L'articolo non è da intendersi come news, ma più come una riflessione sull'argomento caldo del momento: la causa tra Apple e Samsung. Dopo mesi di scaramucce e processi minori, oggi è iniziata in California quella che è considerata la parte principale di tutta la querelle che vede ormai contrapposte da più di un anno le due aziende, con accuse a vicenda di copia, violazione di brevetti e pratiche scorrette. Nelle prime battaglie, le sorti si sono alternate per Apple e Samsung, invertendosi spesso nel ruolo di vincitrice e perdente nelle singole cause. A volte ha vinto l'azienda di Cupertino, come in Germania dove ha ottenuto il divieto di vendita per i dispositivi Samsung colpevoli; altre volte hanno vinto i coreani, come recentemente nel Regno Unito dove Apple sarà costretta ad ammettere che non vi è stato alcun plagio da parte della rivale (al momento è stata accolta una sospensiva sulla sentenza in attesa di sapere l'esito del ricorso).

Nel corso degli ultimi giorni abbiamo assistito non solo a scambi di battute al veleno, ma anche a interessanti rivelazioni, come quelle inerenti ai vari prototipi di iPhone e iPad. Un lato positivo in mezzo a una vicenda che, altrimenti, risulta perlopiù una grande lite di potere, per contendersi l'uso dei più disparati brevetti, il cui sistema di attribuzione è spesso stato messo in dubbio proprio per la mole di cause che generano, le quali ormai meriterebbero siti espressamente dedicati (come ben sappiamo, Apple non è "in guerra" solo con Samsung, ma anche con HTC e Motorola) per seguirle quotidianamente. Quello dei brevetti, però, è un tema troppo complesso e delicato per essere affrontato con leggerezza, dunque non ci soffermeremo oltre.

L'attenzione in tutta l'editoria IT verso questo processo è alle stelle. Naturale che eventi del genere suscitino grande curiosità e, da un certo punto di vista, persino apprensione, dato che qualsiasi sarà l'eventuale sentenza vi saranno sensibili conseguenze. Una vittoria di Apple risulterebbe una pessima notizia non solo per Samsung, ma per l'intero mondo Android, dato che un simile verdetto potrebbe essere applicato per risolvere controversie analoghe e creare oltretutto un pericoloso rischio di ban per qualsiasi smartphone in cui venisse provata la violazione di proprietà intellettuali. Al contrario, una vittoria di Samsung creerebbe un notevole danno d'immagine ad Apple, la quale ne uscirebbe da "cattiva della situazione", avendo accusato ingiustamente il sistema operativo Google e i suoi OEM. Proprio Google è quella più interessata dall'andamento della causa. Non è difficile trovarci somiglianze con le "guerre per procura" della Guerra Fredda: l'azienda di Mountain View non si espone direttamente, ossia non cita essa stessa in giudizio Apple, ma dà supporto a chi si trova a fronteggiarla nelle aule giudiziarie, e una sconfitta per gli uomini di Cupertino rappresenterebbe una vittoria soprattutto per Page e soci, un trionfo anche di differenti filosofie di sviluppo e modus operandi.

Detto tutto ciò, non riesco proprio a convincermi che si arriverà per forza a soluzioni tanto violente. I legami tecnici ed economici tra Apple e Samsung sono così forti che qualsiasi sentenza può produrre danni collaterali, provocando così l'assenza di una vera e propria vincitrice. Le mediazioni sono fallite, vero, ma è anche comprensibile che quando ci sono miliardi in ballo pensare di risolvere in modo semplice e veloce una disputa come si farebbe per poche centinaia di € da un giudice di pace è abbastanza improbabile. A questo punto, non si può dire se si riuscirà in qualche modo ad arrivare a un accordo prima del verdetto (e, onestamente, non ho neanche le conoscenze legali per poterlo ipotizzare), però è quasi certo che qualcosa per non farsi troppo male la troveranno. Dal punto di vista del consumatore, la speranza è che la vicenda trovi presto una conclusione, qualsiasi essa sia, e che non porti pesanti ripercussioni sugli scaffali. Più volte abbiamo auspicato il ritorno a una concorrenza più sana, fatta di innovazione e non di tribunali. Siamo noi utenti la migliore giuria, coloro che possono dare il verdetto più convincente, attraverso i dati di vendita. E questo è un potere che queste risse tra giganti non ci potranno mai togliere. Forse.