Ha fatto il giro del web la frase pronunciata qualche tempo fa da Jeff Bezos (CEO di Amazon) mentre visitava la sede di 37 Signals: «le persone che hanno spesso ragione sono quelle che cambiano spesso idea». Avere sempre ragione su tutto è a dir poco impossibile, a meno che non si vada in giro a rivelare che l’acqua è un liquido o la Terra gira intorno al Sole. Resta il fatto che scommettere sui prodotti giusti, per un’azienda, è fondamentale — ed è ancora più fondamentale per colossi come Apple che, data l’enormità della infrastruttura che impiega, rischia grosso a ritrovarsi con dei flop.

Un paio di anni fa l’azienda di Cupertino ha deciso di creare il mercato dei tablet (sì, esistevano tablet anche prima, ma erano ben diversi) offrendo ai clienti un prodotto, l’iPad, in una sola grandezza: 10 pollici. La scelta fu commentata a suo tempo da Steve Jobs stesso, in questo modo:

[Parlando di un ipotetico tablet a 7’’, ndr.] Questa dimensione non è sufficiente per creare grandi applicazioni per tablet secondo noi. […] Apple ha eseguito numerosi test sugli utenti per le interfacce sensibili al tocco nel corso degli ultimi anni, conosciamo questo campo come le nostre tasche. Ci sono chiari limiti fisici su come puoi sistemare gli elementi su uno schermo touch senza compromettere l’abilità degli utenti di toccarli, farci scivolare le dita, o pizzicarli. Questa è una delle ragioni principali per cui crediamo che 10 pollici sia la dimensione minima affinché uno schermo di un tablet permetta di creare applicazioni fantastiche.

Dichiarazione piuttosto diretta e decisa, che contrasta nettamente con quel che abbiamo visto solo pochi giorni fa, ovvero l’introduzione di un iPad da circa 8 pollici (7,9, ad esser precisi). Ma perché? Ad Apple hanno dato di matto? Tim Cook ha deciso di fare uno sberleffo al suo predecessore? Ce ne sono state tante di ipotesi buttate là in questi giorni, senza farsi mancare le solite prese in giro degli utenti Android, ma a mio avviso la spiegazione è più semplice di quel che si possa pensare: tablet come il Nexus 7 e il Kindle Fire hanno mostrato che c’è un mercato per questo genere di dispositivi e Apple ha capito di aver commesso un iniziale errore di valutazione sulle loro potenzialità.

Più che un mercato, forse, è meglio usare un’espressione che è cara a Horace Dediu di Asymco: l’iPad mini ha un «job to be done» (lavoro da esser svolto), un compito specifico che non è soddisfatto né dall’iPhone né dall’iPad da 10’’ e che è diverso da quello svolto da quest’ultimi. Questo lavoro è la portabilità, caratteristica che non viene ad essere frenata da limiti strutturali imposti dai 4 (o 3,5) pollici di un telefono normale. La stessa portabilità che sebbene faccia parte dei vantaggi di un iPad 10’’ rispetto ad un computer, non è esattamente il suo punto forte — non puoi portarlo a mano, non puoi metterlo nelle tasche dei jeans o in borse piccole, solo tracolle, zaini e grosse borse sono contenitori della giusta grandezza.

Da quando ho comprato il Kindle (6’’) lo scorso anno mi sono accorto che ci sono parecchi usi per un dispositivo del genere: leggere su un iPhone è scomodo a meno che non si parli di tweet o micro-testi, molto più comodo uno schermo più grande; ma nemmeno sento il bisogno di estrarre dalla tracolla una padella di 10 pollici per passare in rassegna gli ultimi articoli che ho aggiunto a Instapaper (che oltretutto devo o appoggiare sulle cosce / tavolo o sorreggere con entrambe le mani). Non è un caso che durante la presentazione sia stata messa in evidenza la facilità con cui si usa l’iPad mini anche con una sola mano, grazie alle dimensioni ridotte e ad una estrema leggerezza.

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L’uso di un tablet da sette / otto pollici è quindi legato a doppio filo alla possibilità di consumo di contenuti e non creazione, come avviene per varianti dalle maggiori dimensioni. Non è un caso che il Kindle Fire abbia riscosso un discreto successo considerato che è essenzialmente una finestra che dà sull’intero ecosistema di libri, film, serie TV, e musica di Amazon (parlo di «discreto successo» perché così pare, ma ricordo che Amazon non fornisce dati sul numero di unità vendute). Un dispositivo più piccolo perciò, sia in grandezza che di prezzo, va a colmare quello spazio di consumo «puro» ma «agevole» lasciato vuoto da iPhone e iPad 10’‘, così da giustificare la sua esistenza. In un mondo ideale dove posseggo tutti e tre questi dispositivi iOS se so che devo uscire e avrò momenti morti (come un viaggio in treno o delle attese) porto con me iPhone + iPad mini, se la mia destinazione prevede il rimanere seduto nello stesso posto per alcune ore mi porto dietro il più ingombrante (ma potente) iPad da 10’’. Questa cosa la sto già facendo col Kindle al posto del mini e sono innumerevoli le occasioni in cui mi è capitato di desiderare di avere con me quest’ultimo invece che il prodotto di Amazon. Lo schermo dell’iPhone è troppo piccolo per fissarlo più di qualche minuto alla volta, per leggere ad esempio — e la soluzione non è affatto ingrandirlo, perché dopo sì, ho un dispositivo più grande quando mi serve, ma ho sempre un dispositivo più grande con me, con tutte le conseguenze negative che ciò comporta.

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Sollecitato da alcuni giornalisti, Tim Cook ha commentato la dichiarazione di Jobs in cui questo denigrava i tablet da 7 pollici specificando che l’iPad mini ha una diagonale di 7,9’’ e che a queste grandezze un pollice in più fa una grande differenza — il prodotto di Apple, infatti, rispetto a concorrenti come il Nexus 7 ha uno schermo il 35% più ampio. Seppur vera, non ci è dato di sapere se questa considerazione è in parte dettata dal bisogno di differenziare la propria creazione, è difficile estrarre i veri ragionamenti che hanno portato a una scelta in Apple, l’azienda il cui CEO ha detto «l’iPod non è fatto per vedere i video» e dopo pochi mesi ne rilascia una versione aggiornata proprio con questa funzionalità. In ogni caso, saper correggere la rotta è una caratteristica fondamentale per un’azienda ed Apple sembra averlo capito con l’iPad mini. Un «compito da essere svolto» per questo dispositivo c’è ed è ben chiaro, non resta che da vedere quel che succederà nel prossimo futuro.