Nonostante Apple non si sia esposta circa la nuova tecnologia adottata per il processore A6 di iPhone 5, il famoso blog Anandtech.com suppone che, pur rimanendo dual core, sia basato sull'architettura ARM Cortex A15, la più importante evoluzione dall'architettura A9 utilizzata per i precedenti A5 e A5X (a sua volta, l'A4 è basato sulla piattaforma Cortex A8, antecedente ad entrambe).

Lo stesso consorzio ARM definisce la nuova evoluzione come quella con le migliori prestazioni presenti sul mercato. Apple è stata tra le  prime rispetto alle sue concorrenti a progettare e a commercializzare un chip Cortex A15: né Texas Instruments né Samsung (la quale, ricordiamo, produce l'A6 per conto di Cupertino) hanno ancora adottato la nuova tecnologia, sebbene non dovrebbero tardare ancora molto. L'unica attualmente in grado di giocarsela alla pari risulta essere Qualcomm, che nella sua serie Snapdragon S4 adotta un'architettura simile alla A15, ma non del tutto uguale.

Tornando all'A6, dal punto di vista grafico si tratta di una evoluzione dell'A5X presente nel nuovo iPad, in quanto è presente la stessa GPU PowerVR SGX543MP4 quad core, una soluzione che dovrebbe permettere un notevole risparmio energetico, visto che i quattro processori grafici entrano in funzione solo quando vi è necessità di prestazioni grafiche di altissimo livello, come abbiamo avuto modo di ammirare nel keynote di ieri sera durante la presentazione di Real Racing 3: lo stesso portavoce di EA Games, produttrice del gioco, ha affermato che iPhone 5 promette le stesse prestazioni di una console casalinga. Probabilmente non si è arrivati ancora realmente al punto di battere una Xbox 360 o una PlayStation 3, ma è comunque innegabile il notevole progresso fatto negli ultimi anni da questi chip grafici per il settore mobile.

Secondo quanto dichiarato da Schiller, l'A6 promette una maggior durata della batteria e prestazioni molto più veloci rispetto al suo diretto predecessore, dunque è molto probabile che il nuovo processore sia stato realizzato con il processo di produzione a 32 nanometri, testato già con l'A5 sulle Apple TV di terza generazione e sugli iPad 2 venduti da marzo in poi, il quale permette un maggior risparmio energetico, nonché il contenimento delle dimensioni fisiche del chip, che dovrebbero essere all'incirca del 22% inferiori rispetto al suo predecessore. Al resto, poi, ci pensa l'ottimizzazione tra l'hardware e il software che abbiamo già imparato ad apprezzare.

Anche stavolta Apple ha dimostrato di non curarsi della corsa al più grosso e al più veloce: con un poco di ingegno in più si possono ottenere grandi risultati, senza dover ricorrere necessariamente a costose e per ora inutili CPU quad core.