Bollettino di guerra del 2 ottobre 2012: Apple vede alleggerirsi il fronte Motorola e nuovamente inasprirsi quello Samsung. A sorpresa, infatti, l'azienda dal marchio alato ha ritirato la sua denuncia presso l'ITC, ponendo almeno in buona parte fine al conflitto (rimangono ancora dei procedimenti minori in corso).

Questa mossa arriva dopo una di fine agosto che aveva portato a un primo accordo in Germania sui brevetti di tipo essenziale tra le due aziende. Pur sembrando solamente un piccolo armistizio all'interno della grande battaglia, dato che la suddetta denuncia presso l'ITC era stata depositata e pronta a seguire il suo corso nelle prossime settimane, ecco che sembra riacutizzarsi la possibilità di un accordo di pace globale, non ancora reso noto al grande pubblico perché in fase di definizione e presentazione alle autorità competenti. Perlomeno, questa è una delle teorie di Florian Mueller di FOSS Patents. Tuttavia, mentre da un lato viene fatto notare che il ritiro di queste denunce sono solitamente contestuali al raggiungimento di una conciliazione, dall'altro nella mozione di dismissione del caso si dichiara apertamente che nessun accordo, né scritto né orale, sia stato raggiunto. Ma allora cosa può aver spinto Google/Motorola a tale decisione?

Altre teorie ipotizzate da Mueller includono un più semplice gesto di distensione da parte dell'azienda di Mountain View nei confronti di Apple, dato che colloqui tra i rispettivi CEO per risolvere amichevolmente (e con moneta sonante in ballo) la questione sono continui, oppure una ritirata strategica per portare il caso direttamente nelle aule di tribunale, con un iter più lungo ma anche con la possibilità di sostenere maggiormente la propria posizione. Sicuramente non sarà la sconfitta di Samsung a demoralizzare Motorola da un'azione del genere. Per tutte le teorie, l'autore di FOSS Patents sembra comunque vedere un minimo comune denominatore: un'analisi di Google sulle possibilità di successo del procedimento tramite l'ITC, la quale avrebbe rivelato un rischio per il quale non valeva la pena continuare.

La verità, probabilmente, la sapremo solo nei tempi a venire, rimanendo a osservare le future mosse delle due parti coinvolte. Per ora le uniche certezze sono su una battaglia non a favore di Motorola, non solo contro Apple, ma anche contro Microsoft, la quale ha recentemente ottenuto importanti verdetti positivi in Germania. Fattori che, sommati, potrebbero avere forte peso sul prosieguo della battaglia da parte della sussidiaria di BigG.

Nel frattempo, le intenzioni di Samsung rimangono tutt'altro che volte alla pace. Con l'eco della pesante sentenza miliardaria ancora risuonante (e con la volontà in quel di Cupertino di chiedere ulteriori 700 milioni di $ di danni), i coreani hanno, per così dire, onorato la promessa fatta di aggiungere l'iPhone 5 all'elenco di dispositivi Apple sotto accusa.

Nel comunicato ufficiale, Samsung afferma di aver ottenuto il 21 settembre (avranno fatto la coda?) una unità del nuovo Melafonino per verificare eventuali violazioni. Apparentemente, l'analisi ha portato i risultati sperati, dato che il dispositivo violerebbe due brevetti relativi alla connettività UMTS e altri 6 più genericamente relativi alle funzionalità, per i quali anche le precedenti versioni di iPhone sono state incluse nella causa. Il tutto si inserisce in un contesto dove sono coinvolti anche Galaxy Nexus, S III, Note II e altri smartphone coreani, a loro volta accusati di violazioni di proprietà intellettuali Apple, e a quanto pare la corte designata per il caso potrebbe essere la stessa del processo recentemente conclusosi. I tempi dovrebbero essere piuttosto lunghi: il processo non entrerà nel vivo prima del 2014, dunque avremo modo di vedere ulteriori capi d'accusa a vicenda nel corso del prossimo anno.

Concludiamo segnalando una piccola nota positiva per Samsung, la quale si è vista revocare il divieto di vendita statunitense sul Galaxy Tab 10.1, su ordinanza del giudice Lucy Koh. L'ottenimento della disposizione restrittiva sul tablet da parte di Apple era datato 26 giugno. Ad ogni modo, si tratta di una revoca potenzialmente temporanea, dato che in seguito al verdetto positivo di agosto Cook e gli avvocati presenteranno a dicembre la lista dei dispositivi sui quali sarà richiesto un divieto permanente di vendita, con le decisioni finali rimandate alla stessa Koh.