La notizia è quella di un fulmine a ciel sereno, per Apple. Due figure di spicco annunciano contemporaneamente il loro addio. E se per una trovare un sostituto non sarà difficile, per l'altra si è vicini all'impossibile, almeno in quanto a carisma e conoscenza dell'azienda nel suo profondo. Parliamo dell'addio, annunciato ufficialmente dall'azienda di Cupertino, di John Browett e, decisamente più grave, di Scott Forstall.

Desta sorpresa come proprio Forstall, una delle migliori menti all'interno dell'azienda di Cupertino e nei mesi scorsi definito anche come potenziale prossimo CEO, venga lasciato andare via senza apparenti motivazioni che abbiano portato a tale scelta. L'addio sarà ufficializzato a partire dal prossimo anno, con un periodo transitorio come consulente per questi ultimi due mesi. Non che però il defilarsi di Browett fosse molto più prevedibile: aveva ricevuto la sua posizione, a capo della vendita retail al posto di Ron Johnson, appena un anno fa. E aveva ottenuto il suo primo bonus azionario giusto il 24 ottobre.

Apple ha colto l'occasione per una riorganizzazione, a quanto pare: Jony Ive ora controllerà tutti gli aspetti del design in azienda, non solo software ma anche hardware, nel suo nuovo ruolo esecutivo per la Human Interface; Eddy Cue, oltre ai servizi di iTunes e iBooks già sotto la sua gestione, avrà responsabilità direttiva anche per Siri e Mappe; Craig Federighi si occuperà sia di OS X, come fatto sinora, che di iOS; infine, Bob Mansfeld, convinto a suon di milioni a non ritirarsi in virtù di forti proteste per l'assenza di una figura altrettanto capace per poterlo sostituire, assumerà il controllo del nuovo gruppo Tecnologie, che supervisionerà sia la componentistica dei prodotti Apple sia altre soluzioni sviluppate internamente come i processori Ax. Rimane vacante per ora la posizione relativa alle vendite, per la quale l'azienda tornerà di nuovo alla ricerca.

Apparentemente non sembra esserci motivo di preoccuparsi troppo, visto il riordino annunciato. Tuttavia due figure di spicco che salutano Apple proprio nella stessa giornata non sono proprio un segnale che fa ben sperare, soprattutto alla luce di un operato che non dava affatto l'impressione di necessitare un cambiamento così radicale. I motivi delle partenze ci saranno meglio noti in futuro, anche se il sospetto, quantomeno nel caso di Forstall, è relativo alla débaclé delle mappe, probabilmente non andata giù al consiglio d'amministrazione. Per ora, non possiamo fare altro che augurare il meglio per il futuro di Scott Forstall e John Browett.