Abbiamo appena finito di parlare del nuovo inizio di Nokia che nella stessa giornata assistiamo a un altro reset: quello di Motorola. Non si tratta di un reset così radicale come quello che farà l'azienda finlandese, dato che alla casa produttrice dei RAZR negli ultimi anni non sono mancati terminali buoni, ma le risorse finanziarie. Ora queste ultime sono più che sicure, grazie all'acquisto da parte di Google effettuato lo scorso anno, e grazie a una semi-indipendenza garantita da Mountain View il marchio alato è pronto a tuffarsi nuovamente nella mischia, allargando ulteriormente la sua famiglia storica di terminali ora dedita ad Android: i RAZR.

Immagine da AppleInsider.

Il Droid RAZR HD, assieme al "fratellone" MAXX, è il nuovo modello di punta Motorola. Partendo dalle solide basi del predecessore, il Droid RAZR, gli ingegneri si sono concentrati soprattutto sull'hardware interno e sul display. La CPU è dual-core da 1,5 GHz, presumibilmente il Qualcomm Snapdragon S4 che abbiamo già visto essere abbastanza in voga negli ultimi tempi, supportata da 1 GB di RAM. Lo schermo è un Super AMOLED da 4,7" ad alta risoluzione 1280x720, purtroppo di tipo pentile, con conseguenze spiacevoli sulla qualità nel dettaglio (qui le prime prove di The Verge). L'altra novità sicuramente di rilievo del RAZR HD è la connettività LTE, non una prima assoluta nella gamma Motorola negli USA ma che finora non aveva presentato nella fascia high-end. Per il resto, condivide molto col precedente modello, tra cui la fotocamera da 8 Megapixel e i 16 GB di memoria interna espandibili tramite microSD. Non si fa invece riferimento al supporto NFC, da considerarsi con buona probabilità assente. A livello software, le personalizzazioni sono molto ridotte e soprattutto si è scelto di adottare Chrome come browser da preinstallare. La versione di Android prevista inizialmente è la 4.0, con aggiornamento successivo da Jelly Bean. Il dispositivo sarà disponibile entro il periodo pre-natalizio, a prezzi ancora da divulgare (anche qui, un vizietto che è duro da far morire). Certa la sua disponibilità in Europa, molto probabilmente senza LTE, dato che quest'ultimo è destinato specificatamente alla versione per l'operatore Verizon.

La batteria del Droid RAZR HD si attesta sui 2.500 mAh, dunque di tutto rispetto. Come per il predecessore, però, anche stavolta Motorola ha preparato una versione MAXX, con batteria da 3.300 mAh. Per il resto, non vi sono variazioni nelle specifiche. Molto buono il lavoro sul contenimento dello spessore, rimasto su una misura di 9,3 mm nonostante la batteria ad alta capacità. Anche in questo caso, poche informazioni riguardo i prezzi, e disponibilità annunciata in tempo perché possa essere considerato come regalo di Natale.

Un po' più in basso nella gamma si colloca invece il RAZR M, che contiene comunque caratteristiche interessanti. Dotato di processore dual-core da 1,5 GHz, anche in questo caso Qualcomm Snapdragon, lo smartphone presenta un display Super AMOLED da 4,3" a risoluzione 960x540, lo stesso del Droid RAZR. Completano la dotazione 1 GB di RAM, 8 GB di storage interno con possibilità di espansione tramite microSD e una fotocamera da 8 Megapixel con registrazione video a 1080p. Anche in questo modello è presente la connettività LTE, sempre pensata per la rete di Verizon. Posizionato da Motorola nella fascia dei 99 $ per i terminali con abbonamento, sarà in vendita già dalla prossima settimana. Niente Europa, però: al momento rimane esclusiva USA, con disponibilità nel prossimo futuro anche per alcuni mercati asiatici.

Un rilancio sobrio ma ricco di buona sostanza, che dimostra la volontà di Motorola di concentrarsi più su prodotti di qualità rispetto al passato e l'altrettanta volontà di Google di lasciare carta bianca alla sua controllata, ponendola in libera competizione con gli altri OEM Android (a dimostrare la sostanziale assenza di favoritismi o imposizioni sta anche l'uso iniziale di Android 4.0 nonostante sia già disponibile la 4.1 e i Galaxy Nexus fatti da Samsung su supervisione della stessa Google possano già goderne i benefici). Sicuramente questa è una nuova fase della storia della casa alata, ancora alle battute iniziali e i cui effetti si scopriranno solo nel corso dei prossimi mesi, anche in relazione alle vicissitudini giudiziarie con Apple. L'augurio è ovviamente quello che possa rappresentare una fase di successo duratura, da passare meno sui banchi di tribunale e più nei laboratori per creare prodotti innovativi, a favore della concorrenza e della libertà di scelta per gli utenti.