Nemmeno troppo tempo fa, si vociferava di probabili accordi fra Apple, le major discografiche e le società per la tutela del diritto d'autore in vista del lancio di un nuovo servizio integrato in iTunes che avrebbe permesso a chiunque di poter ascoltare l'intero catalogo del negozio musicale a fronte di un abbonamento mensile o annuale. Le trattative sembrano però essersi bloccate a causa di Sony, che pretende percentuali maggiori sull'ascolto del singolo brano da parte dell'utente.

Nel frattempo, Microsoft non é stata ferma e, lavorando alacremente, ha lanciato il nuovo servizio di streaming musicale Xbox Music, con una formula di fruizione dei contenuti molto interessante: é possibile ascoltare gratuitamente il catalogo a patto che si accetti di sentire anche degli spot fra una canzone e l'altra, oppure spendere 9$ al mese o 99$ per un anno e rimuovere le pause pubblicitarie.

Il servizio é fruibile da domani da Windows (in 8 sarà integrato di default nel sistema operativo come lettore musicale), Xbox, Windows Phone, a breve, sarà anche lanciata un'app dedicata per iOS.

É interessante notare come Microsoft abbia deciso di abbandonare il brand Zune (totalmente fallimentare, a mio avviso) e di adottare quello Xbox per tutto ciò che riguarda l'intrattenimento casalingo: videogiochi, film e musica.

Inoltre Xbox Music potrebbe dare del filo da torcere a servizi come Pandora e Spotify, sia in patria (in cui sono particolarmente diffusi e utilizzati, ma non hanno un proprio ecosistema) sia nel resto del mondo, ancora terra di nessuno: Pandora non é disponibile fuori dagli USA, mentre Spotify comincia a muovere i propri timidi passi in Europa, ma nessuno dei due ha la stessa forza contrattuale e la stessa capacità di Microsoft di penetrazione nelle case dei potenziali utenti.

Microsoft inizia così il suo nuovo percorso, già ventilato dal suo CEO Steve Ballmer: da un'azienda produttrice di software si sta trasformando in un'azienda produttrice di dispositivi e fornitrice di servizi via cloud.

E Apple? Di certo non stará a guardare ancora a lungo, avendo due assi nella manica molto importanti: il know-how per la distribuzione dei contenuti digitali tramite iTunes, servizio che può contare da più di un anno sulle menti che erano dietro al servizio Lala.com (concorrente, all'epoca di Spotify) e la capillare diffusione dei dispositivi iOS (che vorrebbe sfruttare anche Redmond con l'app in arrivo, sempre se verrà approvata) e, non dimentichiamoli, anche dei Mac.

Infine, non dimentichiamoci di Google e della sezione Musica di Google Play, la quale potrebbe presto fornire, senza molto sforzo per i programmatori di Mountain View, un servizio di streaming simile.

La guerra dello streaming audio é appena iniziata e, sicuramente, i primi a cadere saranno proprio i pionieri del settore che non hanno avuto la forza o le capacità di espandere il proprio modello di business nel resto del mondo, consolidando la propria posizione sino a diventare leader del settore.