ripristinerà un comportamento più naturale, ottenendo un popup di richiesta.

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Anche se non sarà il comportamento di default, Apple ha praticamente inserito in Mountain Lion le opzioni che consentono di riportare il sistema al funzionamento di Snow Leopard. Non un reale passo indietro visto che sarà l'utente (finalmente) a poter decidere ma è l'ennesima conferma che nella maggior parte dei casi a Cupertino ascoltano le critiche e si muovono di conseguenza. L'unica nota negativa, se vogliamo, è che il nuovo OS X sarà un aggiornamento da pagare... ma alzi la mano chi è stanco di sentir dire che Mountain Lion è un bugfix di Lion a pagamento. Alla fine si tratta di circa 15€ per un sistema operativo che apporta nuove app e tantissime migliorie più o meno evidenti. Detto sinceramente: ci sta tutto.