Adoro Steve Ballmer, l'antiCEO per eccellenza. Da che Gates gli ha lasciato la guida di Microsoft per dedicarsi alla filantropia, Microsoft non centra da parecchio un obiettivo: alzi la mano chi fra voi ha mai comprato uno Zune, ha mai visto un Courier in produzione, ha amato Windows Vista o ha fatto i salti di gioia per i mille servizi di digital download integrati in Windows Media Player e abbandonati dopo qualche anno, con forti dolori di pancia per chi aveva creduto nel servizio di Redmond e si è trovato con dei file protetti da DRM inutilizzabili (Windwso Media Player controllava la paternità del file spesso tramite internet). Chi non ricorda, poi, i suoi balletti sul palco dei keynote di Microsoft?

Gli unici due successi dell'era Ballmer rimangono l'Xbox, l'Xbox 360 e il sempre verde Office (per Windows Phone è ancora tutto da vedere): la suite di gestione del lavoro è ormai uno standard nel settore, tanto da costringere tutti coloro che lavorano in grossi uffici o studi a doverla installare sia su pc che su Mac per evitare problemi di formattazione dei documenti (a volte, ad esempio, Pages sfasa tutte le tabelle dei documenti Word), ed è proprio il buon Ballmer a dichiarare che Microsoft non è disposta a lasciare il terreno ad Apple nel settore business.

Sia chiaro: Apple ha un settore pro totalmente diverso da quello di Microsoft e risulta molto più in concorrenza con Adobe, ma l'avanzare di iPad preoccupa non poco Redmond, visto che una maggiore diffusione dei dispositivi post pc con la mela morsicata ha portato ad una traslazione del lavoro, dall'ufficio a... ovunque.

Sempre più spesso mi capita di prendere l'iPad e lavorare tranquillamente ai miei atti da treno, bar o dallo stesso tribunale e, ancora più sovente, vedo colleghi più anziani che lo usano.

Microsoft deve, dunque, davvero preoccuparsi per l'avanzare di Apple nel settore professionale? Non credo: Apple, pur con l'elevata qualità dei suoi prodotti, non è riuscita ancora a raggiungere con iWork gli stessi livelli qualitativi di Office, magari riuscendo a creare un'interfaccia più funzionale ed elegante del concorrente: la mancanza di molte funzionalità (soprattutto in Numbers) porta gli utenti a scegliere ancora Excel. Inoltre, non dimentichiamo che Apple avanza come ecosistema: o si ha un Mac e un iDevice o non si può lavorare, se non senza il noioso importa/esporta documento e con il rischio di perdite di formattazione o dati, su documenti standard.

Infine, due ultime riflessioni: la prima, come ho già avuto modo di dire in altre sedi, riguarda l'utenza business di Apple che ha esigenze molto più semplici rispetto a quelle di chi fa un uso intensivo e completo di Office, mentre la seconda è circa l'uscita di Apple dal consorzio EPEAT, decisione che potrebbe portare ad un abbandono progressivo dei Mac e degli iCosi nelle pubbliche amministrazioni americane, lasciando ancora più terreno alla casa di Redmond.

Ah, quasi dimenticavo: i settori Office Mac Business Unit e Xbox sono, in Microsoft, i più svincolati dalla gestione centrale e sono organizzati come delle piccole startup. A voi ogni ulteriore riflessione.