Con l'introduzione di iPhone 5, Apple ha rinnovato il connettore dock introducendo Lightning, più piccolo e pratico e, ovviamente, dotato di nuove e interessanti funzionalità, ma anche di un nuovo chip che, come riportato dal buon Razziatore, è dedicato al controllo dell'autenticazione fra iPhone e dispositivo: se il dispositivo non è certificato col programma Made for iPod/iPhone (MFI per comodità), esso potrebbe non funzionare a dovere.

È notizia di queste ore che Apple stia per rivedere totalmente gli accordi di licenza del programma MFI: non solo i produttori dovranno versare la consueta royalty ad Apple per la certificazione, ma sono caldamente invitati a non realizzarne nuovi dispositivi senza l'autorizzazione da Cupertino che, ovviamente, minaccia azioni legali in caso contrario. Un esempio? Proprio qualche giorno fa il produttore cinese iTronz aveva iniziato a commercializzare su Amazon un suo adattatore Lighting/Dock da 30 pin, ma oggi la pagina di vendita è scomparsa dal popolare portale di e-commerce, a quanto pare per pressioni di Apple.

La fortuna di iPod e iPhone si è avuta anche e soprattutto per la galassia di accessori disponibili in commercio: non tutti erano stati approvati dal programma MFI, ma la scelta ultima spettava al consumatore che, a suo rischio, poteva acquistare un prodotto che in qualche lontanissimo caso avrebbe potuto danneggiare il suo dispositivo, risparmiando, a volte, cifre non propriamente simboliche.

Da oggi, invece, saremo sì tutti un po' più sicuri, ma assisteremo a un graduale aumento di prezzo degli accessori (le royalites verranno ovviamente scaricate sul consumatore) e ad una loro graduale riduzione.

Apple, forse, avrebbe potuto concedere Lightning gratuitamente a tutti i produttori, così come ha fatto qualche tempo fa per Thunderbolt, ma nessuna azienda rinuncerebbe all'aumento dei propri profitti, soprattutto quando sostiene ingenti costi di ricerca e sviluppo anche su nuovi tipi di connessione.